Una visita a Città della Pieve

Anche se Città della Pieve si trova nel cuore dell’Italia, la sua storia è quella di una città di confine. Queste città sono speciali perché si ritrovano tracce di diverse culture che si sovrappongono nei secoli per poi confluire in uno stile e uno spirito del luogo che è unico.

Così anche per questa originale città, tutta fatta con mattoni di un rosso vivace che contrasta il cielo e si riconosce da lontano. Ha iniziato la sua storia come città di confine del mondo etrusco e si ritrovano ogni giorno nuove tracce come la recente tomba di Laris. Gli etruschi sono una delle prime popolazioni che hanno abitato l’Italia, forse provenienti dalla Turchia, e i primi re di Roma sono stati tutti etruschi.

Poi sono arrivati i popoli dal nord Europa e Città della Pieve ancora una volta si è trovata ad essere un confine, questa volta fra l’impero Romano d’Occidente ed il Regno dei Longobardi, di cui era il punto di avvistamento verso Perugia. A testimoniarlo una inusuale Via Lombardia (oggi via Manni) che attraversa il centro storico di questa cittadina.

Probabilmente proprio per questa sua posizione strategica, i vescovi costruiscono una prima Pieve, ovvero una chiesa di campagna con funzioni battesimali, dedicata ai patroni Santi Gervasio e Protasio. Le pievi erano il modo con cui nascente stato pontificio affermava la sua religione e si espandeva. Attorno alle pievi nascevano poi borghi e paesi. Dopo la Chiesa viene la fortezza militare, chiara espressione del dualismo fra regno dei cieli e regno terrestre.

E questo spazio fra cielo e terra e occupato dagli uccelli e i migliori osservatori e predatori sono le aquile. Forse per questo la forma urbanistica medioevale di Città della Pieve è proprio quella di un’aquila che guarda verso Roma. Il corpo di questa aquila era stato idealmente suddiviso in tre parti, “Terzieri”, che corrispondevano a tre diverse classi sociali e che ancora oggi si sfidano durante il famoso Palio dei Terzieri. La testa (Terziere Castello) corrispondeva ai cavalieri e all’aristocrazia, la pancia (Terziere Borgo Dentro) alla borghesia e infine l’ala-coda (Terziere Casalino) ai contadini. La sfida del Palio dei Terzieri rievoca la caccia al toro e i partecipanti si sfidano a gare di tiro con l’arco con sagome mobili di toro.

Poi inizia il periodo dei comuni e qui Città della Pieve è compresa fra Firenze, Siena, la belligerante Perugia e un sempre più forte stato pontificio. Sempre alla ricerca della sua indipendenza, orgogliosamente ghibellina (a favore dell’imperatore), finalmente riesce ad essere un comune libero grazie all’imperatore Federico II da 1228 fino al 1250. Florida grazie ai suoi commerci ma mai straricca.

Il suo ruolo “di cerniera” lo si capisce bene durante il processo contro Giovanni da Parma, ministro generale dei francescani. Assisi è non lontano da qui e se San Francesco “vince” la sua sfida con il papa e il suo ordine viene riconosciuto, il successore di San Francesco viene processato proprio qui a Città della Pieve nel 1262. Tanto per far capire chi ha il vero potere sulla terra.

Nel rinnovato clima di libertà e di benessere del Rinascimento, nasce Pietro Vannucci (1448-1523), detto il Perugino, uno dei più significativi pittori italiani. Qui a Città della Pieve si possono trovare alcuni suoi capolavori come quello molto particolare dell’Adorazione dei Magi. A parte la sua bellezza, questo grande affresco viene commissionato dalla Congrega di Santa Maria dei Bianchi per abbellire la loro sede. E ancora oggi lo si può visitare in questa sede entrando direttamente da Via Vannucci, la principale via cittadina tutta in mattoncini. Sembra di entrare nella storia, nella sala sono appese le tonache bianche che i confratelli ancora oggi usano per le loro cerimonie.

Uscendo dall’Oratorio e tornando all’esterno si ha la stessa sensazione di un tuffo nella storia. Risalendo Via Vannucci si arriva a Palazzo della Corgna, realizzato dal Marchese Ascanio, nobiluomo perugino, governatore di Città della Pieve e protagonista di grandi imprese e si può godere di un buon caffè di fronte alla Cattedrale. Oppure andare al Teatro degli Avvaloranti.

Ovunque si volga lo sguardo ci si accorge di essere al centro della grande bellezza dell’Umbria e dell’Italia.