Appena entrate nella hall del ristorante dell’Alexander Palace Museum, vedrete di fronte a voi un tavolo con un piccolo segnaposto con scritto ‘Conte e Contessa’. Nella hall si intravedono una o due coppie con un imprenditore seduto a godere la compagnia dei suoi ospiti, parlando speditamente a bassa voce.

La sala da pranzo è soave e la musica non intrusiva. Si sente il sottofondo natalizio di John Lennon che canta ‘The war is over’ un tributo a quello che il Natale potrebbe essere. Seduti in quel primo tavolo ci sono un’elegante coppia di anziani, tranquilli e sicuri di sé. Lei è una signora dai capelli grigi, morbidi e lunghi. Forse, indossa un abito di cachemire dai colori tenui che ricorda un acquarello di Monet. Ha un sorriso enigmatico, consapevole della realtà che la circonda, e tutto ci ricorda quello che Leonardo avrebbe voluto ritrarre.

Poi si rivolge lo sguardo verso l’uomo dai capelli scuri e dagli occhi intensi, pieni di spirito e di sfida. Indossa una a camicia a quadretti beige, una cravatta a righe rosse e blu chiaro e una giacca di velluto indaco. I pantaloni e le scarpe sono nascosti sotto il tavolo, ma tutto presagisce un’ulteriore sfida allo stile. E’ l’immagine di una generazione dimenticata o forse il ritratto di una vita futura?

Si osserva come la signora sceglie con cura i mandarini, stacca i chicchi d’uva dal grappolo e taglia a fette i piccoli pezzi di pera. Si versa del tè da una piccola teiera in un bicchiere di whisky e lo sorseggia lentamente, come se stesse assaporando un whisky al malto. Un bicchiere quasi vuoto di vino rosso è li vicino a loro.

Sono lieti di accogliervi al loro tavolo al ristorante dell’Hotel Alexander Palace Museum, uno degli hotel più belli del mondo, a cui non interessa essere menzionato per il lusso: ogni aspetto dell’hotel raggiunge uno standard elevatissimo, grazie all’eleganza artistica e alla sostenibilità ambientale. Oltre ad essere un museo è una galleria d’arte moderna in cui ogni stanza è un’opera d’arte.

E chi hai incontrato?

Il Conte Alessandro Marcucci di Valfesina, o Nani, e sua moglie Paola, la contessa. Se siete fortunati, vi può essere offerto di ascoltare i loro racconti su come si crea una eleganza sostenibile in Pesaro e Urbino. Ascoltandoli attentamente si scoprono due di quelle poche persone che hanno dedicato se stesse e la loro vita alla creazione artistica e ambientale.

E tra le storia di fatica e di dolore, fate attenzione alle poesie e alle barzellette che riflettono lo spirito e la discendenza del “conte e della sua famiglia”. Chiedete dell’Esaltabuchi-The Patch e non dimenticherete questa visita.

 

Abbiamo parlato di loro anche sulle discoveries. Clicca qui per leggerlo.

 


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine