Alcune specie semplicemente non riescono a rimanere a casa. Ovunque: in club, pub o negli angoli più remoti del pianeta, ti imbatti in un canguro Ozzie che saltella nella boscaglia: una vera invasione australiana.

E’ una domenica ventosa ma soleggiata verso la fine di maggio, in quello che sembra essere il cuore spento della Sicilia, a soli 30 km a nord di Caltagirone. E’ tardi per il pranzo quando, dopo aver guidato da Catania intorno alla base dell’Etna, finiamo la nostra strada sulla collina di Piazza Armerina in una piazza con una cattedrale (serrata in modo sicuro) e cerchiamo un pasto in una caffetteria che pubblicizza i suoi prodotti piacevolmente in inglese.

In piazza ci sono solo quattro persone, e un numero minore di automobili. Notiamo una insegna sul lato opposto della piazza ‘Art Hotel’, che interessa Claudia. Mentre godiamo di un piatto di pasta locale con melanzane (la dieta base in questa parte della Sicilia) e uno o due bicchieri di un bel bianco locale innaffiato da acqua frizzante da San Giorgio di Bosco (nei pressi di Padova) con etichetta di una multinazionale, Claudia intrattiene il titolare con domande giornalistiche.

La città è rinomata per i mosaici romani e prendiamo una guida come nostro tutor. Ma è un peccato che, in questo particolare giorno turistico, il museo è chiuso – forse una malattia strisciante nell’Italia rurale. Ci viene data una buona recensione dell’Art Hotel, e noi esprimiamo il nostro interesse basato sul nostro piacere di stare da Nani all’Alexander di Pesaro, così passeggiamo e scopriamo che l’ingresso è nella parte posteriore mentre vicino all’insegna c’è solo l’ingresso di un bar.

Il direttore è cordiale e offre di mostrarci due stanze, gli arredi sono moderni e ‘indimenticabili’ e in ogni stanza c’è scritto l’inquietante messaggio ‘Nessun dorma’, ma senza il suono di un tenore. Vicino l’ascensore siamo stati superati da un ospite e dalla sua grande valigia.

Tornati di nuovo al piano di sotto, mentre rimuginiamo con il direttore sulla promozione di quello che è un contributo decisamente originale per gli alberghi d’Italia, ci scontriamo ancora una volta l’ospite sessantenne che chiede in tono lamentoso se qualcuno può parlare inglese perché non riesce a far funzionale l’aria condizionata, la parlata strascicata australiana è evidente. Mentre negoziamo per diminuire la sua angoscia rifletto su come sia strano incontrare un connazionale in questo remoto e non ovvio residence. Il nostro ospite Ozzie è poi ‘saltato’ dalla porta nel suo modo di esplorare fuori.

Con un sorriso ripartiamo notando solo una coppia mentre torniamo in piazza e ci dirigiamo verso il nostro agriturismo, una villa del signore medievale che governava questa città. Facciamo il check in trovando che l’area della reception era abbastanza affollata di ospiti che stavano ‘prendendo un tè’, e siamo stati informati che ognuno di loro era condensato qui dall’Australia.

Impallidisco un po’, e fuggo nelle nostre camere. Più tardi scendiamo per controllare il Giro in TV e scopro che ad un gruppo di quattro pensionati di Sydney è solo capitato di fermarsi qui per una notte tra i diversi porti siciliani. Sono stati seduti lì in silenzio ad ascoltare il Gran Premio F1 di Monaco sui portatili. Più tardi abbiamo chiacchierato dei ristoranti di Crows Nest mentre si lamentavano dello scarso gusto di un altro gruppo di australiani che stavano in una stanza adiacente.

Sembra che non possiamo nemmeno andare d’accordo quando siamo a 10 mila miglia da casa. Quella sola sera a Piazza Armerina abbiamo preso la ‘pensione completa’ e condiviso il tavolo della cena con un Taswegian (Tasmano) e suo figlio adulto. Il padre ha vissuto una vita ideale – estate in Europa ed estate in Tasmania – mentre suo figlio cresceva e si arrampicava tra il Nepal e l’Indonesia quando non sciava in Francia – i suoi corsi di lingua a scuola hanno certamente influenzato le sue scelte di vita. Abbiamo parlato di politica senza sguainare le spade e dopo un paio di rossi siamo usciti ad ascoltare gli uccelli notturni.

Mi chiedevo se questi incontri sono solo un esempio della probabilità della Guida Hitchhiker di Adam o se c’è qualcosa di più Machiavelliano nel controllo esercitato da Booking.com sulle destinazioni di viaggio degli australiani.

Le possibilità sono infinite.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine