Stai in Piazza del Popolo a Pesaro, è vicino il Natale, freddo ma non pungente, il sole è tramontato e proprietari di negozi si stanno domandando se c’è una vita prima della corsa per un aperitivo e, lontano dalla solitudine del negozio, un accordo al bar con gli amici e alleati in questa fatica disperata di attività al dettaglio.

Dove sono i negozi d’arte, dove posso comprare un po’ di “Rossiniane”?

Scendiamo lungo Via XI Settembre, vaghiamo a sinistra e destra, affascinati da un sassofonista solitario, ben oltre i 60 che ancora continua a creare toni squisiti nel fresco della sera, o provengono da una sua registrazione? Trascorrono dieci minuti e abbiamo passato bar e negozi sulla sinistra e stretto, e arrivano alla Galleria Pescheria, chiusa come lo sono tutti i centri d’arte di Pesaro.

Cosa fare?

Torniamo indietro verso la Piazza e scegliamo un bar con una selezione di colori ‘antagonistici’ a ​​metà strada, sulla sinistra. Ma sembra amichevole. Il gestore, e apparentemente l’unico dipendente di questa moderno bar prende la nostra richiesta di Negroni e vino rosso e ci sediamo vicino all’ingresso. Una signora con una ‘dog-getta’ (cagnolina), vestita per l’opera, si siede a due tavoli di distanza alla nostra sinistra. Gli affari sembrano andare a rilento. Ma gli aperitivi sono gustosi e il bar è caldo.

Assistiamo a un cambio della guardia quando due uomini anziani ben vestiti entrano, condividono una birra e un vino, e si siedono al tavolo alla nostra destra.

Abbiamo ordinato ancora uno o due vini in più e accettiamo gli stuzzichini di mini-pizze. Il gestore viene avvicinato da una signora che gli ricorda il suo dovere di fornire bevande e aperitivi in un negozio di fronte. Mentre egli adempie al suo obbligo di piacere, uno dei “vecchi gentiluomini” si sporge sul bancone e seleziona una crostatina o due per il suo godimento privato. Notando che lo abbiamo guardato con divertimento sfrenato egli entra nel nostro spazio e ci intrattiene in una conversazione.

E’ uno sconosciuto, un signore dai capelli d’argento di Pesaro, che scende al bar ad una sua certa ora designata. Discutiamo di Pesaro, Urbino, Marche, l’Italia e la galassia, ma non riusciamo a trovare una soluzione per il travaglio di essere un italiano in Italia. Il suo amico scintilla – era calabrese, e anche nel suo rimbambimento, discute una buona causa legale – forse solo per proteggere il suo amico volubile. Sorridono e scherzano. Maliziosi, ma bonari, giocano con il gestore del bar, prendendo e nascondendo la pasticceria del giorno, i cioccolatini e i dolci.

Mentre cala la notte, passando il tempo, Hyde diventa Jeckyll, con una negoziazione o due su un prezzo giusto (o ingiusto). Eppure, il gioco deve finire per la giornata, i giocatori devono tornare all’ovile delle mogli noiose e alla RAI TV, e per la nostra gioia scopriamo che questi peccatori con cui abbiamo condiviso un sorso o due con non sono altro che i precedenti amministratori della “buona salute” e della “ricchezza” di questa bella città.

E siamo ancora alla ricerca di ‘Rossinianie’ o anche di un segno di Rossini nell’aria.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine