I doni dei Greci, la rinascita del Partenone

Viaggiando per il Mediterraneo e il Levante non c’è dubbio dei grandi tesori che gli antichi greci hanno creato. Dal Partenone sull’Acropoli al Teatro greco di Siracusa.

Che siano vituperati per la loro astuzia nella guerra di Troia o ammirati per la nascita della democrazia, i Greci hanno radicalmente modellato il mondo antico. Ovunque si stabilirono, sia su invito che per volontà, hanno portato in dono civiltà, democrazia, arte, architettura, ingegneria, scienze, scultura, teatro e giochi. La loro memoria si ritrova nelle grandi strutture e sculture nelle città costruite in molti paesi nel corso di molte centinaia di anni.

A casa, si trovano i resti della loro più grande struttura, il Partenone sull’Acropoli, che resiste ancora nonostante la guerra, l’incendio, le bombe per farlo saltare in aria. Nel tempo è stato violentato e saccheggiato da popoli lontani incuranti della magnificenza della perfezione della struttura nel suo progetto, ingegneria e scultura.

La giustificazione per aver fatto saltare in aria il Partenone oggi sembra più valida dell’avidità che ha portato al furto e alla successiva glorificazione istituzionale britannica del grande rapinatore del monumento, come Elgin deve essere giustamente ricordato, evidenzia la mancanza di rispetto dei potenti per la cultura. Ancora oggi questi marmi si trovano tristemente soli in Inghilterra, orfani del loro giusto posto ad Atene, e i turisti inglesi manifestano poco o nessun imbarazzo nel giustificarsi mentre vagabondano in giro per il guscio vuoto del Partenone o sorseggiano una birra in una calda giornata estiva alla base del monte.

Eppure, i greci stanno riportando questo dono al mondo: il monumento più famoso e importante dell’antichità sta tornando alla vita. Pietra su pietra, blocco su blocco, il Partenone sta rinascendo. La sua rinascita è palpabile ad un visitatore che si arrampica solo occasionalmente fino all’Acropoli per stare vicino a quella che sarebbe stata la fonte dell’architettura di Palladio, che aveva una tecnica di progettazione così simile. Per questo grande edificio si potrebbe ben giustificare la spesa di oltre 100 milioni di euro che invece sono stati dati dalla Marina Greca agli imprenditori tedeschi per acquistare sottomarini. Eppure probabilmente la somma da spendere fino alla data di completamento nel 2020 sarà un po’ più bassa. Ci si potrebbe chiedere dove stia la comprensione del valore dei beni comuni, la cultura di ogni Paese.

Il secondo grande dono moderno è il Museo dell’Acropoli che è la prova, senza alcun dubbio, che la Grecia ha un posto sicuro dove mostrare le sculture in marmo rubate dal Partenone. Questa struttura di vetro massiccio ospita nel suo livello più alto una ricostruzione del fregio del Partenone. Dal suo interno si guarda giù ai livelli inferiori attraverso il pavimento in vetro, giù di quattro livelli, al piano seminterrato, si trova l’antico centro storico del 1000 a.C. Sia che i vostri interessi in architettura antica e scultura siano accademici o casuali, questo museo è l’orgoglio di Atene e una gioia per gli occhi, dentro e fuori.

Suo ‘padre’ è Dimitrios Pandermalis, un archeologo classico che ha presieduto la costruzione dell’edificio e ora è il curatore del museo. In lui e nella sua squadra, che ha immaginato e creato questa magnifica struttura, un memoriale e un posto per studiare, la Grecia ha i suoi “Tesori dell’Umanità”.

Li ringrazio per i loro doni e l’aiuto ad avere successo.