Il Didjeridoo è qualcosa di più di uno strumento musicale ed è avvolto da molte leggende.

Nasce fra gli aborigeni australiani migliaia di anni fa (sono state trovate pitture rupestri di 40.000 fa raffiguranti uomini con strumenti sulla bocca) e il suo suono aiuta a raggiungere stati di trance. E’ una porta per Il Tempo dei Sogni – Dream Time.

Con queste premesse, i suonatori di didjeridoo hanno un rapporto particolare con il loro strumento e pochi si permetterebbero di “reinventarlo”. Ci vuole molto amore per intervenire sull’oggetto del proprio amore e apportare dei cambiamenti.

Marcello Bellardini è un uomo che ama profondamente la cultura aborigena e il didjeridoo e ha trovato una sua via per diffondere questa cultura creando personali strumenti musicali.

Il suo amore è nato nel 2000 in un viaggio iniziatico di un anno in Australia dove è stato due mesi nella comunità Maningrida a contatto con la cultura aborigena. Quando è tornato in Italia, un pezzo del suo cuore è rimasto ancorato alle tradizioni e alla cultura aborigena rappresentata dal didjeridoo.

Ha iniziato a costruire i sui strumenti personali, utilizzando gli alberi Eucalipti italiani della sua area, Latina, lavorando sui rami e tronchi proprio come le termiti, ossia svuotandoli lentamente dal di dentro. Poi ha iniziato ad insegnare musica con corsi e seminari attraverso la sua associazione DiDj Italia. A quel punto si è accorto delle difficoltà dei principianti nel maneggiare uno strumento così pesante ed ha iniziato a pensare a soluzioni diverse.

Sono così nati strumenti in vetroresina traslucida e dipinta all’esterno in vari modi. Questi didjeridoo sono leggeri e possono essere comodamente alzati e sono oggetti belli da mostrare e da collezionare nei diversi disegni e tonalità.

Sono particolarmente indicati per musicisti che si esibiscono sul palco in band con altri strumenti. La cultura della contaminazione culturale si sta diffondendo e per gli amanti della musica si possono apprezzare suoni come il didjeri-blues di Florio Pozza.

Per chi volesse entrare nell’incantato mondo aborigeno, senza dover fare un lungo viaggio in Australia, forse la cosa migliore è di partecipare ad uno dei corsi e seminari di Marcello Bellardini e di essere guidati da lui attraverso la porta del Tempo dei Sogni.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine