È il giovedì Santo nella settimana cristiana della Pasqua, in una bella calda giornata di primavera con un tocco di brezza, e cerchiamo il soffio del Signore sulle colline intorno a Paliano, in provincia di Frosinone.

Per il pranzo, ci accontentiamo di mangiare un semplice ma gustoso piatto di pasta con un bicchiere di vino bianco da Terremoto, una trattoria aperta dal 1890 nei pressi del castello di Genazzano, e poi iniziare le nostre ricerche attraverso questa città medievale.

Nonostante il nostro interesse, la Chiesa di San Giovanni e il Castello Colonna sono veramente ben chiuse così ci avventuriamo al Santuario della Madre del Buon Consiglio notando che il 25 aprile è il 550° anniversario della fondazione della chiesa con il dono dagli angeli di un’immagine di Maria proveniente da una chiesa in Albania.

La facciata della chiesa ha sei mosaici in vetro colorato in vari stati di riparazione e intriganti porte in bronzo fuso con figure ‘extraterrestri’ nell’ingresso principale. In attesa, compriamo un gelato e ci sediamo per attendere l’apertura della chiesa, ma alla fine scopriamo che l’orario di apertura delle 3:00 non vale per oggi. Forse Dio sta pregando da solo.

Torniamo alla macchina e decidiamo di tornare a casa senza aver raggiunto tutti gli obiettivi e ci ricordiamo che oggi Papa Francesco sarà in visita Paliano. Al suo arrivo sotto la città di Marcantonio Colonna, incontriamo gruppi di persone sparse lungo la strada, a quanto pare in attesa del corteo Papa Francesco. In totale accordo parcheggiamo in un angolo vicino a casa per unirci alla ‘folla’ attesa.

C’erano solo circa 12 persone raccolte a nostro angolo, ma tutte sembravano entusiaste dalla possibilità di salutare il Papa. Lì, guardando attraverso l’orizzonte fino alla fine delle montagne dei Castelli Romani, i monti della tradizionale residenza estiva del Papa, mi avevano riportato ai miei ricordi d’infanzia.

Era circa 1954, quando bambini di scuola, io ei miei compagni di classe eravamo allineati sul ciglio della strada a Sydney, in Australia, con tre quarti della popolazione, per dare il benvenuto alla nostra nuova regina Elisabetta II e al suo consorte, il principe Filippo. Ognuno di noi aveva una bandiera nazionale che sventolava. In quel giorno, nel mio ricordo lontano, compreso il corteo con una Daimler Landaulette decapottabile aperta per la regina, che viaggiava a 10 chilometri all’ora.

Oggi la strada rurale dal casello della Roma-Napoli a Paliano era solo un piccolo ricordo di quegli anni passati, ma conservava ancora alcuni tratti dell’aura di vedere una persona famosa nelle vicinanze. In comune con il corteo della regina, papa Francesco è stato trasportato in un veicolo nero, ma meno ostentato, con il gruppo di supporto di Carabinieri in Alfa e moto davanti e dietro.

Non sono sicuro se ho scorto la sua onda attraverso la vetrata oscurata del veicolo, ma mentre passava mi sono ricordato le parole del grande primo ministro australiano, Robert Gordon Menzies, dal 1963 durante la seconda visita della Regina in Australia, quando ha ripetuto le parole di un poeta del 17° secolo con il più grande orgoglio – ‘La ho vista solo passare, ma io la amo fino alla morte’.

Il corteo andava troppo di fretta ed è subito scomparso lungo la strada tortuosa verso Paliano e siamo tornati a comporre i nostri ricordi. Forse non abbiamo visto il Signore oggi a Genazzano, ma, come cristiani, credo che abbiamo raggiunto un buon secondo livello sulle strade rurali di Paliano.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine