Factum est. ‘Un’ è un articolo proprio come la, il, lo, gli, una, uno. Definisce uno specifico articolo che è impossibile definire senza il suo utilizzo. Non è credibile di immaginare di definire il termine articolo senza l’uso di un articolo. Quindi dobbiamo accettare che questo è un paradosso o è la condizione di ‘Un articolo’ come un circolo infinito?

In inglese, l’articolo, sia determinativo che indeterminativo, è usato meno spesso che in alcune altre lingue come l’italiano dove, senza un motivo apparente al madrelingua inglese, l’articolo si usa davanti dei pronomi personali come il mio – il mio articolo o i miei articoli. Per un inglese, ‘my article’ è più che sufficiente ed è tutto ciò che è necessario per indicare perfettamente ed elegantemente la definizione dell’articolo (e senza un articolo in vista).

Ma un articolo può anche essere un articolo di abbigliamento o perfino un articolo sostenibile. E sul tema della sostenibilità, l’articolo è probabilmente la parola più sostenibile nel linguaggio, usato più abitualmente rispetto a qualsiasi altra parola comune, e questo sia nel caso che uno sia ‘articolato’ o ‘inarticolato’. L’articolo può poi anche essere indefinito al punto di non essere parte del firmamento, come un ‘sicuro articolo di verità’ piuttosto che un impreciso (o non sicuro) articolo di vestiario – è ‘una scarpa’, ‘la scarpa’ o ‘un cappello’.

E questo ci porta al rompicapo dell’uso di ‘un’. Un come un articolo indeterminativo è decisamente utilizzato ogni volta che una sicuramente non c’è certezza. Ma molti che si allenano in inglese, sia nativi che come seconda lingua, non riconoscono naturalmente quando utilizzare ‘un’. ‘Un (an)’ va evidente prima di una vocale, ma cosa dire prima di una ‘acca’ morbida come ‘an hoar frost’ (una brina gelata) o è ‘a hoar frost’ (una gelata brina)? Un rompicapo insolubile che dipende dall’allenatore linguistico.

Quindi, per girare intorno o fare una possibile quadratura della discussione sugli articoli, abbiamo bisogno di preparare un articolo come questo articolo su un argomento che ha meno articoli e più parole certe.

Ah, parole, parole, parole – ma cosa se le parole sono ‘un’? Nessun vero compositore o librettista italiano si degnerebbe di sprecare un acuto su un semplice articolo, tranne forse Leoncavallo che è venuto molto vicino nel prologo de’ I Pagliacci, almeno nella traduzione in inglese. Così lasciamo le deviazioni ai poeti e troviamo alcuni versi che evitino e neghino l’articolo.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine