Il 2019 inizia alla grande con lo sbarco della Cina sulla luna e la nascita di un premio dedicato a chi si è impegnato per anni a creare ‘semi per lo sviluppo dei territori’.

A questo punto vi domanderete cosa è un ‘seme per lo sviluppo’? La risposta è molto semplice: sono quelle manifestazioni, quegli eventi, quelle iniziative capaci di polarizzare l’attenzione delle persone su un territorio e di farle venire per condividere una emozione o una esperienza.

Sono semi su cui si può costruire il futuro lancio turistico non solo di un paese ma di un territorio. Sono semi basati sulla cultura materiale e immateriale di un territorio. Hanno un valore intrinseco molto alto.

Talvolta, anzi spesso, sono imprese ed eventi nati dal desiderio di creare valore per un territorio e porlo sulla ribalta internazionale ma non hanno dato il risultato aspettato. Questo non per mancanza di qualità ma perché non erano (o sono) inseriti in una rete di proposte del territorio e non sono stati promossi in modo adeguato.

Mi spiego meglio: se si vuole andare al Concerto di Capodanno di Vienna non devo aggiungere valore al concerto perché la sua notorietà è massima in ogni parte del mondo. È quasi Vienna che oggi trae vantaggio dal concerto.

Ma se penso al Concerto di Capodanno di San Vito Romano (che è di altissimo livello) allora ho di fronte una scelta strategica: lasciare che continui ad essere un evento giornaliero per i locali o inserire il concerto in una proposta di ‘scoperta del territorio’ di un fine settimana che coinvolge anche altri comuni.

Ecco allora che il ‘Concerto di Capodanno di San Vito Romano’ diventa un seme per lo sviluppo del territorio. Ma gli organizzatori devono compiere un passaggio evolutivo verso l’economia turistica: devono pensare in rete e definire una strategia di comunicazione.

Vista con questa lente, molti dei nostri comuni hanno il loro ‘seme dello sviluppo’ che spesso hanno confuso con tante altre iniziative che fanno durante l’anno e non hanno pensato di comunicarlo in modo strategico e mirato.

Ed il problema di molti di questi ‘semi dello sviluppo’ è stata proprio la mancanza di comunicazione strategica, ossia quella comunicazione mirata a coinvolgere uno specifico gruppo di turisti. Allora ci si sarebbe resi conto che questi semi vanno innaffiati e coccolati con pazienza ma che poi danno frutti che possono sfamare tutti.

Come Discoverplaces ci occupiamo di comunicazione strategica e ci siamo resi conto da anni delle potenzialità dei nostri borghi e delle loro iniziative. Abbiamo aspettato di crescere come portale e di avere più lettori prima di lanciare iniziative di supporto a questi ‘semi dello sviluppo’. Noi siamo come l’acqua che fa crescere le piantine.

Qualcuno semina e qualcuno innaffia, qualcuno pota e qualcuno mette il sostegno ma tutti insieme vogliamo far sì che la piantina arrivi a portare i frutti. E come nella migliore agricoltura biodinamica, sappiamo che ogni piantina vive in simbiosi con le altre e che si fortifica in una operazione sinergica con altri organismi viventi.

Club dei ‘Town Ambassador’

Con questo esempio di sinergia degli organismi nel mondo della agricoltura biodinamica, abbiamo voluto creare un premio rivolto ai ‘semi dello sviluppo’ e a chi li ha piantati.

Sono persone speciali, con una visione del futuro e un grandissimo amore per il loro paese. Sono persone perseveranti che non hanno mollato di fronte alle avversità che inevitabilmente il destino pone davanti ad ognuno di noi. Le hanno superate e le hanno vinte con classe e umiltà.

Siamo convinti che se tutte queste persone si incontrassero in occasioni studiate apposta per favorire lo scambio di esperienze e la nascita di un network, il risultato sarebbe quello di un rapido sviluppo di un intero territorio.

Da qui nasce l’idea del Premio Town Ambassador che è un riconoscimento al valore di quello che si è fatto e anche l’inizio di un percorso di crescita in simbiosi col territorio.

Ci sono momenti di riconoscimento pubblico ma anche momenti di studio e riflessione su come mettere a sistema il valore che si è creato per far nascere una vera economia turistica del territorio.

In fondo, a guardarli bene, tutti questi eventi e queste iniziative sono un vero ‘bene comune’ immateriale da cui tutti possiamo trarre vantaggio. Dobbiamo conoscerli più da vicino, promuoverli in tutti i modi e capire in che modo crescere tutti insieme.

Di seguito un elenco dei vincitori del Town Ambassador che aggiorneremo man mano che verranno assegnati.

I premiati del 2019

Gruppo La Ciociaria e la Provincia di Frosinone in Foto” con l’Associazione Franco Olivetti

Fra le associazioni viene premiato il gruppo di Fb “Gruppo La Ciociaria e la Provincia di Frosinone in Foto” con l’Associazione Franco Olivetti per la promozione che fa delle bellezze della Ciociaria ma soprattutto per la iniziativa di promozione della cultura della fotografia.

Parte di loro si sono poi riuniti nella Associazione di fotografi Franco Olivetti e hanno avviato corsi di fotografia aperti a chiunque voglia avvicinarsi a questa arte. E noi sappiamo che nel nostro mondo dei social, di Instagram e di Facebook, la fotografia è l’elemento essenziale per colpire ed emozionare le persone.

Promuovere la cultura della fotografia, oltre alla bellezza dei territori, è un grande merito e significa gettare ‘semi dello sviluppo’ del territorio in un terreno sempre più vasto.

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Il Professore Ivo Pulcini e il suo amore per Leonessa

Fra i singoli professionisti viene premiato Ivo Pulcini per la sua vita e per come promuove il suo paese Leonessa aiutando tanti giovani a trovare opportunità per far fiorire la propria terra.

Ivo Pulcini è un cardiologo e medico sportivo. Ivo cresce a Villa Pulcini, una delle frazioni di Leonessa, e con la scelta di voler studiare medicina deve studiare e lavorare. Raggiunge risultati incredibili ed è sempre pronto a sostenere i giovani e a insegnare loro come una crisi diventi un’opportunità.

Si batte come un leone per poter dare notorietà alla sua Leonessa e per stimolare a volare sempre più in alto.

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Luca Calselli, l’architetto della Cultura e del design dei territori

Il premio Town Ambassador viene consegnato anche all’architetto Luca Calselli, vincitore di due concorsi Città della Cultura del Lazio: nel 2018 con il progetto Colleferro e il Novecento e nel 2019 con San Felice Circeo e il Mare di Circe.

Luca Calselli ha fatto della cultura classica e dell’innovazione la chiave del suo successo come progettista di rigenerazioni di territori e del recupero delle loro identità, spingendo all’aggregazione degli operatori e ad allungare lo sguardo verso il futuro.

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Corrado Mattoccia e il Museo “Fango e Sudore” di Artena

Fra i musei il premio ‘Town Ambassador’ va al Museo del Rugby Fango e Sudore di Artena. Un museo dedicato al rugby che è riconosciuto dalla FIR – Federazione Italiana Rugby e ha stretto legami con tutte le istituzioni più importanti del mondo. Dal museo degli All Blacks in Nuova Zelanda a quello inglese del World Rugby Museum di Twickenham, dai comitati internazionali a quelli olimpionici, il museo di Artena è presente in ogni manifestazione di prestigio e solo nel 2019 avrà propri stand alla competizione del 6 Nazioni e ai mondiali di rugby che si svolgeranno a Toyota in Giappone. I suoi visitatori vengono da ogni parte del mondo e ha rigenerato il centro storico di Artena.

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Claudia Bettiol

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Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses