Incontrando Claudio Nardocci avevo pensato di parlare con un uomo e invece mi sono ritrovata a parlare con 6.083 personalità, tutte le Pro Loco d’Italia affiliate alla UNPLI – Unione Nazionale Pro Loco Italiane.

Gli faccio alcune domande ma le risposte inevitabilmente raccontano di qualche esempio dei migliori casi di successo di alcune delle Pro Loco e sono investita da un fiume di entusiasmo in piena:

“Lo sa che la Partita a Scacchi di Marostica  è nata da una Pro Loco? E che la Rocca di San Leo è stata restaurata e gestita da una Pro Loco che con il ricavato ha fatto anche opere pubbliche per il paese? Lo sa che la piccola frazione di Serrano (Lecce) con la sua Festa del contadino (Festa te lu contadinu) ha costruito alcune strutture sportive del paese? Lo sa che nella nostra Sagra del Carciofi di Ladispoli abbiamo oltre 450.000 presenze?”

La sua storia di promotore turistico nasce l’anno in cui Ladispoli era una tappa della ‘Tirreno-Adriatico”, la famosa gara di biciclette. Era il 1988 e insieme ad un gruppo di amici fondano un ‘Comitato per il rilancio del turismo’ per cercare di trarre beneficio da questo evento sportivo.

La sua famiglia è nel commercio nel settore alimentare dal 1763 e, forse, il suo misto di eleganza e ‘spavalderia commerciale’ proviene dal matrimonio dell’intraprendente nonno con la cuoca del principe Odescalchi. Insieme fondano nel 1911 il ristorante ‘la Tripolina’ che diventa un punto di ritrovo di Ladispoli e dove hanno inizio molte iniziative di promozione turistica, come la famosa Sagra del Carciofo Romanesco.

L’esperienza del comitato lo diverte e lo esalta e Claudio continua il suo impegno entrando nella Pro Loco di Ladispoli e in poco tempo nella associazione regionale e nazionale di cui diventa il presidente nel 1996. Nel frattempo scrive libri in cui racconta storie per trasmettere i concetti sulla promozione locale in modo semplice e comprensibile anche dai non esperti. Claudio è un esperto formatore.

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Le Pro Loco sono associazioni di volontariato e i suoi iscritti hanno bisogno di messaggi semplici e una visione di quello che devono raggiungere. Ognuna ha esigenze diverse e l’Italia è un paese con tradizioni e cultura locale molto diverse fra loro.

“Mi considero un uomo fortunato. Un poeta in giro per l’Italia. Un romantico sognatore. Ogni anno percorro decine di migliaia di chilometri con tutti i mezzi possibili e ho superato il milione di chilometri totali già cinque anni fa”.

Non riesco a sapere altro di lui perché ogni domanda è una occasione per raccontare qualcosa che riguarda una delle Pro Loco italiane. D’altra parte nel 2005 ha affittato il supermercato che aveva e da allora dedica tutto il suo tempo alla Unpli, alla promozione del paese e ai suoi libri.

Le Pro Loco (dal latino, letteralmente «a favore di un luogo) sono associazioni nate per promuovere il territorio. Sono una evoluzione dei ‘comitati di cura’ o ‘società di abbellimento’ che dovevano prendersi cura delle festività collettive e, ufficialmente, la prima Pro Loco in Italia è nata nel 1881 a Pieve Tesino in Trentino Alto Adige (allora appartenente al Regno Austro-Ungarico).

“Quando una Pro Loco funziona fa la differenza nella sua comunità. Il nostro sistema è stato studiato da molti altri paesi. Ricercatori Brasiliani lo hanno proposto come il miglior modo per promuovere i territori e siamo considerati un modello da imitare anche dal National Geographic. Nel 2014 siamo stati invitati dall’Unesco e dal governo Coreano a raccontare la nostra organizzazione ad un convegno organizzato dal Ministero della Cultura Coreano”.

Oggi l’UNPLI è consulente dell’Unesco per ‘la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale’ ed è impegnata sul fronte della preservazione della memoria con il suo vasto archivio (disponibile sul canale Youtube e con i premi annuali dedicati alla ‘Lingua Locale’, al ‘Tesoro dei nonni’ e alla memoria immateriale.

“In questi anni abbiamo costituito un incredibile archivio fotografico e video coinvolgendo le nostre Pro Loco locali. Questo ci ha permesso di pubblicare anche un bellissimo libro di immagini sulle Sagre Italiane. Vogliamo promuovere sempre di più i casi migliori per aiutare gli altri a capire quale è la giusta direzione da intraprendere”.

Guardando il sito dell’UNPLI e approfondendo le storie dei casi di successo mi rendo conto che Claudio Nardocci e tutti i volontari delle Pro Loco Italiane stanno compiendo un miracolo e sono i veri protagonisti di tutto il ‘turismo minore’, quello dei piccoli centri e delle migliaia di sagre locali. Sono loro il nostro bigliettino da visita per tutti i turisti internazionali che vogliono provare lo ‘Spirito Italiano’.


Claudia Bettiol

IT
Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses