Sagra delle ciliegie, la Madonna delle Cerase e l’Oro Rosso di Maenza

Maenza, uno splendido borgo sui Monti Lepini famoso per il suo castello ma soprattutto per un gustosissimo frutto della terra festeggiato ogni anno con la Sagra delle Ciliegie di Maenza.

Quando nel Medioevo nacque il primo insediamento, gli alberi di ciliegio già si trovavano sul territorio. Una importante testimonianza storica dell’antichità di questo prodotto “principe di Maenza” è un pregevole affresco medievale, conosciuto come “Madonna delle ceràse” (ciliegie in dialetto maentino), oggi conservato nella Chiesa di Santa Maria Assunta.

Nell’affresco è raffigurata una Vergine in trono con il Bambino seduto sulle sue gambe. La Madonna indossa un manto rosso e poggia i piedi su un cuscino e il Bambino prende dalle sue mani un grappolo di ciliegie, che simboleggiano il sangue di Cristo versato sulla Croce.

L’opera è una porzione staccata da un antico affresco di autore ignoto risalente al XV secolo che è stato rinvenuto nell’antica chiesa di San Giacomo nel 1975. La coltivazione della ciliegia a Maenza risale quindi ad epoche antiche. Un tempo era usanza comune che con il ricavato della vendita delle ciliegie si comprasse la dote delle ragazze.

Per molti secoli la coltura della ciliegia non ha avuto un grande sviluppo produttivo e commerciale. Ma nel 2009 un gruppo di produttori locali ha deciso di fondare l’Associazione “La Cirasa” per entrare in nuovi mercati,  avviare nuove tecniche di coltivazione e piantare nuove varietà. Questo ha permesso alla ciliegicoltura locale di raggiungere l’eccellenza e una crescita produttiva e commerciale.

Oggi a Maenza sono coltivate diverse varietà di ciliegia. Tra quelle autoctone ci sono: le “Prumoteche”, dal frutto precoce e dal sapore meno intenso, le “Patrea” (sia rosse che nere) dal frutto con un sapore più deciso e ricco di fosforo, le “Toste” e le “Ciràse noci” dal frutto generalmente più grande e più duro e un colore rosso scuro. Infine ci sono le “Marascoli” (visciole), tendenzialmente più aspre, con le quali si realizzano confetture che sono usate per farcire le tipiche crostatine oppure per fare il liquore Rattafìa . Altre varietà sono le “Praticane” e le “Pomponie”.

Tra le varietà non autoctone, frutto della sperimentazione ci sono: la “Durone Nero II di Vignola” tra le specie italiane più antiche e la “Isabella”, la “Giorgia”, la “Adriana” e la “Ferrovia”.

Questo ‘oro rosso’ del delizioso prodotto tipico maentino viene celebrato dal 1954 con una festa in suo onore. Tranne una lunga interruzione di 14 anni (dal 1963 al 1977) la Sagra delle Ciliegie di Maenza si tiene regolarmente ogni anno il primo fine settimana di giugno.

Fin dalla prima edizione la sagra è stata un successo, con la piazza e l’intero paese affollati da carri allegorici, canti stornelli e balli che hanno coinvolto molti degli abitanti del borgo.

Il programma della sagra è una ricetta genuina e vincente che attira anno dopo anno numerosi turisti e curiosi da tutta la regione: distribuzione delle ciliegie da parte delle famiglie nella parte bassa del paese, sfilata di carri, esibizione della banda musicale, gruppi folk e serate musicali.

Negli ultimi anni la sagra è stata arricchita da esposizioni artistiche e degustazioni di prodotti locali e piatti tipici e numerose manifestazioni culturali.

Nelle prime edizioni (fino al 1963) i poeti locali e il maestro della banda musicale dedicavano ogni anno alla manifestazione un componimento musicale. Quello più conosciuto, oggi considerato vero e proprio inno della festa (essendo la prima canzoncina), è “Evviva le Ciraselle” del 1954 (anno d’esordio della sagra) scritta e musicata da Giovanni Bizzarri, allora maestro della banda.

Maenza è uno dei due comuni del Lazio (l’altro è Poggio Nativo vicino Rieti) che fa parte dell’Associazione Nazionale “Città delle Ciliegie”, nata nel 2003 per sviluppare e promuovere tutto il settore e per valorizzare le tipicità dei territori.

Le ciliegie di alcune aziende maentine hanno vinto il Premio Speciale al Concorso Nazionale “Ciliegie d’Italia” gara che dal 1999 seleziona le migliori produzioni nazionali.

Guida di Maenza

Il nome ”Maenza” potrebbe derivare dall’eroe Magenzio di origine etrusca, raccontato nell’Eneide, o potrebbe essere legata all’invasione di popolazioni germaniche […]