Una festa per un patrono particolare per Maenza, vicino Latina, dove è venerato Sant’Eleuterio vescovo e martire nato nella lontana Sicilia.

Nella chiesa dedicata in suo onore, c’è un rilievo in marmo bianco che raffigura Sant’Eleuterio nel giorno della sua ordinazione di vescovo, insieme a sua Madre Anzia. Altre due statue si trovano nella chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo e nella chiesa di Santa Reparata. Un culto veramente sentito!

Mentre sulla vita di Eleuterio si conosce poco, il suo culto è molto antico e ben noto. Probabilmente Eleuterio era nato a Messina il 18 aprile del 121 e sua madre presto restò vedova del console Eugenio. Fu ordinato diacono e prete presto in giovane età.  

Dopo essere diventato vescovo fu inviato nell’Illirico, che oggi corrisponde alla regione della Dalmazia in Croazia, dove venne apprezzato per la santità della vita e per il dono dei miracoli. Per queste ragioni subì le persecuzioni dell’Imperatore Adriano e venne portato a Roma al giudizio dell’imperatore.

Dopo essere stato rinchiuso in un’orrida prigione, venne sottoposto ad un incredibile numero di torture: condannato a giacere sopra un letto di ferro infuocato, poi su una graticola rovente, così come nella vasca bollente di olio, pece e resina, infine esposto anche ai leoni per essere divorato.

Sopportando queste terribili pene grazie all’amore di Dio riuscì a trionfare restando fermo nella fede. L’imperatore decise alla fine di condannarlo a morte e fu sgozzato il 15 dicembre insieme a sua madre Anzia. Santo e martire.

Eleuterio molto probabilmente è da identificarsi con il martire Liberale (forma latina di Eleuterio) sepolto nel cimitero “ad clivum Cucumeris”. Per la sua grande missione svolta in Sicilia, è molto venerato sotto il nome latino “San Liberale”.

La chiesa di Sant’Eleuterio fuori le mura a Rieti, fu edificata nel V secolo sul sepolcro dei corpi dei Martiri Eleuterio ed Anzia sua madre, trafugati a Roma da una spedizione di fedeli guidati dal vescovo Primo.

Altre reliquie sono presenti a Roma e a Maenza dove nella chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo è custodita gelosamente una reliquia del Santo, un osso del braccio destro racchiuso in una struttura in oro e argento che raffigura un braccio e una mano che impugna un ramoscello di ulivo.

Recenti ricerche archeologiche hanno attestato che nel territorio di Maenza sono state trovate ceramiche risalenti alla Sicilia dell’età preistorica, il che mette in relazione il paese sui Monti Lepini e la sua presunta Sicilia.

Il motivo per cui viene festeggiato a Maenza è però del tutto sconosciuto. Altrettanto inspiegabile è il giorno in cui viene festeggiato in quanto i rituali greci fanno risalire il giorno della festa al 15 dicembre, quelli latini al 18 aprile, invece a Maenza viene festeggiato il 28 e 29 maggio.