Mattina difficile, la dipartita, il caldo torrido in città, poca voglia di andare al mercato.

Sono ancora in città ma dalle foto dei social vedo i miei amici al mare e mi immergo idealmente nel loro mondo. Roma in estate è calda ma ha un fascino unico di città prestata per un mese ai turisti.

Per fortuna il frigo non mi delude mai. I frigitelli presi ieri, ci faccio la pasta, semplice veloce quasi un piatto da spiaggia.

Vi domanderete cosa sono i frigitelli? Non siete i soli… Sono peperoni lunghi fino al massimo di 6-8 di cm, e verdi che riempiono le tavole del centro sud. Il loro nome viene dal fatto che in genere si ‘friggono’ in padella e si mangiano prendendoli direttamente per il picciolo.

Il loro sapore dolce li distingue da tutti gli altri peperoni che si trovano nella cucina greca, turca ed ispanica simili di aspetto ma piccantissimi.

Mi raccomando: non confondete il nome con i ‘friarielli’ di Napoli con il quale si indica una varietà di cima di rapa un po’ più amara di quella romana (ma non per questo meno intrigante e perfetta per alcuni piatti).

Ricetta degli Spaghetti con i frigitelli

Per iniziare il piatto bisogna prendere i frigitelli e svuotati dei semi. Poi vanno tagliati a rondelle finissime come a fare degli anelli: sembra una sciocchezza l’attenzione al taglio ma è utile per poter essere in simbiosi con la pasta ed esaltare il sapore dell’abbinamento.

I frigitelli saltateli in padella insieme alla cipolla bianca con un po’ di pepe, ma fateli cuocere pochissimo. Senza guanciale perché fa caldo. Eppoi non tutto deve essere per forza una gricia. Anche il pecorino poco presente è una scelta. È estate lasciamo che le verdure dominino la tavola!

Seguo la a filosofia di Pellegrino Artusi.

Una volta scolata, mantecate la pasta allungandola con la schiuma di cottura e del buon canestrato romano. Servite subito. È estate ma questa pasta è meglio mangiarla subito quando i sapori sono al massimo della loro espressività.

Il vino?

Una Falangina dei Campi Flegrei sarebbe perfetta, la frutta matura ben si abbina all’amaro del frigitello. Sarebbe tutto un profumo di Napoli che si rincorre fra frigitello e vino e che rimanderebbe all’aroma che si sente in estate fra i vicoli e i bassi della città.

Avevo un Frascati Superiore, benissimo anche lui. Un buon Frascati ha sempre il suo perché…


Dario Magno

ITA

Semplice spadellatore casalingo, fin da bambino sono stato affascinato dall’odore dei banchi del mercato al mattino presto: sono fonte di ispirazione. Il piatto che porto a tavola la domenica è frutto di un immersione nei colori e negli odori di quella magica ‘scatola’ del mercato rionale. L’occhio e la gola vanno quasi esclusivamente sui prodotti locali che miscelo quasi di getto, non progetto nulla. Odio chi dice io l’avrei fatto così: fallo e non rompere!
Ci sono pizzicaroli (romanesco) che sono più bravi di psicoterapeuta, li amo.
In ogni posto che vado porto a casa qualcosa un formaggio, un salume e un vino.
Vino, croce della mia passione. Non toglietemi i vermentini liguri!
Una scuola professionale alle spalle in viticultura mai sfruttata che però forse un segno me lo ha lasciato.