La Zuppa di lenticchie di Ventotene e totani mi richiama subito alla mente i gozzi, quelli verniciati a di azzurro che per secoli hanno solcato il Mediterraneo. Per quei pochi che non lo sapessero, i gozzi sono quelle barche tipiche dei pescatori italiani che si vedono praticamente in ogni quadro del passato.

Il gozzo è lento ma arriva ovunque e sembra far parte della vita del mare proprio come i pesci. Ricordo le notti in mare bardati fino all’inverosimile perché il mare ti entra nelle ossa e solo un pescatore sa cosa dico.  Il vento e il sale che tagliano come una lama. Il ricordo di un paio di uscite in mare notturne con i terracinesi a caccia di totani. 

Andavamo a pescare fra Ponza e Ventotene, in quello specchio di mare così ricco di storia. Dalle sirene di Ulisse a Ventotene (che si dice siano le Berte, uccelli stanziali dell’isola) alla maga Circe a San Felice Circeo fino agli esperimenti di urbanistica sociale dei Borboni a Ponza. Li potete anche comprare in pescheria, anche io parlo tanto ma non esco tutti i giorni a pescare per preparare un aperitivo agli amici.

Quello che è certo è che si possono raccontare le Pontine anche in un piatto e la Zuppa di Lenticchie di Ventotene e Totani racchiude tutto il sapore e il profumo del mare.

I totani fatti in umido con le lenticchie, quelle di Ventotene, è un piatto antico dei vecchi pescatori di tutte le marinerie laziali. E a Ventotene giovani agricoltori biologici sono tornati a produrre la famosa lenticchia. Un po’ rivisitato, gradevole e di facile preparazione, questo si può considerare un piatto completo.

A me piace servirlo come semplice antipasto in piccole ciotole di opalina, ma ognuno fa quel vuole. Ma provate a immaginarlo con la luce e i colori del tramonto con un bicchiere di vino fresco e ditemi se non vi viene voglia di farlo subito?

Ricetta della Zuppa di Lenticchie di Ventotene e Totani

Ingredienti: Lenticchie, totani, aglio, cipolla, sedano, carota, pomodoro fresco, salsa di pomodoro, rosmarino, peperoncino, olio, sale, vino bianco

Lesso le lenticchie e le lascio stare, sono talmente profumate che non aggiungo altro. Una parte delle lenticchie le faccio frullare con pomodoro fresco e acqua di cottura. Se trovate anche i pomodorini di Ventotene non fateveli sfuggire. Crescono con l’umidità del mare e non sono innaffiati artificialmente.

In un tegame faccio andare un po’ di aglio, cipolla, sedano e carota e peperoncino, in pochissimo olio (lo useremo dopo a crudo). Appena gli aromi si colorano, aggiungo i totani facendo attenzione di mettere prima i tentacoli poi il resto. Appena i totani si sono asciugati, sfumo con del vino bianco.

A questo punto aggiungo le lenticchie e la salsa di pomodoro fresco e lascio cuocere due minuti. Poi aggiungo un po’ del frullato di lenticchie e giro per altri due minuti in tegame.

Servo con filo di olio crudo e un pezzetto di rosmarino. Oltre il solito aperitivo! 

Da gustare con una Biancolella di Migliaccio, quella che sa di fieno, è il miglior vino per questa zuppa. Viene da Ponza e anche lei profuma degli aromi del mare Pontino.


Dario Magno

ITA

Semplice spadellatore casalingo, fin da bambino sono stato affascinato dall’odore dei banchi del mercato al mattino presto: sono fonte di ispirazione. Il piatto che porto a tavola la domenica è frutto di un immersione nei colori e negli odori di quella magica ‘scatola’ del mercato rionale. L’occhio e la gola vanno quasi esclusivamente sui prodotti locali che miscelo quasi di getto, non progetto nulla. Odio chi dice io l’avrei fatto così: fallo e non rompere!
Ci sono pizzicaroli (romanesco) che sono più bravi di psicoterapeuta, li amo.
In ogni posto che vado porto a casa qualcosa un formaggio, un salume e un vino.
Vino, croce della mia passione. Non toglietemi i vermentini liguri!
Una scuola professionale alle spalle in viticultura mai sfruttata che però forse un segno me lo ha lasciato.