Superbi sapori a Citta Della Pieve


L’ultima volta che abbiamo visitato le colline di Città della Pieve, nell’Umbria profonda, abbiamo passeggiato lungo le vie e i vicoli su cui il Perugino camminava 500 anni fa. Questa volta abbiamo dormito all’Hotel Vannucci, leale omaggio al vero nome del Perugino.

L’ingresso è incorniciato da due imponenti pini romani, prato ben curato, alberi che aspettano di fiorire e un giardino arredato con “rocce” di vetro di colore celeste ricavate da grandi blocchi. E’ sufficiente dire che l’hotel ha tutte le caratteristiche di una signorile casa di campagna (quello che era in precedenza). Il salotto ha grandi soffici divani e un camino che riscalda il cuore.

Quando arriva l’ora di pranzo c’è da scegliere fra una varietà di diversi ristoranti in Città della Pieve, compreso quello dell’hotel, ma bisogna essere sicuri di fare la scelta giusta per poter vivere una vera esperienza Umbra. Abbiamo scelto il Ristorante Silvana. Questa è la Val di Chiana (dal nome del fiume locale), l’area della carne Chianina, la migliore italiana. Era una giornata ventosa e, con i nostri scialli e cappotti che volavano con il vento, siamo arrivati a Piazza Matteotti. Proprio vicino la Chiesa del Gesù c’è un arco e un vicolo nascosto. Siamo entrati nel vicolo e senza esserne consapevoli siamo arrivati di fronte al Ristorante Silvana.

Siamo entrati attraverso una porta tradizionale da una apertura che forse è rimasta inalterata dal tempo in cui la chiesa è stata costruita alcune centinaia di anni fa. All’interno del ristorante si respira una intrigante aria di passato e il restauro del locale ha rispettato l’architettura originale dell’edificio antico.

E’ esattamente quello che ti aspetti da un tradizionale ristorante umbro nel centro storico: mattoncini e soffitto con travi in legno. Ci siamo seduti vicino ad un grande camino con la fiamma in un angolo ottimo per scaldare gli ospiti e, più importante, per alimentare la brace per la cottura dei cibi. E’ stato interessante osservare come veniva alimentato il camino. I pezzi di legno, ognuno lungo quasi un metro, venivano accuratamente lanciati sulla pira da un lato del camino ad una distanza di qualche metro dalla fiamma.

Silvana e suo figlio Manuel sono le forze che stanno dietro il successo di questo tradizionale ristorante umbro, preparano la pasta in casa e selezionano con cura erbe locali e la carne da offrire ai clienti. Ogni cosa è fresca e di stagione e Manuel ci guida nella giusta scelta in sintonia con i nostri gusti.

Abbiamo mancato di provare le doti di Manuel con la brace, ma abbiamo dato una opportunità alla cucina di provare le sue capacità scegliendo una pasta con carciofi e funghi e un piatto di “pici all’aglione” (la varietà locale di aglio). I pici sono la pasta locale fatta a mano con farina e acqua che viene fatta direttamente la mattina prima del pranzo.

Come secondo, uno di noi ha provato il coniglio grigliato, che ha annunciato il suo arrivo con un piacevole profumo seguito da un sapore che si combinava meravigliosamente. Il suo potere sui miei sensi è stato interrotto solo dalle continue richieste di assaggio da parte dei miei amici di tavola.

Come sempre ci siamo affidati al nostro ospite che ha selezionato il vino della casa, un sangiovese con merlot (non proprio un chianti) per il nostro piacere. Possiamo attestare che la reputazione di Silvana e Manuel rispetta le tradizioni: i sapori sono incredibili, il calore dell’attenzione e la qualità del cibo sono eccellenti.

Sarà interessante tornare in estate ad assaggiare le molte varietà di verdure locali che crescono nella campagna e nelle famose colline di Città della Pieve.