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L’originale edificio è di origine medioevale e un documento del 1290 cita una offerta di 1.500 fiorini d’oro elargita da Pietro Colonna, che qui è sepolto.

Nel 1734 furono ultimati i lavori di completo rifacimento della chiesa ad opera della principessa Vittoria Altieri Pallavicini che si preoccupò anche di arredare l’interno e di portare il corpo di Sant’Aurelio Sabazio, martire.

La facciata ha dei caratteri unici e particolari e unisce il rigore neoclassico alla morbidezza delle linee barocche. È arricchita da un dipinto realizzato su mattonelle in ceramica smaltata e ha un campanile con orologio nel retro.  

L’interno ha una sola navata quadrata con un altare con due grandi nicchie laterali, una delle quali ospita un organo del 1700. Il soffitto è a cassettoni, riquadri dipinti e 5 altari laterali e una cappella completano l’insieme.

Qui dall’XI secolo è custodito il veneratissimo simulacro della Madonna delle Grazie che veniva da Costantinopoli.

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