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San Cataldo (610 – 685) è stato un vescovo irlandese del VII secolo arrivato in Italia, dopo un pellegrinaggio in terra santa, è diventato vescovo di Taranto.

Alla morte dei suoi genitori, Cataldo decise di donare tutta la loro eredità ai poveri ed entrò in convento. La leggenda narra che il santo è giunto a Taranto per volere divino. Arrivato a Taranto compì molti miracoli tra cui quello di far nascere una una sorgente d’acqua, ancora presente, nel mar piccolo. Il corpo del santo è a Taranto e una sua reliquia fu estratta dal braccio e consegnata nel 1653 ai Supinesi.

L’8 marzo di ogni anno si svolge la cerimonia di “San Cataldino” con una processione del ‘Santo Braccio’ tra la chiesa di Santa Maria Maggiore e il Santuario.

Il 9 maggio di ogni anno, alle ore 3:00 di mattina, c’è il tradizionale richiamo notturno per tutti i Supinesi che pian piano si dirigono al Santuario e la Statua del Santo viene vestita con le sacre insegne pastorali, portata all’interno della sua macchina e lasciata al centro della chiesa.

Il 10 maggio, dopo la messa, si ha la solenne processione in cui la statua viene portata a spalla da oltre 50 incollatori, per alcune vie del Paese per giungere dinanzi alla piccola chiesina di San Sebastiano e San Rocco.

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