La città di Segni è circondata da un’ampia cinta muraria, perfettamente conservata, che prende il nome di mura ciclopiche per l’imponenza dei suoi massi. Non si conosce la data della loro costruzione che comunque risale al periodo pre-romano, prima del IV secolo aC. e in genere si fanno risalire al VII secolo aC.

Secondo la leggenda le mura sono chiamate “ciclopiche” perché realizzate dai Ciclopi o dai Pelasgi, antichi abitanti della Grecia dove a Micene, Tirinto e Argo si trovano mura simili. Ma mura simili si trovano anche in Perù, all’isola di Pasqua o addirittura in Australia.

Il nome ‘poligonali’ invece deriva dalla loro forma: non rettangolari ma le facciate presentano un alto numero di sagome che fanno in modo che ogni masso si incastri perfettamente con quello vicino.

Le mura poligonali di Segni sono intervallate da due grandi porte, Porta Saracena e Porta Foca, e da porte minori.

Alla cinta muraria esterna, in gran parte visitabile con un sentiero panoramico corrisponde poi una parte alta della cittadina dove si trovano i resti dell’antica Acropoli e dove si trova la chiesa di San Pietro che è stata costruita su parte delle mura megalitiche dell’acropoli.


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