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L’osteria del Tancia era un punto di ristoro e passaggio per i pastori con le loro greggi transumanti. Sin dal primo millennio AC, in Sabina la transumanza ebbe una grande diffusione. I pascoli di altura dei monti l’estate mentre quelli invernali nella Campagna romana e nella Tuscia.

In età romana l’asse principale delle transumanze tese a spostarsi verso il Tavoliere delle Puglie, come testimonia Varrone che era un grande proprietario di ovini.

Con la caduta di Roma anche la transumanza si contrasse profondamente per la profonda insicurezza che impediva l’uso dei tratturi.

La fortuna della potente abbazia benedettina di Farfa è dovuta anche a questa forma di allevamento e al controllo di gran parte dei boschi e dei campi.

Nel Duecento questa forma remunerativa di allevamento iniziò ad essere di interesse della potente famiglia baronale romana degli Orsini che per questo entrò in possesso di molte delle aree in quota dei Monti Sabini e assunse il controllo della via del Tancia.

Abbandonati i castelli, lungo la via del Tancia furono fondate alcune osterie che sono state in uso fino a non molti decenni fa.

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