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Il Palazzo dei Papi o di Bonifacio VIII è uno dei più importanti palazzi della storia europea dove avvenne il famoso ‘Schiaffo di Anagni’ l’8 settembre 1303, quando il pontefice Bonifacio VIII venne pubblicamente umiliato da Sciarra Colonna durante il duro confronto tra il papa e l’inviato di Filippo il Bello, Guglielmo di Nogaret. Un segno della gravità del conflitto fra papato e impero tanto che l’episodio è stato raccontato da Dante nell’Inferno della Divina Commedia.

Lo schiaffo ha segnato un importante passo nella storia della chiesa: il papa muore pochi giorni dopo e pochi anni dopo la sede del papato viene spostata ad Avignone.

Il palazzo risale al 1200 e fu costruito dalla famiglia Conti, da papa Gregorio IX, e qui ha soggiornato l’imperatore Federico II di Svevia dopo la pace di Cassino, che allora si chiamava San Germano.

Anche Manfredi, il figlio di Federico II, venne ad Anagni e qui incontrò papa Innocenzo IV per cercare un accordo fra Chiesa e Impero. Nel 1297 il palazzo fu acquistato dalla famiglia Caetani e appartenne a papa Bonifacio VIII.

La facciata si presenta con due grandi archi gotici, che proteggono una scala di accesso al primo piano, sopra i quali si trova un altro piano illuminato da 5 bifore e da altre due sul lato vicino. Al primo piano si trovano le due sale affrescate, dove avvenne lo Schiaffo, che prendono il nome dagli scacchi da un lato e dalle rappresentazioni di vari uccelli dall’altro.

Una ampia sala è dedicata ai ritrovamenti di epoca romana rinvenuti ad Anagni oltre a una copia della sua statua realizzata da Arnolfo di Cambio (che si trova nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze) e la ricostruzione del monumento funebre del papa.

Il palazzo di Bonifacio nel settecento è stato ampliato con una nuova ala e una chiesa barocca costruita sopra la precedente medievale dedicata a San Cosma e Damiano. La nuova ala è la casa madre delle suore Cistercensi della Carità, fondate da Suor Claudia de Angelis in corso di santificazione, che gestiscono il museo.

Nei locali a piano terra di questa nuova ala è possibile ammirare una rara collezione di 80 epigrafi e incisione che provengono dalle maggiori catacombe romane come quella di Santa Domitilla o San Sebastiano. Ogni iscrizione è stata catalogata e si conosce il luogo di provenienza e la storia di come è arrivata ad Anagni. Sono arrivate ad Anagni grazie a Marcantonio Boldetti e Giovanni Marangoni, soprintendenti delle catacombe fra il 1700 e il 1753, e oggi sono inserite nelle pareti laterali di una grande stanza con soffitto a volta decorato.

 


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