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La chiesa si trova fuori Viterbo lungo la via Cassia e la sua edificazione risale al 1320 per volere del Capitano del Popolo Silvestro Gatti, come è riportato in una targa sulla facciata.

Probabilmente la chiesa è stata edificata su un tempio pagano dedicato alla Dea Furina, protettrice dei ladri, da cui poi deriverebbe il suo nome. Secondo altri studi il nome Farina viene dal latino ‘refarinae’ (furto) che indica che l’area era abitata da ladri.

 La facciata è molto semplice in pietra peperino ed è arricchita da un rosone centrale scolpito in pietra del XIV secolo e da un tondo in maiolica policroma. Nella facciata si distinguono disposizioni diverse delle pietre che rivelano come le facciate siano frutto di ampliamenti successivi. Quella di sinistra è stata aggiunta nel Novecento.

L’interno è molto semplice in stile gotico italiano e l’altare è impreziosito da un bel baldacchino in peperino. 

La chiesa termina con un campanile a vela con due campane affiancate del 1612.


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