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Alatri si adagia su una altura ai piedi dei Monti Ernici che separano il Lazio dall’Abruzzo e, quindi, fra l’antico Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie. I monti prendono il nome dall’antico popolo degli Ernici che viveva su queste montagne fra le valli del fiume Liri e del fiume Sacco e di cui si hanno poche notizie.

Forse il vero periodo di pace e splendore Alatri lo ha vissuto molti secoli prima di Cristo ed è visibile nelle mura ciclopiche o poligonali e nell’Acropoli. La leggenda narra che questa sia una delle città fondate dal mitico dio Saturno come molte altre caratterizzate dalle mura ciclopiche o poligonali.

Nel 380 AC i Romani iniziano la conquista degli Ernici e nel 306 AC Alatri si schiera con i Romani conquistando una certa indipendenza e attraversando un periodo di benessere. Nel II secolo AC si realizza il piccolo tempio di tipo etrusco-italico, ricostruito a grandezza naturale al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Nel 90 AC Alatri ottiene la cittadinanza romana e diventa Municipio.

Dalla caduta dell’impero romano d’occidente, Alatri è stata invasa dai barbari e nel 543 DC viene totalmente distrutta da Totila.

Alatri è stata sede vescovile fin dall’età costantiniana, agli inizi del VI secolo era il centro di una delle più antiche comunità cenobitiche d’Occidente. Diventata comune prima del 1200, è stata il punto di riferimento di tutti i comuni limitrofi che partecipavano al suo parlamento e le fornivano le truppe. Dal trecento inizia invece un periodo di declino fino alle lotte fra Regno di Napoli e Stato Pontificio.

Alatri è sempre stata terra di confine fra il Papato e il Regno di Napoli e dal 1434 passa sotto il diretto potere pontificio.

La storia di Alatri è caratterizzata da due pesti e da due terremoti, 1617 e 1654. Nel Settecento la città hai ottomila abitanti e una intensa vita sociale ed economica.

Dopo l’unità d’Italia, la popolazione raggiunge i tredicimila abitanti e fiorisce l’arte, la vita letteraria e politica. Nel 1917 arriva la prima linea ferroviaria.

Durante la seconda guerra mondiale, ad Alatri viene istituito il campo di internamento di Fraschette in funzione fra il 1941 e il 1944.

L’assetto urbanistico di Alatri riflette la sua storia con un’area centrale di epoca romana (Rioni del centro) a nord dell’acropoli con strade per diritte e ampie grazie alla poca pendenza: questa area era destinata a funzioni civili e commerciali. Qui in epoca romana nella moderna piazza Santa Maria Maggiore si trovava il Foro.

Nel versante meridionale e scosceso del colle si trova un’area detta Piagge, che risale al medioevo ed è caratterizzata da stretti vicoli spesso accessibili ai soli pedoni.

 

 

 

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