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Casacalenda è un borgo medioevale del Molise su un colle tra la valle del Biferno e del Cigno, ed è immerso tra le colline, campi di grano e uliveti secolari.
La sua storia inizia con Roma e con la seconda guerra punica del 217 a.C. contro Annibale che si era rifugiato nella vicina Gerione.

Tutta la storia della battaglia è raccontata dallo scrittore greco Polibio e si può visitare il sito archeologico di Arx Calela (Gerione) lungo la via Larina e la Traiana-Frentana.

Annibale incendiò Gerione e la città è stata poi ricostruita dai romani e più o meno in uso fino al terremoto catastrofico del 1456.
Allora, il centro romano si chiamava Kalene e forse questo nome latino che vuol dire ‘primo giorno del mese’ indicava un mercato che si teneva ogni mese in questo giorno.
Dopo la caduta dell’impero romano la popolazione si rifugiò in una fortezza su una altura, ma Casacalenda mantenne sempre il suo mercato di vasi e mattoni.
Molte famiglie si sono successe al governo del castello e del territorio e il primo documento scritto risale al 1175 in cui viene riportato il nome di Giuliano di Castropignano. Tra le famiglie più importanti dobbiamo citare i Caracciolo e i Di Capua, poi nella seconda metà del Cinquecento dalla famiglia Di Sangro il cui palazzo ancora si trova al centro del paese.

Il palazzo nasce dalla trasformazione dell’antico castello durante il rinascimento e allargandosi ha inglobato la porta di accesso al borgo antico. Oggi è di proprietà comunale e ospita eventi culturali.
Due terremoti devastanti hanno rotto l’armonia del paese, nel 1456 e nel 1688, le cui ferite si sono risanate in molti anni soprattutto nelle chiese.

Infatti la chiesa di Santa Maria Maggiore è stata ricostruita dopo entrambi i terremoti e allargata fino all’800. Il suo interno è ricco di opere rinascimentali e barocche che raccontano la sua lunga storia.
La chiesa più caratteristica è la barocca chiesa dell’Addolorata con la sua facciata curvilinea con un portale e una apertura centrale con cornici finemente lavorate di marmo scolpito. La chiesa termina con un interessante campanile a vela con due campane posto in posizione centrale.
Davanti la chiesa si trova la Fontana del Duca realizzata nel 1645 da Scipione de Sangro per portare l’acqua pubblica alla cittadinanza, come si deduce dagli stemmi e si legge nella vicina lapide. La fontana è stata realizzata con tre vasche alimentate da cannelle che fuoriescono da mascheroni ed è posta in corrispondenza di una parete.
Un momento importante nella vita del borgo è accaduto nel 1799 quando le truppe mercenarie albanesi pagate dal duca di Sangro per domare la popolazione irruppero nel borgo e per 3 giorni (dal 19 al 21 febbraio) lo assediarono. In questa circostanza morì da eroe il Mastrogiurato Don Domenico De Gennaro che venne ucciso sulla spiaggia di Campomarino.
Durante la seconda guerra mondiale, a Casacalenda venne realizzato un campo di internamento per antifascisti ed ebrei.
Per gli amanti della natura, a Casacalenda si trova l’Oasi LIPU di Bosco Casale, un bosco di oltre 100 ettari dove si possono trovare testimonianze delle antiche carbonaie, sorgenti di acqua e uccelli in estinzione.
Tra le feste principali quella del patrono Sant’Onofrio, quella di San Giuseppe in cui si allestiscono ancora grandi tavolate in memoria dei miracoli, con pietanze a base di arance condite con olio di oliva e sottaceti in agrodolce, lafioli, ceci, piselli, cicerchie, riso, baccalà gratinato.
Da visitare il Museo del Bufu, un antico strumento musicale protagonista del rito del Capodanno, la Galleria civica d’arte contemporanea, dedicata allo scultore Franco Libertucci, il Museo all’aperto di arte contemporanea MAACK e la Galleria del Giro del Cigno dedicata alla gara ciclistica internazionale che si disputa da oltre 60 anni.
Da ricordare la grande emigrazione e la Chiesa della Madonna della Difesa realizzata a Montreal nel 1921 da persone di origine di Casacalenda.

Foto di copertina by Molise Web


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