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Incastonata al centro del Golfo di Napoli, all’ingresso della Penisola Sorrentina, Castellammare di Stabia è una vivace città nota per le sue bellezze paesaggistiche, le acque termali e per la vicinanza ai siti archeologici di fama mondiale di Pompei ed Ercolano, Sorrento e Vico Equense.

Le sue origini sono antichissime ed era già abitata nell’VIII secolo a.C. dagli Osci, una popolazione preromana che avevano realizzato un piccolo centro abitato nella collina di Varano. Una posizione strategica tra le pianure circostanti, di origine vulcanica, particolarmente fertili e l’abbondanza di acqua. 

Nel tempo gli Osci furono sottomessi dai Greci, dagli Etruschi e poi nel V secolo a.C. tutta l’area della pianura campana venne conquistata dai Sanniti che venivano dai monti dell’Irpinia e del Sannio.

Durante la dominazione dei Sanniti, Stabiae costruì una propria cinta muraria e un piccolo porto che però visse sempre all’ombra del vicino, più grande e più importante, Porto di Pompei. Tutt’intorno alla città fortificata furono costruite numerose fattorie che, con il passare del tempo, si trasformarono in piccoli borghi. 

Stabiae venne dotata anche del palazzo del ministro e di un tempio dedicato ad Ercole che, secondo la tradizione romana, era il fondatore della città.

Nel 308 a.C., durante la Terza Guerra Sannitica, i Romani sottomisero i Sanniti e Stabiae divenne alleata di Roma. 

In seguito, tra il 90 e l’89 a.C., durante la Guerra Sociale contro Roma, Stabiae fu assediata da Lucio Cornelio Silla e si arrese solo dopo un lungo assedio, ma fu severamente punita: fu infatti distrutta e mai più ricostruita.

Al suo posto, grazie al suggestivo panorama e alla ricchezza di acque, anche minerali, di cui si apprezzavano le virtù terapeutiche, l’antica Stabiae divenne un rinomato luogo di villeggiatura per i ricchi patrizi romani e gli esponenti della cerchia imperiale. Lussuose ville dotate di complessi termali, piscine, palestre e piccoli templi, furono costruite nella zona e decorate con dipinti che ancora oggi risultano essere tra i più interessanti dell’arte romana.

Nel 62 d.C. Stabiae fu scossa da un violento terremoto ma, sebbene numerose costruzioni fossero rimaste lesionate o addirittura rase al suolo, la vita della città non fu in alcun modo compromessa. Fu avviata quasi immediatamente la ricostruzione, ma ancor prima che questa venisse ultimata, Stabiae, il 25 Agosto del 79 d.C., insieme a Pompei ed Ercolano, fu travolta dall’eruzione del Vesuvio e scomparve nel nulla, sepolta sotto una fitta coltre di cenere, lapilli e pomici. 

Tra le vittime più illustri di quel terribile evento si ricorda Plinio il Vecchio che, giunto a Stabiae per osservare più da vicino l’eruzione, morì molto probabilmente avvelenato dai gas tossici sulla spiaggia.

Alcuni abitanti di Stabiae, scampati all’eruzione, ormai privati delle proprie abitazioni, costruirono un nuovo villaggio lungo la costa che, proprio grazie all’eruzione, appariva molto più protesa nel mare rispetto a quanto fosse in passato. 

Dopo la caduta dell’Impero Romano, questo nuovo villaggio, che viveva soprattutto di pesca e agricoltura, subì varie incursioni barbariche. Il territorio fu conquistato dai Bizantini ed entrò a far parte del Ducato di Sorrento

Furono proprio i Sorrentini a costruire il Castello, rivolto verso il mare, sulla collina nei pressi di Pozzano, ad un’altezza di circa 100 metri sul golfo di Napoli, per difendere il Ducato. È in questo periodo, precisamente nel 1086, che si ritrova per la prima volta in un documento il nome del villaggio, ossia Castrum ad Mare, Castellammare.

Dopo i Bizantini Castellammare di Stabia divenne territorio normanno. Ai Normanni succedettero prima gli Svevi, tramite il matrimonio fra Costanza d’Altavilla e Federico Barbarossa, poi gli Angioini. Fu proprio Carlo I d’Angiò a costruire intorno alla città la cinta di mura.

Castellmmmare di Stabia fu poi saccheggiata prima nel 1343 dagli Aragonesi e poi nel 1382 dagli Ungheresi.

Nel 1541 l’Imperatore Carlo V d’Asburgo, diede la città in feudo a Ottavio Farnese, il quale apportò notevoli modifiche alla struttura urbanistica: realizzò anche il suo palazzo, ancora conosciuto come Palazzo Farnese e oggi sede del municipio.

Nel 1731 Castellammare di Stabia passò sotto il controllo di Carlo di Borbone. Fu questo il periodo di grandi cambiamenti che portò la città ad essere una delle più floride del Regno di Napoli e poi del Regno delle Due Sicilie.

Nel 1734, Carlo di Borbone fondò una fabbrica di cristalli e nel 1783 Ferdinando IV fece costruire i primi cantieri navali italiani. Fu anche aperta un’industria per la fabbricazione di corde, la cosiddetta Corderia. 

Inoltre, nel 1749 vennero iniziati degli scavi archeologici che riportarono alla luce i resti delle ville romane dell’antica città di Stabiae. Venne anche ampliato il palazzo reale, e proprio la presenza dei sovrani nel periodo estivo, fece da richiamo per molti nobili napoletani che costruirono nei pressi della Reggia, sulla collina di Quisisana, le loro ville. 

L’influsso dei reali e le prime cure termali portarono Castellammare di Stabia ed essere una tappa fondamentale del cosiddetto Grand Tour, il lungo viaggio intrapreso dai ricchi dell’aristocrazia europea per perfezionare il loro sapere, che aveva una durata non definita e che di solito aveva come destinazione l’Italia. 

È proprio dal Grand Tour che hanno avuto origine il termine turismo e più in generale il fenomeno dei viaggi turistici odierni come cultura di massa.

Castellammare di Stabia era così famosa che venne addirittura ricordata da Gustave Flaubert nel suo romanzo Madame Bovary.

Nel 1842 Castellammare di Stabia divenne una delle prime città italiane ad essere dotata di una linea ferroviaria che la collegava direttamente con Napoli. Questo portò non solo a uno sviluppo della città oltre le mura difensive, ormai diventate inutili e quindi abbattute, ma a diventare un centro commerciale dove le mercanzie provenienti dalla Calabria e dalla Puglia venivano caricate sul treno.

Dopo 1861 e l’unità d’Italia ci fu un florido periodo per lo sviluppo industriale: l’area nord di Castellammare di Stabia ed in particolare quella intorno alla ferrovia si riempì di industrie tra cui conservifici, come quello della Cirio, cartiere, pastifici, cantieri metallurgici e diverse industrie meccaniche e tessili.

Durante la seconda Guerra Mondiale, i tedeschi distrussero completamente i cantieri navali durante la loro ritirata dal Sud d’Italia, nonostante la disperata difesa degli stabiesi. In seguito, per questo motivo, la città è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valore. 

Nel 1980 fu danneggiata dal terremoto.


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