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Cerveteri è uno splendido borgo situato su un pianoro poco a nord di Roma nella Maremma Laziale e il suo territorio arriva al mare Tirreno con Marina di Cerveteri.

La zona costiera mantiene alcuni aspetti naturalistici di particolare bellezza come quello del Monumento Naturale Palude di Torre Flavia o delle spiagge di sabbia nera vulcanica, mentre nell’entroterra è famosa la bellezza di Monte Tosto con le sue cascatelle.
La sua storia è molto antica e si dice che sia stata fondata dai Pelasgi, una popolazione proveniente dalla Grecia, intorno al IX secolo a.C. con il nome di Agylla.
Presto divenne un importante centro e un porto etrusco molto fiorente con il nome prima di Kisra e poi di Caere. Ha sempre mantenuto rapporti di collaborazione con i Greci tanto da avere un suo Thesauros, ossia un piccolo edificio nella città sacra di Delfi in Grecia. Ma gli scambi culturali sono testimoniati anche dallo stile artistico e dalla abilità degli artigiani dei manufatti ritrovati nelle necropoli.
La prima notizia storica di Cerveteri risale alla battaglia del Mar Sardo nel 540 a.C. combattuta accanto ai cartaginesi. Non restano molte tracce della antica città etrusca che, insieme a Tarquinia e Vejo, era fra le più importanti della dodecapoli.
Il suo porto la rendeva un fiorente centro commerciale e agli Etruschi si deve la costruzione di diverse necropoli tra cui quella famosa della Banditaccia con le sue tombe a tumulo e che dal 2004 è parte dell’elenco del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
La Banditaccia è stata uno dei primi siti archeologici nazionali e le scelte di restauro e la sistemazione paesaggistica la hanno resa un esempio di valorizzazione e di tutela del patrimonio del passato. Le opere ritrovate sono un grande esempio di arte e si trovano nei maggiori musei del mondo.
Il passaggio ai romani è avvenuto quasi naturalmente se pensiamo che gli ultimi 3 re di Roma sono stati etruschi e che Tarquinio il Superbo, l’ultimo re, è stato mandato in esilio proprio a Cerveteri durante il periodo repubblicano.
Cerveteri fu poi conquistata dalla espansione romana e nel 351 a.C. divenne un municipio. La romanizzazione è stata così profonda che il geografo Strabone racconta che della antica città etrusca restavano solo le terme
Con la caduta dell’impero romano iniziò la decadenza e durante il medioevo mantenne una certa importanza come luogo fortificato tra Roma e il porto di Civitavecchia. Qui nel 797 si accampò l’esercito di Carlo Magno.
La sua vicinanza con la capitale la ha resa la prima naturale area di espansione della chiesa cattolica ed è stata una delle prime sedi vescovili tanto che durante l’alto medioevo è stata governata direttamente dal papato.
Esattamente dove ora sorge la chiesa di San Felice a Ceri è stato decapitato l’antipapa Felice II nel 365 d.C. che aveva la sua residenza in questa zona. Oggi le reliquie di San Felice riposano ancora nel Santuario di Nostra Signora di Ceri Madre di Misericordia dopo il miracolo dei buoi che si rifiutarono di traslare il corpo del santo a Roma.
Le incursioni saracene lungo la costa la resero insicura e malsana e nel IX secolo il bisogno di rifugiarsi in centri fortificati portò alla necessità di proteggere la popolazione in una fortezza con dei signori. Si riconoscono ancora i resti delle torri di avvistamento che poi furono inglobate nel castello e nella rocca e fra le prime famiglie si annoverano i Crescenzi.
Nel XII secolo la popolazione viene spostata a causa della malaria nel borgo di Cere Novum, l’attuale splendido borgo fortificato medioevale di Ceri che avrà una sua storia autonoma, e la sede vescovile viene accorpata a quella di Porto.
Ma già dopo pochi anni, grazie ai Duchi di Spoleto, l’attuale città di Cerveteri tornò a popolarsi e i due centri seguono storie parallele.
Nel periodo medievale il territorio venne diviso in famiglie e fra le prime famiglie si riportano i Corsi che la governarono per un secolo circa. L’antico castello oggi ospita il Museo Nazionale Cerite che raccoglie alcuni pezzi importanti anche se parti dei corredi funerari etruschi scoperti a Cerveteri si trovano al Museo di Villa Giulia a Roma, a New york e al Louvre.
La rocca, il quartiere medievale attorno al castello, conserva la sua bellezza ed è ancora oggi il centro di Cerveteri.
Dal XIII secolo si susseguirono molte famiglie a partire dalla famiglia Venturini, seguita dagli Anguillara e per un periodo, intorno alla fine del Quattrocento, fu sotto il controllo di Franceschetto Cybo, figlio naturale di papa Innocenzo VIII che la riportò nell’ambito del controllo diretto della chiesa.
Il Cinquecento è il momento della famiglia Orsini ai quali si deve la sistemazione del castello e, dopo una breve parentesi dei Farnese, nel 1674 viene comprata dalla famiglia Ruspoli.
Il Seicento è un periodo di miracoli in molte parti d’Italia e a Cerveteri è stato famoso quello legato al ritrovamento della immagine di una Madonna in mezzo ai canneti della zona paludosa. Su quel luogo fu poi edificata l‘attuale Chiesa della Madonna dei Canneti.
I Ruspoli hanno fanno rifiorire Cerveteri e nel 1709 diventarono Principi. Il loro castello rinnovato è oggi il museo mentre la famiglia ancora possiede il meraviglioso Palazzo Ruspoli al centro del paese.
Il palazzo fu prima sistemato nel Quattrocento da Francesco Cybo, poi in stile rinascimentale da Virginio Orsini e nel Settecento venne poi ampliato con il loggiato. L’interno è affrescato da un allievo di Benvenuto Cellini e nel palazzo ha soggiornato lo scrittore David H. Lawrence e il musicista Georg Friedrich Händel, che qui ha composto la cantata “Diana Cacciatrice”.
Da allora è sempre stata un luogo di villeggiatura e un importante centro agricolo, ruolo che ha conservato con l’unità d’Italia.
Durante la seconda guerra mondiale nelle sue campagne sono stati realizzati ben due aeroporti: quello di Cerveteri e quello di Furbara che era un poligono di tiro.
Nel dopoguerra, Cerveteri è stata poi scelta come set per molti film del neorealismo italiano da Monicelli, Risi e De Sica. Sono famose scene del Sorpasso, della Grande Guerra e di Umberto D.
Nel 2020 Cerveteri e le città vicine sono state scelte come Capitale della Cultura della Regione Lazio con il progetto “Etruria Meridionale – Città della Cultura della Regione Lazio 2020”.
Cerveteri è famosa nel mondo enogastronomico per due eccellenze: il carciofo romano DOP e il vino Cerveteri DOC alla cui uva viene dedicata una grande festa l’ultima domenica di agosto: la Sagra dell’uva e del vino dei Colli Ceriti.
E la passione del vino ha radici lontane perché la coltivazione dell’uva è stata portata in Italia dagli Etruschi, che usavano il sistema della vite maritata, e tralci di vite sono rappresentati in affreschi di molte tombe. I Romani continuarono la tradizione del vino e Plinio il Vecchio consigliava espressamente i vini prodotti nella zona fra Cerveteri e Tarquinia.

 

 

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