Cinisi è un ridente paese della Sicilia tra il mare e le montagne. È adagiato su una fertile pianura a pochissimi chilometri dalla costa ovest di Palermo ed è circondato da montagne rocciose che assumono un particolare colore alla luce del tramonto. Nel suo grande territorio si trova l’aeroporto di Punta Raisi di Palermo, oggi chiamato Falcone e Borsellino.

La sua storia sembra essere molto antica e si sono trovate rovine di origini cartaginesi in aree montane e alcune monete romane. In corrispondenza di Torre Mulinazzo, sono stati trovati resti di vasche romane nelle quali veniva preparato il garum, una salsa a base di interiora di pesce che i romani usavano come ricostituente e per insaporire molti dei loro piatti.

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Ci sono varie storie sull’origine del suo nome: secondo alcuni deriva dalla parola ‘cenere’ perché i Normanni la rasero al suolo, secondo altri dal greco per la sua conformazione geografica mentre per altri ancora dall’arabo per indicare che questi erano territori della chiesa.

Le prime notizie di Cinisi risalgono al IX secolo quando esisteva un casale durante il periodo arabo-normanno e in un documento del 1263, il re Manfredi da in feudo questo territorio al suo valletto Matteo Pipitone.

Dopo una serie di passaggi di proprietà della signoria, il casale arrivò al giudice Facio de Facio che lo donò (insieme alla sua biblioteca) nel 1382 ai monaci benedettini del monastero di San Martino delle Scale, la cui casa madre si trova ancora vicino Monreale.

I monaci realizzano un primo loro insediamento, che aveva anche un carattere difensivo, e un sistema di ambienti sotterranei che probabilmente avevano lo scopo di essere dei magazzini. Una leggenda locale dice anche che questi ambienti collegavano diversi punti strategici del territorio e servivano anche come via di fuga nel caso di eventuali attacchi.

Al periodo tra il 1300 e il 1600 risale il sistema delle torri di avvistamento lungo la costa realizzate a custodia e difesa del territorio.

Le torri sono state realizzate seguendo un piano di difesa realizzato da Camillo Camillani, un architetto e ingegnere militare fiorentino (autore anche della splendida Fontana Pretoria a Palermo) intorno alla fine del 1500 per ordine del vicerè Marcantonio Colonna.

Nei secoli, i benedettini compiono un’opera di trasformazione del territorio con lo sfruttamento ai fini agricoli dei terreni e la creazione di una tonnara in corrispondenza di una delle torri di avvistamento: Torre dell’Ursa. In questo periodo, intorno al 1600, si forma un borgo attorno al monastero che si allarga con due ali realizzate ai lati del nucleo centrale dell’originario nucleo.

Nel 1718 un evento miracoloso scuote la vita della comunità di Cinisi quando la Madonna appare ad un pastore e sul luogo venne edificato il Santuario della Madonna del Furi, dal nome della valle dove si trova. La Madonna viene festeggiata a maggio e la festa è seguita dalla Sagra dei Virgineddi.

Il monastero è stato attivo fino al 1866, la sua documentazione si trova nell’Archivio di Stato di Palermo mentre il monastero ospita oggi la casa comunale.

Dopo l’Unità d’Italia, Cinisi ha avuto diverse ondate di emigrati che hanno cercato fortuna all’estero, specialmente in America, e la comunità ha mantenuto relazioni profonde con il loro paese di origine.

Recentemente Cinisi è stata conosciuta per la storia di Peppino Impastato, un giornalista che ha contrastato la mafia e al quale è stato dedicato il fil I cento Passi di Marco Tullio Giordana.

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