Città della Pieve si erge in posizione dominante sulla Valdichiana ed il Lago Trasimeno, al confine tra Umbria e Toscana e poco lontano dal Lazio, al centro quindi dell’Italia Centrale, sopra un altipiano collinare caratterizzato da rupi profonde.
Da qualunque punto la si guardi, il suo profilo è inconfondibilmente caratterizzato da due elementi verticali che si stagliano netti al di sopra dell’agglomerato urbano tutto costruito in mattoni rossi: la Torre Civica ed il Campanile della Cattedrale.
Non a caso, dunque, essi sono divenuti il simbolo, diremmo il marchio, della città.
La Torre Civica, addossata alla Cattedrale, fu eretta nel secolo XII su un precedente nucleo facente parte dell’antico sistema difensivo della città utilizzando per la parte in basso pietre di travertino e fu successivamente sopraelevata tra il secolo XIV ed il secolo XV con l’uso del laterizio.
La torre svetta sino a 39 metri, con le aperture sovrapposte verso l’alto dalla monofora alla quadrifora, si attiene alle forme stilistiche del romanico lombardo diffuse anche nella vicina Toscana e dalla sua sommità si può scrutare l’orizzonte per decine di chilometri.

La Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio sorge sopra l’antica pieve, chiesa con il fonte battesimale, edificata probabilmente intorno al secolo VIII d.c. e da cui Città della Pieve prende il nome.
Il suo campanile in mattoni, con le sue eleganti cornici e la grande cella campanaria, svetta elegante verso l’alto.

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La chiesa ha subito continue trasformazioni fino a diventare prima Collegiata e, poi, Cattedrale nell’anno 1600. All’interno si possono ammirare opere cinquecentesche di Antonio Circignani, Salvio Savini, Giannicola di Paolo, Domenico di Paride Alfani.
Su tutte emergono quelle di Pietro Vannucci detto il Perugino: il Battesimo di Cristo e la Madonna in gloria e santi.
Sotto la Cattedrale sono visibili i resti dell’antica pieve, consistenti in poderose colonne in pietra che sostengono archi ogivali risalenti ai primi del secolo XIII.

La patria del Perugino

Guardando i dintorni di Città della Pieve vengono subito alla mente i paesaggi ideati da Pietro Vannucci detto Il Perugino ove compare il Lago Trasimeno e in lontananza la Valdichiana.
Ed è proprio a Città della Pieve che Pietro Vannucci è nato, probabilmente nell’anno 1450 c.a, quando la città allora ricadeva nei domini del Comune di Perugia.
Dopo un primo contatto con la realtà artistica perugina dovette avvicinarsi, secondo quando scrive Giorgio Vasari nel 1550, a Piero della Francesca e contemporaneamente iniziò a frequentare la prestigiosa bottega di Andrea del Verrocchio.
Giovanni Santi, padre di Raffaello, di cui il Perugino fu in parte maestro ed in parte collaboratore, sottolineò la sua affinità di temperamento con Leonardo da Vinci, sicuramente incontrato nella bottega del Verrocchio.

Nelle composizioni dell’artista, tra le figure pensose poste in primo piano e ispirate alla statuaria classica ed il paesaggio retrostante che si allontana verso l’infinito, si crea una dimensione patetico-sentimentale che suggerisce la presenza armonica di Dio nell’Universo.
Numerose sono le opere del Divin Pittore che si possono ammirare in Città: l’Adorazione dei Magi presso l’oratorio S.Maria dei Bianchi, il Battesimo di Cristo e la Madonna in Gloria e Santi presso la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, la Deposizione dalla Croce presso Santa Maria dei Servi e Sant’Antonio Abate tra i Santi Marcello e Paolo Eremita presso la Chiesa di San Pietro.

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