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Fano è una città della costa Adriatica circondata da dolci colline a nord e dalla Piana del Fiume Metauro a sud, una delle poche aree pianeggianti delle Marche.

Le sue origini sono antichissime ed è stato un centro dell’antico popolo dei Piceni, una civiltà che ha segnato il passaggio dall’Età del Bronzo a quella del Ferro e che aveva inventato una sua scrittura.

Il territorio fu poi invaso sia dai Galli Senoni, provenienti dalla Francia, che dai Greci di Siracusa che fondarono Ancona. Sembra che il nome Fano derivi proprio da “Fan” in dialetto gallo-piceno. Questo insieme di culture celto-greco-italico è stato estremamente ricco e ha plasmato il carattere indipendente della città.

Fano è stata poi un importante centro romano conosciuto come Fanum Fortunae, ossia Tempio della Fortuna, probabilmente costruito dopo la famosa battaglia del Metauro del 207 a.C. dove i Romani sconfissero i Cartaginesi durante la seconda guerra punica. Venne ucciso il generale Asdrubale che aveva varcato le Alpi con gli elefanti da guerra per ricongiungersi al fratello Annibale al sud Italia.

Da notare che i romani avevano costruito la Via Flaminia che congiunge Roma con Rimini nel 220 e, nel loro cammino, i cartaginesi percorrevano la antica strada romana.

Tutta la storia di Fano, nel bene e nel male, è stata influenzata dalla sua posizione strategica sulla via che congiungeva la valle del Tevere alla Gallia Cisalpina, con la via Flaminia, e dal suo porto: una posizione che porta commercio e ricchezza in tempi di pace e assedi e distruzione in tempi di guerra. 

Il culmine della presenza romana si ebbe durante il periodo imperiale, quando Cesare Ottaviano Augusto fece costruire delle magnifiche mura di cinta elevando Fano allo stato di colonia con il nome di Colonia Julia Fanestri. Le mura sono ancora oggi visibili, incluso l’Arco d’Augusto che in epoca romana era la porta principale d’accesso alla città e che da allora è uno dei simboli di Fano.

Nel 271 d.C., un primo tentativo di invasione barbarica da parte della tribù degli Alemanni terminò con la vittoria dell’imperatore Aureliano nella Battaglia di Fano. Nel 453 la città fu saccheggiata da Attila nel suo cammino verso Roma, dove la leggenda narra che fu fermato da Papa Leone I. 

È stato poi il turno dell’invasione degli Ostrogoti fino a che Fano è entrata fra i domini dell’Impero Romano d’Oriente di Bisanzio e da qui partiva il corridoio bizantino che collegava Ravenna con Roma.

Fece parte della Pentapoli Marittima con Ancona, Pesaro, Senigallia e Rimini per poi essere conquistata dai Longobardi nel 742.

Nel 754 Papa Stefano II chiese aiuto al Re dei Franchi Pipino il Breve (padre del futuro Imperatore Carlo Magno) per liberare lui e i Romani dai soprusi che stavano subendo da parte dei Longobardi. Dopo diverse guerre, i Franchi consegnarono alla chiesa alcuni territori, tra cui Fano, dando di fatto inizio allo Stato Pontificio dopo l’incoronazione di Carlo Magno e la divisione fra Papato e Impero.

Un ruolo molto importante per il governo del territorio, per l’agricoltura e per la conservazione del sapere è stato svolto dall’Abbazia Benedettina di San Paterniano ad un chilometro dal centro abitato.

Sin dal 12° secolo, Fano è stata un Comune e nel 1141, la città si alleò e divenne protettorato della Repubblica di Venezia con la quale firmò un trattato per avere protezione e sviluppare i il commercio nell’Adriatico.

Ma siamo nei secoli delle divisioni tra Guelfi e i Ghibellini, ossia tra le famiglie devote alla Chiesa e altre all’Impero. Ricordiamo che l’Imperatore Federico II di Svevia era nato nella vicina Jesi con un parto nella pubblica piazza. Federico II non conquistò Fano ma la distrusse.

In quegli anni sono state famose le lotte fra le due famiglie Del Cassero e Da Carignano, nominati anche da Dante Alighieri nel XXVIII Canto dell’Inferno della Divina Commedia. In un passo si parla del cruento eccidio del 1304 in cui Guido Del Cassero e Angelo Da Carignano furono gettati in mare e uccisi tramite “mazzeratura” (annegamento in sacchi piombati) dai sicari dei Malatesta.

Con questo tranello, i Malatesta, potenti signori della vicina Romagna, riuscirono a diventare i padroni assoluti di Fano. Nel 1355 vennero nominati i vicari della Chiesa e da allora cominciò legalmente la dominazione dei Malatesta che durò fino al 1463 quando tornò sotto il controllo diretto della chiesa. 

Ai Malatesta si deve una prima sistemazione della rocca che ancora si trova al centro del paese e che doveva svolgere funzioni di controllo e difesa.

Tutto questo è testimoniato nelle Costituzioni Egidiane, una raccolta di leggi pubblicata nel 1357 dal Cardinale Egidio Albornoz incaricato dal papa di mettere ordine in Italia dopo il ritorno dall’esilio di Avignone. 

Nel 1463, il Duca Federico di Montefeltro conquistò Fano dietro richiesta del papa Pio II e, dopo un assedio di quattro mesi, riconsegnò Fano alla Chiesa. Ma questo non portò la pace tra le diverse famiglie e nei suoi pochi anni di ascesa al potere, Fano divenne un caposaldo di Cesare Borgia, detto il Valentino, il figlio del papa Alessandro VI che voleva conquistare la Romagna.

Nel cinquecento venne rinforzato Forte Sangallo che difendeva la costa contro gli attacchi dei Turchi e presidiava il porto canale realizzato nel 1612 sul quale si svolgevano tutti i commerci.

Un primo canale che portava l’acqua del Metauro a Fano costruito per alimentare i mulini ad acqua.

La città resistette a tutte i tentativi delle signorie dei paesi vicini e continuò ad essere indipendente, seppure lacerata da conflitti interni, con un governatore nominato dal Papa. Ma questa rivalità fra signori ha arricchito la città di palazzi, chiese e opere d’arte che ancora sono un patrimonio di inestimabile valore. Vennero aperte scuole, accademie e anche una università poi chiusa nel 1824.

Durante gli anni dell’occupazione di Napoleone dello Stato Pontificio, Fano fu saccheggiata e gravemente bombardata sia dai Francesi che dagli alleati austro-russo-turchi e solo il Congresso di Vienna del 1815 la fece tornare nuovamente all’interno dello Stato Pontificio.

Dall’800 inizia però una nuova vita per Fano che si trasforma sempre di più in un luogo di villeggiatura.  

Fano partecipò ai moti risorgimentali e nel 1860 Fano entrò a far parte del Regno d’Italia.

Durante la prima guerra mondiale subì numerosi bombardamenti navali austriaci dai quali rinacque grazie e nuovi insediamenti lungo il porto canale e con la creazione di villini vicino la costa.

Fu ancora bombardata durante la seconda guerra mondiale per distruggere i suoi ponti, ferroviari e stradali, e le vie di comunicazione fra nord e sud Italia e si trovava lungo la Linea Gotica di difesa tedesca. 

Inoltre l’esercito tedesco, durante la ritirata, distrusse quasi tutti i suoi campanili, la torre civica, il maschio della rocca malatestiana e il suo porto peschereccio, ritenuti dal nemico infrastrutture sensibili da non lasciare nelle mani degli alleati.


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