Il borgo di Morolo si trova arroccato sul versante dei Monti Lepini che si affaccia sulla Valle dei Latini, il percorso tra Roma e Napoli dove sono state scritte pagine di storia antica. La sua storia è anche intrecciata alla realizzazione di ponti di attraversamento del fiume Sacco che segue il percorso della Valle dei Latini e della via Latina o Casilina.

Secondo una prima ricostruzione storica, Morolo potrebbe risalire all’antica città Ecetra dei Volsci, una popolazione preromana che governava questi territori. La conferma di questo passato si potrebbe ritrovare nei resti di antiche mura poligonali.

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Un’altra leggenda narra che Morolo fu fondata nell’anno 210 AC, quando il famoso generale cartaginese Annibale passò in queste aree sconfiggendo Ferentino e arrivando ad assediare Roma. Una cosa è certa, durante il periodo romano la parte pianeggiante alle pendici dei Monti Lepini era percorsa da vie di intenso traffico commerciale e ospitava numerose ville romane i cui resti si possono ancora trovare in un vasto territorio. Le ville romane le dobbiamo pensare come piccoli centri agricoli o borghi in cui venivano coltivati i campi per alimentare la popolosa città di Roma.

Durante il medioevo, con le invasioni barbariche vengono abbandonate le pianure e le valli e le popolazioni si rifugiano in alture. L’attuale borgo nasce intorno all’anno mille attorno al castello di Morolo menzionato per la prima volta in un documento della diocesi di Anagni.

Il castello fu controllato dalla famiglia dei de Supino e nel 1216 Morolo fu devastata da Giovanni Ceccano, che prese in ostaggio anche alcuni membri della famiglia Colonna. Per un lungo periodo la Contea di Ceccano e la città di Anagni sono stati fra i centri più importanti a livello europeo. Nel 1303 Thomas da Morolo partecipò alla congiura dello schiaffo di Anagni accanto a Sciarra Colonna e Guglielmo di Nogaret e venne scomunicato da papa Bonifacio VIII. Poco dopo questo episodio dello schiaffo la sede del papato viene trasferita in Francia e il centro del mondo si sposta per qualche decennio.

Nel 1385 Morolo passò sotto il controllo della famiglia Colonna, grazie al matrimonio di Fabrizio con la moglie Nanna di Supino, che divennero così proprietari di una vasta area. I Colonna hanno mantenuto il controllo di Morolo e di questo territorio praticamente fino al 1908 nonostante tre confische momentanee, nel 1505 da parte di Alessandro VI, nel 1541 da parte di Paolo III e nel 1556 da parte di Paolo IV. Siamo nell’anno della guerra tra papa Paolo IV e il re di Spagna Filippo II che si è combattuta ferocemente nella vicina Anagni e che ha interessato i comuni vicini fino a Frosinone.

Dal 1562 i Colonna ebbero definitivamente il castello di Morolo e all’inizio hanno dovuto affrontare periodi molto difficili per la popolazione. Per arginare la povertà, nel 1735 è stato organizzato il ‘Monte Frumentario’, una sorta di micro-credito realizzato la prima volta da San Giuseppe da Leonessa. Il Monte Frumentario era un modo di condividere le semenze fra la popolazione in un sistema che era basato su prestiti rimborsabili a condizioni di estremo vantaggio. La sua istituzione è stata operativa fino al 1881.

Nel 1908 la famiglia Colonna cedette il castello al comune di Morolo e pose fine definitivamente al feudalesimo. Dalla fine dell’Ottocento, molti abitanti sono emigrati verso le più diverse destinazioni: oggi ci sono più morolani e loro discendenti fuori che in paese.

A Morolo è nato il grande scultore Ernesto Biondi e le sue opere in bronzo e marmo adornano capitali sud americane e molti comuni dei Monti Lepini ed è stato vincitore del premio Grand Prix all’Esposizione Universale di Parigi del 1900.

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