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  • Sassinoro by Pasquale Mastrantuono

Sassinoro è un borgo piccolissimo su una altura ai piedi del monte Rotondo al confine fra Campania e Molise da cui si dominano le splendide campagne della vallata del Tammaro e dei suoi affluenti. Una zona piena di boschi e con una ricca fauna e Sassinoro è conosciuto come “il borgo delle acque e dei fontanili” per la presenza di molti corsi d’acqua.

Si dice che il suo nome derivi da un sasso sul quale si riposò Onorio III, il papa eletto nel 1216 famoso per essere stato il tutore del futuro imperatore Federico II di Svevia. Secondo altri, il nome deriva dalla presenza di monte Rotondo e sia collegata alla parola “Sassannorum, ossia “sasso vecchio”. 

L’ultima leggenda lega invece il nome di Sassinoro ad una colonia di Sassoni che si insediò sul territorio durante le invasioni barbariche, dopo la caduta dell’Impero romano.

Sassinoro, a dispetto delle dimensioni, è un piccolo centro che ha rivestito per molti secoli una grande importanza strategica e la sua storia ha origini antichissime. 

Sul suo territorio abitavano i Sanniti, il fiero popolo di guerrieri che si opponeva all’avanzata di Roma, e si sono trovati i resti di un insediamento poco distante dall’attuale centro abitato. Poi sono arrivati i romani e sono stati trovati diversi reperti tra cui una moneta d’argento di età monarchica e una statua di bronzo del III secolo a.C. raffigurante la Dea Demetra durante i lavori di costruzione del Santuario di Santa Lucia costruito su un tempio pagano. 

Si pensa che qui vi fosse una stazione di posta romana o, addirittura, l’antica città di Sirpio. 

Il paese attuale si è formato dopo la caduta dell’impero Romano con l’arrivo dei Longobardi, quando la popolazione si rifugiò in fortezze costruite su alture. Quando Alboino, il leggendario re dei Longobardi, invase l’Italia nel 568 d.C., fu seguito da molte popolazioni germaniche tra cui una colonia di Sassoni che decise di stanziarsi proprio in quel territorio. Sassinoro è entrata a far parte del Ducato di Benevento, chiamato anche Langobardia Minor, che per secoli ha governato il centro-sud Italia.

Passeggiando per il centro storico di Sassinoro si riconosce l’antico borgo medievale a forma di ellisse che era l’originario nucleo compreso dentro le mura che avevano quattro porte: Porta della Corte, Porta di Jasimone, Portella e Porta delle Danze. 

Nel frattempo la chiesa si era organizzata in diocesi vescovili: Sassinoro dipendeva dal vescovo di Bojano e nel IX secolo Sassinoro fu controllata dall’Abbazia di Santa Sofia di Benevento. Ai Longobardi subentrarono i re Normanni e Sassinoro venne assegnato come feudo alla famiglia dei Valletta che rinforzarono il castello originario.

Il Duecento è stato caratterizzato dalla potenza e dallo splendore del regno di Federico II di Svevia che organizzò il regno in feudi che diede a famiglie nobiliari. Sassinoro faceva parte del Contado del Molise.

Con l’arrivo degli Angioini di Carlo d’Angiò, chiamato dalla chiesa per contrastare le mire espansionistiche degli Svevi e che sconfisse definitivamente il figlio di Federico II nella famosa battaglia di Tagliacozzo, il feudo di Sassinoro viene dato alla famiglia De Capua dei Conti di Altavilla che lo ha tenuto fino al 1566 nonostante il cambio di regnanti.

Infatti la famiglia De Capua ha goduto di grande prestigio alla corte Angioina e poi anche in quella spagnola degli Aragonese che conquistò il sud Italia nel 1442. Nel 1506 un membro De Capua ancora governa Sassinoro quando ricevette il titolo di Grandato di Spagna dalla corte spagnola e la famiglia si impegnò ad abbellire il paese ricostruendo la chiesa di San Michele Arcangelo distrutta da un incendio.

Nel 1566, il paese fu acquistato, per la somma di 50.000 ducati, dal nobile Scipione Carafa che apparteneva ad una famiglia napoletana molto potente e imparentata con papa Paolo IV.

I Carafa del ramo dei Duchi di Montecalvo completarono la ricostruzione della chiesa e nel 1608, vendettero Sassinoro alla famiglia Allegretti per 11.000 ducati.

Nel Seicento un miracolo sconvolse la vita di Sassinoro e tutta la popolazione si impegnò nella costruzione del Santuario di Santa Lucia. Si narra che nella primavera del 1600 un gruppo di giovani pastori si accorse che una parte delle pecore scompariva per poi ricomparire qualche istante dopo. Incuriositi, decisero di seguirle e finirono in una grotta, dove trovarono una bellissima signora piena di luce e un giovane ragazzo. 

I pastori andarono di corsa in paese e raccontarono quello che avevano visto e, quando tornarono nella grotta trovarono un’immagine di Santa Lucia e una di San Michele. Così nel 1622 iniziarono i lavori di costruzione del santuario che terminarono nel 1643. 

Nel 1651, Sassinoro divenne possedimento della famiglia Mazzacane di Cerreto Sannita.

Il 5 giugno 1688 un terribile terremoto provocò al paese ingenti danni, ma con molta caparbia e impegno il paese venne ricostruito.

Nel 1776 Sassinoro divenne proprietà dei Marchesi Mondelli attraverso matrimoni fino al 1806 quando il feudalesimo venne abolito dall’arrivo dei francesi di Napoleone in Italia. 

Il paese subì altri pesanti danni durante un altro terribile terremoto, il 26 luglio 1805, e venne ricostruito ancora una volta.

Con l’Unità d’Italia, nel 1861, divenne parte della provincia di Benevento e iniziarono le prime ondate di emigrazione verso le Americhe. Una seconda grande ondata si è verificata dopo la seconda guerra mondiale e Sassinoro è gemellata con Ossining proprio negli Stati Uniti.
Sassinoro si trova in una delle aree italiane famose per i vini sin dal tempo dei romani e si produce la rinomata Falanghina del Sannio DOC.


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