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Scurcola Marsicana è un bellissimo borgo Abruzzese della Marsica posto su un colle ai piedi di Monte San Nicola. Dalla sua altezza si dominano i Campi Palentini dove si è combattuta la battaglia di Tagliacozzo che ha visto la fine degli Svevi in Italia.

La parola Scurcola ha proprio il significato di ‘sentinella’ e indica un posto che era di guardia ad un territorio più ampio. Infatti da qui partivano diverse strade e, oltre alla Via Valeria che collegava con Roma, si andava verso l’Adriatico, verso la Campania e verso Rieti.

L’area era abitata sin dalla preistoria e si sono trovate tracce di un villaggio sulle alture di Monte San Nicola. Questa era la zona contesa fra gli Equi e i Marsi prima dell’arrivo di Roma che costruì la colonia di Alba Fucens destinando parte dei terreni ai veterani. 

I Marsi distrussero Alba Fucens prima di essere poi conquistati definitivamente nel 294 a.C.

I romani realizzarono ville nella parte pianeggiante, delle grandi fattorie che comprendevano nuclei abitativi, che poi furono abbandonate all’arrivo dei barbari quando le persone si rifugiarono in fortezze costruite su alture.

Tutto il territorio venne prima governato dai Bizantini del Sacro Impero Romano d’Oriente e poi dai Longobardi che inseriscono l’area nel Ducato di Spoleto.

Nel frattempo la chiesa aveva avviato la costruzione di una serie di monasteri benedettini per la conservazione del sapere, anche di quello in agricoltura, e aveva diviso il territorio in diocesi vescovili. Scurcola faceva nella diocesi di Avezzano.

Con l’arrivo di Carlo Magno, la Marsica entrò nel Sacro Romano Impero dei Franchi che divisero il territorio in contee e affidarono la Contea dei Marsi a Berardo il Francioso, un capitano di ventura che discendeva proprio da Carlo Magno

La famiglia Berardi governò con una certa lungimiranza e indipendenza dalla corona e il conte Oderisio nell’XI secolo iniziò la costruzione di un vero e proprio castello.

 Nel 1143, i conti dei Marsi aderirono al governo dei Normanni senza battaglie e anche Scurcola Marsicana entrò a far parte del Regno di Sicilia. Al periodo Normanno si deve la realizzazione del primo castello e dell’insediamento.

L’arrivo degli Svevi di Federico II cambiò ancora le carte in tavola e i Berardi ebbero uno scontro diretto con l’imperatore per cercare di avere maggiore indipendenza.

Alla fine del 1100, dalla vicina Umbria arrivò la famiglia De Ponte che comprò molte parti di Scurcola e di Tagliacozzo acquisendo una grande importanza fra i baroni. Ai De Ponte si deve la distruzione del precedente castello e la costruzione di uno nuovo.

Ma nel 1268, Corradino di Svevia fu sconfitto da Carlo I d’Angiò nella battaglia di Tagliacozzo ed iniziò così il periodo degli Angioini di Francia che subito spostarono la capitale del regno a Napoli. Corradino di Svevia era arrivato a Scurcola proprio grazie ai Berardi che gli erano fedeli e questo non piacque ai nuovi governanti.

Con gli Angioini arrivano quindi gli Orsini (imparentati con i De Ponte) ma una parte del territorio diventò Feudo Monacale. Infatti a Scurcola erano giunti anche dei monaci cistercensi dalla Francia e venne costruita la grande Abbazia di Santa Maria della Vittoria, in ricordo della battaglia di Tagliacozzo. L’abbazia era collegata ad una abbazia madre in Francia e, anche se oggi restano pochi ruderi di questa chiesa, i monaci francesi hanno per anni controllato una grande parte del territorio.

Il grande terremoto del 1349 cambierà ancora una volta il corso della storia: l’abbazia venne danneggiata mentre iniziò una nuova vita per il castello.

Nel frattempo gli Orsini erano cresciuti a Roma e il loro obiettivo era allargare i confini dello Stato Pontificio e per questo consolidarono la presenza a Scurcola con la costruzione di una nuova imponente rocca. 

Così, nel 1490 Gentile Virginio Orsini incaricò l’architetto Francesco Giorgio Martini esperto di castelli di costruire una nuova fortezza così come oggi la conosciamo: imponente, elegante e maestoso. Una parte difensiva ma anche una parte residenziale.

Un nuovo terremoto in Irpinia nel 1456 danneggiò alcune strutture anche di Scurcola ma nel Rinascimento, con i Colonna, sono state costruite le meravigliose chiese che sono ancora oggi il patrimonio di Scurcola Marsicana.

Gli Orsini entrarono ben presto in contrasto con un’altra potente famiglia romana, quella dei Colonna, e nel passaggio dai Francesi agli Spagnoli d’Aragona sul trono, i Colonna divennero i feudatari di questo territorio e nel 1504 diventano Duchi di Tagliacozzo.

Ma i sovrani Spagnoli imponevano alte tasse ed impoverirono Scurcola e tutto il regno provocando una grande crisi economica. La peste del 1656 provocò ancora più morti e altri terremoti nel Settecento aggravarono ancora la situazione.

Nel 1734 i Borbone arrivano sul trono di Napoli e si avvertì un miglioramento delle condizioni generali fino all’arrivo di Napoleone Bonaparte. Nel 1806 venne abolito il feudalesimo mettendo fine al ruolo delle famiglie e il castello di Scurcola si avviò alla decadenza.

Con il ritorno dei Borbone sul trono di Napoli, la situazione migliorò ma il lago del Fucino diventò ingestibile e nel 1845 Alessandro Torlonia provvederà al suo prosciugamento.

Durante i lavori, nel 1861, il regno Borbonico venne annesso al nuovo Regno d’Italia dopo alcuni conflitti a fuoco proprio nella vicina Tagliacozzo.

Seguì un periodo di rivolta civile, nacque il fenomeno del brigantaggio e molti abruzzesi lasciarono la loro terra per andare a cercare fortuna in America. Una delle bande più forti è stata quella di Mancini a cui aveva aderito anche Luigi Ciavarella di Scurcola. 

Nel 1915, il grande terremoto della Marsica porterà ancora una volta distruzione su queste terre e aumenterà il fenomeno dell’emigrazione.

Alla fine degli anni ’90, viene restaurato il castello che oggi è tornato alla sua magnificenza.

 


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