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La maestosa Teramo è stata fondata sulla confluenza di due corsi d’acqua, il Vezzola e il Tordino, su un colle che guarda la costa del Mare Adriatico. Sullo sfondo le fanno da scenario il Gran Sasso e i Monti della Laga con il loro tipico aspetto austero delle montagne Abruzzesi.

Grazie al collegamento fluviale con il mare, la sua storia è antichissima e inizia come una colonia dei Fenici, con il nome di Petrut, e come capitale dei Pretuzi, l’antico popolo che viveva in questa parte d’Abruzzo.

Nel III secolo a.C., Roma si espande in Abruzzo e conquista Teramo che diventa Interamnia Praetutianorum: Interamnia significa proprio ‘città tra i due fiumi’ e questa parola sarà poi trasformato nei secoli in Teramo. Durante l’impero ha momenti di grande fasto e splendore architettonico e nella divisione amministrativa che fece l’imperatore Augusto, Teramo fu inserita nella Regio V Picenum.

Si capisce la sua grandezza dai resti del teatro e dell’anfiteatro romano, che furono poi spogliati per realizzare La Cattedrale di Santa Maria Assunta e altri edifici religiosi.

Dopo la caduta dell’impero romano, Teramo viene invasa dai barbari Visigoti che poi lasceranno il territorio ai Longobardi. Questi regneranno a lungo con il Ducato di Spoleto fino all’arrivo dei Normanni e dal 1140 quando nasce il vero feudalesimo e Teramo entra in una contea che farà sempre riferimento ai regni del sud, al Regno di Sicilia e poi di Napoli

Nel frattempo la chiesa cattolica iniziava una sua organizzazione amministrativa e un presidio dei territori attraverso le sedi vescovili.

Un nuovo assetto sociale e amministrativo viene portato da Federico II di Svevia, Stupor Mundi, che nel 1233 divise l’Abruzzo in due aree. Con l’arrivo degli Angioini, viene confermata la divisione e Teramo diventò il capoluogo dell’Abruzzo Ulteriore.

Con il suo status e la sua centralità, Teramo ha conosciuto un periodo di grande prestigio che si ritrova nei palazzi, nell’ospedale di Sant’Antonio e nelle chiese sempre più grandi e ricche volute da vescovi ambiziosi come Niccolò degli Arcioni, arrivato nel 1317, e dai suoi successori.

La costruzione del prestigioso palazzo Vescovile, proprio nel cuore della città medioevale, risale al 1374.

Dal XIV secolo inizia un periodo di ricchezza, con intensi rapporti commerciali con Umbria, Toscana e Repubblica di Venezia, frenata solo da faide interne. Infatti ci sono due famiglie rivali che per anni creano terrore e danno origine ad episodi molto violenti. Sono i De Melatino, che saranno chiamati ‘gli spennati’ perché al termine delle contese saranno sconfitti e perderanno tutto, e i De Valle, chiamati Mazzaclocchi per via della mazza che usavano.  

Secondo una leggenda locale, il conflitto terminò grazie ad uno “sciopero familiare” indetto dalle donne di Teramo che erano stanche di tanta violenza.

Ma la vita di Teramo non è mai stata realmente di pace e il declino della città inizia dalle contese con i territori limitrofi e da due terremoti, quello del 1380, che apre il periodo del dominio del Ducato di Atri, e quello del 1456.

Una delle storie che ha segnato la vita di Teramo è stato l’assedio della città da parte della potente famiglia degli Acquaviva e l’apparizione di San Berardo di Pagliara. Sembra che fu proprio questa apparizione del Santo Patrono e della Madonna delle Grazie a liberare la città e ad inaugurare un periodo di splendore.

Mente nel frattempo erano arrivati gli Aragonesi e poi il potente Carlo V d’Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero Germanico, Re di Spagna, Principe dei Paesi Bassi, Re d’Italia, Re di Sicilia e Re di Napoli. Si dice che sul suo regno non tramontasse mai il sole.

Teramo entrò poi a far parte dello Stato Farnesiano voluto da Margherita d’Austria, figlia di Carlo V e detta ‘la Madama’ (da cui il nome di Palazzo Madama alla sede dell’attuale Senato Italiano a Roma), e suo marito Ottavio Farnese che portarono un Rinascimento Culturale in questi territori. 

Lo sviluppo culturale di Teramo nel Seicento è favorito anche dalla fondazione della prima tipografia nel 1589 dei fratelli Facij.

Nel 1556 in questa parte di Abruzzo si è combattuta la Guerra del Sale fra la Chiesa Cattolica di papa Paolo IV appoggiata dalla Francia e la Spagna con gli Asburgo. Ma Teramo è sempre rimasta sotto il controllo dei regni del sud.

La vita di Teramo è stata poi sconvolta da un altro catastrofico terremoto nel 1703 e dal seguente colera che portano distruzione e povertà.

L’arrivo di Napoleone nel 1798 porta saccheggi e distruzione e anche a una riorganizzazione amministrativa. Viene abolito il feudalesimo e Teramo diventa capoluogo della provincia di Abruzzo Ultra I.

Con il Congresso di Vienna, Teramo entra nel Regno delle Due Sicilie dove resterà fino all’Unità d’Italia nel 1861.  

Nel 1832 re Ferdinando II di Napoli visita la città e questo secolo è segnato culturalmente dall’attività di Melchiorre Delfico e Francesco Savini che hanno ordinarono il grande patrimonio culturale per poterlo preservare nei secoli.

Nella seconda guerra mondiale, vicino Teramo si è combattuta la battaglia di Bosco Matese fra i tedeschi e la resistenza italiana.

Una nota: il bellissimo Castello della Monica proprio al centro del paese è in realtà un edificio nato ai primi del Novecento riunendo una serie di fabbricati medioevale e la chiesa di San Venanzio. Ha uno stile neogotico ed è stato realizzato dall’artista Gennaro della Monica.


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