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Nella splendida Val comino, il centro agricolo di Viticuso fu fondato nel primo Medioevo dai monaci di Montecassino nei pressi di un lago (ora scomparso per il carsismo) e costituì a lungo uno dei principali poli di approvvigionamento alimentare per i bisogni dell’Abbazia e dei suoi domini.

Intorno al mille, come risulta da una iscrizione su in edificio che riporta la data 1003, si formò un borgo attorno ad una chiesa o ad un insediamento militare.

A seguito di scontri con i normanni la popolazione prima dislocata nell’ampio territorio montano fu concentrata dall’abate Gerardo in zone protette da cinte fortificate. I signori di Venafro vi edificarono un castello, denominato “Vitecusum”, che nel 1915 venne distrutto dal terremoto e successivamente devastato dal Secondo Conflitto Mondiale.

Nel corso dell’Ottocento i viticusani vissero intensamente il brigantaggio filoborbonico, che qui ebbe una sua roccaforte. Con l’unità cominciò l’emigrazione degli abitanti.

 

 

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