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Il bellissimo borgo di Santa Maria a Monte, nel Valdarno Inferiore in provincia di Pisa, sabato 17 ottobre scorso ha reso omaggio a Vincenzo Galilei, padre di Galileo.

Vincenzo è stato un musicista di talento e un musicologo dalle impareggiabili doti.

L’occasione è stato il quinto centenario della nascita di Vincenzo, avvenuta proprio a Santa Maria a Monte nel 1520. Qui infatti Giovanni, il bisnonno di Galileo, nel 1472 aveva deciso di trasferire la famiglia da Firenze, appartenente all’antica nobiltà fiorentina, forse a seguito di un tracollo economico.

Nel centro del Valdarno Inferiore, la famiglia Galilei trovò la sua giusta dimensione inserendosi nel contesto sociale.

Michelangelo, il figlio del capostipite e nonno di Galileo, ebbe ruoli importanti nella vita civile di Santa Maria a Monte. Tra il 1532 ed il 1537 ricoprì più volte la carica di Capitano del Popolo, incarico che durava tre mesi e consisteva nell’affiancamento del Gonfaloniere nell’amministrazione del paese.

Poco si sa dei primi anni di Vincenzo Galilei. Probabilmente avrà cantato nel corio della chiesa da ragazzo e deve aver appreso una grande abilità nel suono del liuto da insegnanti competenti. Infatti già nei suoi primi anni da adulto si era conquistato una reputazione come un abile liutista.

Intorno alla metà del Cinquecento Vincenzo si trasferì a Pisa dove svolse la professione di maestro di musica e, forse per arrotondare i guadagni, anche quella di mercante di tessuti.

Nel 1562 convolò a nozze con la giovane Giulia Ammannati, da cui ebbe sette figli, tra cui Galileo nel 1564.

Nel 1574 la famiglia Galilei fece ritorno a Firenze e Vincenzo Galilei ebbe così l’opportunità di inserirsi in quel formidabile contesto culturale.

Si impegnò specialmente per ripristinare un equilibrio tra musica e poesia proprio attraverso la musica vocale ad una sola riga. Mentre scriveva opere polifoniche, tendeva a favorire la musica per un solo cantante accompagnato dal liuto, di cui come abbiamo già detto fu grande interprete.

Con l’aiuto di Giovanni de’ Bardi, iniziò gli studi musicali a Venezia con Gioseffo Zarlino.

Nel 1568 Galilei pubblicò il suo primo importante trattato di musica teorica, il Fronimo. Circa due anni dopo produsse alcuni arrangiamenti di canzoni con accompagnamento di liuto, che modellò per i propri scopi di esecuzione. Era anche un ottimo cantante di basso.

Morì probabilmente alla fine di giugno del 1591 e la sua sepoltura avvenne quell’anno il 2 luglio a Firenze.

A riconoscere la statura musicale del “padre… del padre della scienza” è intervenuto Eugenio Giani, Governatore della Toscana. Insieme al sindaco Ilaria Parrella di Santa Maria a Monte, ha scoperto una lapide su quella che fu la casa natale di Vincenzo Galilei.

Quindi hanno inaugurato presso il Museo Casa Carducci un percorso espositivo temporaneo intitolato Commuovere sé stesso in altrui. Vincenzo Galilei e la musica degli affetti”. In questo spazio sono state accolti alcuni elementi che rimandano alle principali opere del musicista.

Tra l’altro vi possono ammirare documenti provenienti dall’Archivio Storico e che entrano per la prima volta a far parte di una mostra.

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