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Incontrare Anna d’Alessandro è una esperienza particolare, la sua capacità comunicativa e la ricchezza delle sue esperienze ammaliano e incuriosiscono.

La sua è una storia a cavallo fra due continenti, gli Stati Uniti e l’Italia, fra l’agile pragmatismo americano e la creatività italiana, inserita in un sistema barocco di gestione degli affari. Anna studia architettura a San Antonio, in Texas. Dopo il Bachelor torna in Italia e si accorge che non c’è reciprocità dei titoli universitari.

Poco importa: essendo cresciuta all’estero, desidera approfondire la storia e la cultura italiana. Torna all’università, questa volta in una facoltà umanistica e arriva fino alla specializzazione e al dottorato di ricerca in “Cultura dell’età romano-barbarica”.

“Ho sempre amato la storia e ho voluto approfondire gli aspetti sociali ed economici di quel particolare periodo perché li trovo molto affini ai nostri giorni. I primi 4 secoli del medioevo hanno visto prima lo scontro e poi l’incontro di culture molto diverse tra loro ed è stato molto interessante studiare come sono stati gestiti i cambiamenti sociali ed economici. Dal passato ho imparato molte tecniche e dinamiche sociali che mi sono poi servite nel mio lavoro quotidiano”.

Una volta apprese le dinamiche della gestione dei cambiamenti, la voglia era quella di sperimentarle anche nella vita quotidiana. A quel punto torna a farsi sentire il pragmatismo americano e Anna inizia a volersi confrontare con il mondo del lavoro. E’ venuto naturale occuparsi di scambi interculturali e di relazioni internazionali per le imprese interessate ad aprire nuovi business all’estero.

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Lavorare a livello internazionale significa per prima cosa interagire con culture, modi di fare e consuetudini sociali diverse. Un imprenditore, per avere successo, deve sapersi presentare correttamente, gestire la propria immagine in modo efficace e in tempi brevi. Solo così raggiungerà il proprio obiettivo di business. Non importa quale sia il tipo di impresa, le tecniche non cambiano ma bisogna sapersi confrontare con il diverso e con i continui cambiamenti che la società globale di oggi ci impone.

“Il cambiamento deve avvenire, prima di tutto, dentro di noi. Non possiamo semplicemente pensare di continuare a comportarci come facciamo di solito e ritenere che le persone possano percepire la nostra evoluzione. Dobbiamo imparare a presentarci in modo sintetico, lanciando pochi ma precisi segnali e lasciando agli altri lo stupore della scoperta e la voglia di approfondire.”

E veniamo alla Aldebaran Distribution e all’idea di portare i cartoni animati italiani nel mondo. Anna voleva creare una società che rappresentasse la sua personalità creativa e pragmatica allo stesso tempo, dove poter mettere a frutto tutta la sua esperienza internazionale.

“Il settore dell’animazione, a mio avviso, è pura espressione della capacità creativa italiana, che nulla ha da invidiare al resto del mondo. Per vari motivi sociali, culturali e legislativi, l’animazione italiana ancora non ha trovato piena espressione a livello internazionale.”

La mission di Aldebaran è proprio quella di aiutare i produttori di animazione italiani a farsi conoscere nel mondo e ha già ottenuto risultati notevoli. E’ stata la prima società italiana in assoluto a vincere il prestigioso premio “International Pitch Award” al MipJunior in Cannes dove è risultata fra le top 10 rating companies.

Per incontrare questa affascinante e positive donna, per scambiare nuove idee e costruire nuove strategie per raggiungere nuovi mercati, contattate Anna on www.alderbarandistribution.it e ditele che vi manda Claudia.


Claudia Bettiol

IT Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Consulente per lo Sviluppo Turistico dei Territori, specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli ENG Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Consultant for the development and promotion of the Touristic Development of Territories specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses

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