A Roma nel Seicento nasce quel movimento artistico che verrà chiamato Barocco, e che si diffonderà anche a Napoli, in Puglia, in Sicilia, poi in Europa ed in Sud America.

Sarà l’arte della Controriforma Cattolica e verrà diffuso soprattutto dai Gesuiti.

Adesso l’arte doveva essere stupefacente, mentre il Rinascimento aveva puntato alla ragione ora si ha come obiettivo il sentimento e l’irrazionale.

Ed è un movimento anticlassico, nel senso che le memorie dell’antichità vengono rielaborate e stravolte: le colonne si attorcigliano, il cerchio diventa ellisse.

Così come anticlassico era stato secoli prima lo stile gotico, arrivato nel 1200 dalla Francia.

Ora si vuole colpire la fantasia per dare l’idea dell’infinito.

Le opere di Bernini, Borromini e le pitture del Caravaggio devono dare l’idea del miracolo. Nelle costruzioni c’è anche uno sfoggio di ricchezza, con oro e marmi preziosi, e grandi spese.

A Roma nell’architettura avvengono operazioni diverse: si costruiscono nuove chiese partendo dal modello della Chiesa del Gesù, fatta dal Vignola a fine 500, oppure si interviene sulle chiese medioevali rifacendo le facciate e riempiendo le pareti con strutture superdecorate.

Nelle nuove chiese spariscono le navate, c’è un unico salone con cappelle laterali.

Nelle basiliche paleocristiane si aggiungono invece cappelle laterali, come in Santa Maria Maggiore.

In San Giovanni in Laterano al Borromini viene dato l’incarico di rivestire le colonne con paraste e statue.

Unendo architettura e scultura si ottengono effetti scenografici prima sconosciuti.  

Fortunatamente vengono conservati i pavimenti cosmateschi ed i campanili del 1200, le absidi con mosaici, i cibori marmorei come quelli di san Giovanni e san Paolo.

Nel ‘700 il Barocco si alleggerisce nel Rococò, diventando anche l’arte della Corte.

In molte chiese poi, dal 1890 al 1935, queste sovrapposizioni barocche e rococò sono state eliminate, in modo discutibile, per scoprire le forme antiche, come è successo a Santa Sabina, a Santa Maria in Cosmedin e in tante altre.

I più grandi artefici del Barocco Romano sono stati Bernini e Borromini.

Gian Lorenzo Bernini arrivò a Roma da Napoli nel 1606, con il padre Pietro e tutta la famiglia. Aveva 8 anni, il padre era scultore e anni dopo scolpì insieme al figlio la Fontana della Barcaccia di piazza di Spagna.

A 20 anni Gian Lorenzo ricevette dal cardinale Scipione Borghese, nipote di Paolo V, l’incarico di scolpire le statua per la sua grande Villa.

Dal 1618 al 25 realizzò il David, il Ratto di Proserpina, l’Apollo e Dafne….e divenne famoso.

Nel 1623 fu eletto papa Urbano VIII Barberini, che sarà il suo sponsor fino al 44, e gli affiderà l’incarico per il Baldacchino di San Pietro.

Nel 1644 subentrò papa Innocenzo X Pamphili, famiglia fieramente avversaria dei Barberini, per cui ci fu una pausa lavorativa, e Borromini divenne l’architetto ufficiale della famiglia.

Nel 1651 Gian Lorenzo realizzò però la Fontana dei Quattro Fiumi, uno dei suoi capolavori.

Nel 1655 cambiò di nuovo Papa, fu eletto Alessandro VII Chigi, e Bernini progettò la chiesa di Ariccia, quella di Castel Gandolfo e Sant’Andrea al Quirinale. Nel 1665 si recò per alcuni mesi a Parigi su invito del Re Sole, cui consegnò un progetto per il Louvre.

Tornato a Roma, ormai viveva come un principe, con decine di allievi.

Progettò le statue sul Ponte di Castel Santangelo e la sua opera più impegnativa, il Colonnato di Piazza San Pietro. Morì nel 1680.

Francesco Borromini invece era arrivato a Roma nel 1619 mescolato con i pellegrini, facendo tutta l’Italia a piedi.

Era nato venti anni prima in un paese sul lago di Lugano, poi aveva cominciato a lavorare a Milano. A Roma iniziò la collaborazione con il Maderno, poi fino al 1630 fece l’architetto insieme al Bernini, che aveva un anno più di lui ma era già ricco e famoso.

Nel 1634 ebbe il primo incarico autonomo con San Carlo alle Quattro Fontane, ed iniziò qui la rivalità col Bernini.

Ebbe l’incarico dall’Università di disegnare Sant’Ivo alla Sapienza, quindi per i Pamphili fece Sant’Agnese a Piazza Navona, la Galleria Spada, l’Oratorio dei Filippini e curò il rifacimento interno della Cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano.

Ma dal 1655 il suo rivale tornerà ad avere tutti gli incarichi e il Borromini andrà in depressione. Nel 67 morì trafitto da una spada, forse suicida.

È stato un grande architetto barocco, il suo stile molto originale si basa sulla contrapposizione tra curve concave e convesse.

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