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Durante le ventidue ore di volo ho dormito poco, ma ho fantasticato tanto. L’aeromobile della Jetstar Airway atterra al Tullamarine di Melbourne in perfetto orario.

Dopo un accurato controllo ai bagagli da parte delle autorità aeroportuali, finalmente mi avvio all’uscita e la prima cosa che vedo è lo smagliante sorriso di Carmela D’Amore. Ci incontriamo per la prima volta. Primo sguardo, primo sorriso e grande simpatia.

Carmela D’Amore – foto di Joe Vittorio

– Dove andiamo?

– A Sorrento, a casa mia.

– Che strano, una città in Australia che si chiama Sorrento!

– Siamo nello stato di Vittoria, Sorrento è una deliziosa cittadina turistica sulla baia di Port Phillip. Vedrai, ti piacerà.

– Ne sono certa.

Inizia l’avventura australiana. Prima di lasciare Melbourne andiamo da Brunetti a mangiare qualcosa. Quando entriamo da Brunetti ho la netta sensazione di trovarmi nel regno dei golosi.

Tantissimi banconi da esposizione strapieni di dolci, trionfo dell’Italia pasticcera. Un cannolo e un caffè sono la mia prima colazione nella terra dei canguri.

Lasciamo quel paradiso di leccornie e ci immettiamo su un’autostrada a più corsie, credo a cinque. Il paesaggio è bellissimo, da lontano vedo le vette innevate dell’High Country ma siamo sulla costa.

Lasciamo l’autostrada direzione Sorrento. Pochi minuti e siamo a casa di Carmela. Mi sento subito a mio agio.

– Ti andrebbe di cucinare qualcosa insieme?

– Certo.

Da un enorme frigo Carmela prende delle verdure. Il piano da lavoro della cucina si colora del viola delle melanzane, del rosso dei pomodori, del giallo dei peperoni, del verde delle zucchine e del sedano, dell’arancio delle carote e del rosa delle cipolle.

Mi guarda sorridendo.

– Tutti questi colori mi ricordano la nostra terra.

Lancio la mia proposta di preparare una lasagna rustica siciliana e Carmela sfodera uno dei suoi smaglianti sorrisi e acconsente.

Ricambio il sorriso e ostento sicurezza. Confesso a me stessa la paura di dover cucinare con una cuoca internazionale molto famosa, ma non lo dico.

Iniziamo a pulire le verdure ed a chiacchierare come due amiche che non si vedevano da tempo.

– Di dove è originaria la tua famiglia?

Sorride ancora e le si illuminano gli occhi. Così inizia quello che doveva essere un dialogo ed invece è un monologo.

– Nel lontanissimo 1954, i miei genitori Sarina e Salvatore giunsero in Australia da Milazzo, un paese dalla Sicilia. Erano giovani, avevano pochi bagagli, ma tanti sogni. Anche i miei nonni paterni sono venuti in Australia fuggendo da guerre e carestie.

Questa terra lontana, sconosciuta ed immensa era per loro il domani sereno, un lavoro sicuro e una buona vita tanto sognata.

Nonno Stefano, il papà della mia mamma, era un Rais della tonnara di Milazzo, anche mio nonno e il bis e tris-nonno lo erano.

La mia nonna materna era una cuoca, figlia di cuoco, tutti nella famiglia materna erano dei cuochi, non potevo io non essere una cuoca.

La guardavo fiera nel narrare la storia della sua discendenza, tra Rais e cuochi traspariva l’orgoglio di una siciliana lontana dalla sua terra. Smette di parlare ed inizia a sbucciare le cipolle.

– Sai, sono cresciuta nel ristorante dei miei genitori tra il gustoso e profumato cibo che cucinavano. Mi hanno portata sempre con loro, quando ero una bimba di poche settimane, la mia mamma mi metteva a dormire in una bacinella.

Come vedi sono cresciuta in mezzo al cibo. Ho sempre cucinato le antiche pietanze delle donne della mia famiglia per non dimenticare e soprattutto, per non fare dimenticare la Sicilia. Ho visto sempre ricette, pietanze e dolci come se fossero delle lunghe e robuste radici che mi legano a quella lontana terra tanto amata.

Carmela rimane in silenzio alcuni secondi, si ode solo il rumore del coltello sul tagliere dove sto affettando le carote. Poi riprende a raccontare con voce squillante e sopraffà il rumore del coltello.

– Dopo la morte dei miei genitori ho sofferto molto, ma è stato anche un momento di crescita e di grandi decisioni. Ho conservato le ricette delle donne cuoche della mia famiglia e ho deciso di raccontare la storia della cucina povera siciliana.

Da questa mia idea è nato il mio primo libroCucina povera di Carmela”. In quel periodo sono entrata a far parte della Federation of Italian Chef e sono stata Presidente della Lady Chef.

Ho imparato ad amare tutte quelle pietanze ed a pensare al grande patrimonio culturale che portavano con loro. Poi ho scritto il mio secondo libro “Il cuore della tavola”.

Faccio parte di un’organizzazione di donne che hanno lo scopo di promulgare la cultura siciliana attraverso la cucina per mantenere vive le tradizioni, così periodicamente organizziamo dei viaggi culturali in Sicilia per le nuove generazioni.

Da questa esperienza prende vita il mio terzo libroUnstoppalbe Women of Faith”. Donne che hanno sofferto e che attraverso la fede hanno combattuto quel dolore trasformandolo in fonte di sostegno per chi soffre.

Poi, per quelli che non sanno cucinare, ho scritto “101 modi per trasformare il modo con cui cucini”.

Nel mio ristorante si mangia siciliano e sono ben lieta di quello che cucino perché piace ai miei ospiti.

Tutto ad un tratto smette di raccontare e mi invita a cucinare questa lasagna.

– Tra un po’ verrà Marco, mio marito, lui è palermitano, apprezzerà questa pietanza.

La osservo muoversi con velocità e maestria, tra le padelle, la pentola e la spianatoia dove sta tirando la lasagna.

Mentre ascoltavo il suo racconto, ho pensato ad una bimba in terra straniera che parla solo il dialetto siciliano affrontando e superando tante difficoltà.

Chiudo gli occhi e cerco di immaginare la famiglia di Carmela. Le donne cuoche e gli uomini Rais. Tutti hanno lasciato in lei il seme delle profonde radici della Sicilia.

Carmela ha un’indole socievole e collaborativa, frutto dei grandi valori inculcatele dalla sua splendida famiglia. Da grande chef ha scritto dei libri di cucina molto interessanti, dove oltre al cibo ha dato risalto all’infinito amore per la terra dei suoi antenati.

Carmela D’Amore vive in Australia, ma, conosce i segreti dell’accoglienza siciliana e si sta prodigando affinché le nuove generazioni non dimentichino le proprie radici.

La osservo mentre sta mettendo la teglia di lasagne nel forno e le chiedo:

– Carmela hai un sogno nel cassetto?

– Si, come tutti. Vorrei abitare parte dell’anno in Sicilia, cucinare siciliano come i miei avi, costruire le fondamenta per un legame invisibile ma reale tra la mia generazione ed i giovani attraverso il cibo.

Un buon odore viene fuori dal forno, la lasagna rustica siciliana è pronta. Due donne e una lasagna.

L’Australia e la Sicilia. 

Carmela, la grande chef che sogna di cucinare nella terra dei suoi avi le loro antiche e povere ricette.

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