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Anche Cave è attraversata dalla via Francigena del sud, una via percorsa nel medioevo da pellegrini che andavano in Terra Santa e da chi cercava di utilizzare sentieri meno battuti da malfattori e conquistatori.

Si riconosce l’antico percorso nella parte bassa della città, quella vicino l’antica porta medioevale, e si riconoscono ponticelli che attraversano fossati. Alcuni di questi sono moderni ma altri sono decisamente antichi, forse medioevali?

Cave si trova su una altura circondata da fossati, perfetta per la difesa nel medioevo ma una disgrazia per i collegamenti in tempo di pace, quando la ricchezza di un paese è data dal commercio di beni e produzioni locali.

Era chiaro che per favorire gli scambi si dovessero costruire ponti e a Cave si trovano ponti di ogni epoca e stile. Il più suggestivo per la forma e la grazia è un ponte del 1621, la sua mancanza di simmetria lo rende particolarmente attraente ed è un luogo amato dagli artisti del paesaggio.

Poi arriviamo al Settecento e alla potenza del neoclassicismo con un maestoso ponte ad arcate, detto ‘ponte vecchio’ sul quale finalmente poteva transitare il progresso e gli scambi commerciali. Era da poco avvenuto un terremoto e quel ponte così solido ispirava fiducia e certezze.

Con il ponte a Cave fioriscono i commerci e inizia un periodo di entusiasmo che porterà emotivamente fino al ponte nuovo. Siamo arrivati nel 1904 e accanto a quello settecentesco viene realizzato un nuovo ponte capace di ospitare sia una strada che la ferrovia della linea Roma –Fiuggi.

Il ponte è una delle prime costruzioni in cemento armato ed è un orgoglio di ingegneria per il tempo. Sarà il segno di un nuovo cambiamento socio-economico di Cave. L’arrivo della ferrovia con la stazione fa scoprire a Cave da migliaia di persone. Con loro arrivano nuove idee e nuove esigenze e Cave viene scelta come stazione idro-climatica per il suo fresco in estate e come un luogo di rifugio dei ricchi Romani.

Nei primi del Novecento a Cave viene costruito un nuovo quartiere in stile floreale o liberty e il paese diventa conosciuto in tutta Roma come un luogo di villeggiatura.

Le automobili portano poi nuove esigenze, e per loro si cambia definitivamente tutto l’assetto urbanistico del paese. La piazza davanti la Collegiata viene aperta su due lati per permettere il passaggio di una importante arteria di comunicazione. Anche qui la nuova strada passa su un imponente viadotto in cemento armato che ne allarga la carreggiata altrimenti troppo stretta per le automobili.

Non si può fermare la modernità!

L’ultimo ponte è quello che ricostruisce l’unità del paese, che ricollega la pare moderna e quella antica. È un ponte pedonale in ferro e legno che collega la zona rinascimentale e moderna con quella medioevale.

Con questa ultima infrastruttura il centro è tornato a vivere, si è aperta la sezione del Museo Ferri del presepe monumentale, il comune ospitato nell’ex convento di Santo Stefano è di nuovo il cuore del paese.

Il ponte praticamente ripercorre in quota l’ultimo tratto della via Francigena e, al tramonto, regala al viaggiatore le stesse suggestioni medioevali, ma in modo nuovo!


Claudia Bettiol

IT Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Consulente per lo Sviluppo Turistico dei Territori, specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli ENG Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Consultant for the development and promotion of the Touristic Development of Territories specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses

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