Ogni artista sembra pigro finché non trova la sua vena e il suo personale modo di comunicare. E’ accaduto anche nella ceramica dove Giuseppe Facchinello ha inaugurato una linea artistica personale che potremo definire ceramiche espressioniste. 

E’ accaduto anche a Giuseppe Facchinello, che aveva mostrato inizialmente poca verve per il mondo dell’arte fino a quando ha visitato una mostra su Van Gogh, allora è avvenuto il risveglio del suo interesse verso questo mondo. I lunghi capelli sono allora tornati al loro posto e, usando un’analogia inversa della storia di Sansone, Giuseppe ha guadagnato la sua forza quando ha chiesto al fratello di tagliarli.

Poi una malattia gli ha impedito di proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti, ma non di visitare ripetutamente musei come il Guggenheim di Venezia. Oggi ha capito che il valore della scuola è quello di mettere su un piatto tutti i cibi della vita per permettere ad un ragazzo di poter selezionare. Così Giuseppe ha assorbito i colori da Van Gogh e le immagini da Matisse.

Tuttavia, per un artista amante del colore e impegnato a realizzare forme ceramiche, esistono due ulteriori sfide per la creatività. La prima è la natura tridimensionale degli oggetti in argilla che permette all’artista di creare segni particolari nella ceramica cruda prima della cottura; queste caratteristiche poi rimangono come uno scheletro su cui si possono sovrapporre le immagini colorate. La seconda sfida è quella di rendere i colori delle tinte primarie brillanti attraverso un vivace smalto cotto.

L’opera dipinta inizialmente appare opaca e senza vita rispetto a quello che l’artista sogna di far emergere dal forno. Un vero artista deve essere in grado di affrontare queste sfide: Giuseppe ha dovuto imparare a disegnare a mano libera e ad avere una “mano vuota”. E’ capace di meditare forse anche per un’ora fino a quando la sua mano non è pronta a lavorare con ispirazione per pochi secondi, circa 40. Quello che poi vediamo nelle sue opere sono i risultati, ma non il pensiero interiore dell’artista.

Oggi il suo stile unico e personale può essere definito Espressionismo nella Ceramica. Giuseppe sa che mentre le sue opere sono apprezzate e hanno oltre passato il cancello entrando nel campo della vera arte, il suo apprendistato è un’avventura che durerà tutta la vita.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine

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