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Quando circa 18 anni fa ebbi l’occasione di visitare il paese, fu amore a prima vista.

Io e la mia famiglia già frequentavamo l’Abruzzo, in quanto mio suocero originario di Alfedena aveva trasmesso a mio marito, già da piccolo, l’attaccamento a quei posti e per i luoghi di un retaggio storico e culturale.

L’estate, le nostre vacanze di agosto sono da sempre dedicate alla montagna e anche le nostre figlie sono cresciute in questo clima.

Capitò di andare a trovare dei nostri cari amici, già stabilmente trasferiti a Civitella e di cominciare a viverne ogni dimensione tramite la collettività e la condivisione di intere giornate. Anche in momenti caratteristici come Natale e Pasqua, quando il paese è vivo di eventi tradizionali e festeggiamenti.

La neve, il presepe, la fiaccolata, le celebrazioni religiose ed il calore degli abitanti ci conquistarono il cuore. La bellezza del piccolo paese, la natura selvaggia e il profumo del tempo passato scolpito nella pietra, ci hanno legato indelebilmente a questo posto di sogno, rendendoci nel tempo parte integrante della sua realtà.

Trovammo quindi, tramite i nostri amici, una casetta in affitto per tutto l’anno: un appartamentino caratteristico e funzionale nel cuore di questo suggestivo borgo medievale, nei pressi di piazza Mercato.

Qui la vita si fermava dilatandosi, assaporo ancora adesso l’atmosfera nostalgica della convivialità, dell’amicizia scevra da condizioni ed età, dall’imposizione della fretta e dei ritmi frenetici.

Le ragazze sono cresciute tra questi vicoli che custodiscono i loro giochi: le ‘cacce al tesoro’, le scivolate con carretti di legno, il pallone, le loro corse all’aria aperta a contatto con l’espressione più genuina di un vero ambiente privilegiato.

Hanno coltivato amicizie vere che durano dall’epoca del nostro arrivo, una comitiva affiatata che vive l’estate in una dimensione alternativa rara ormai da trovare.

Le stagioni si snodano alternando paesaggi e colori, amo passeggiare e vivere in questi quadri caratterizzati dai rioni, dalle imponenti scalinate, dai grandi portali e la pietra viva. Tra le stradine e i sanpietrini che custodiscono angoli suggestivi, caratterizzati dai balconcini in ferro battuto e dai davanzali ornati da variopinti gerani discendenti.

Civitella Alfedena by Benedicta Mary Lee

Civitella Alfedena rispecchia fedelmente la connotazione dell’antico borgo di montagna, strutturato a misura d’uomo, rispettando la sua identità e le sue origini storiche e culturali. Armonica e stupendamente ubicata concede una dimensione onirica e per me ormai è casa, un posto magico dove ritemprare lo spirito e dove trovare ispirazione.

L’estate

L’estate la comunità si attiva nella preparazione di eventi attrattivi che sono la sua tradizione. Baluardo culturale di inizio agosto è il Festival “Ste parole che vaij ‘rracchiappenne” che si svolge nel Centro Culturale del paese ospitando il teatro dialettale.

Il resto del mese offre eventi folkloristici quali la “Sagra della Scurpella” una locale pizza fritta circolare, preparata durante la nottata precedente da varie persone e dai ragazzi del paese. Si sporcano le mani, respirano la farina, loro le nuove generazioni, vivono la compartecipazione attiva alle tradizioni del borgo.

Chi collabora alla realizzazione, ha il privilegio di assaggiare la scurpella calda, appena fritta, e condividere la fatica nello sbattere l’impasto a mano secondo l’antico metodo tramandato di generazione in generazione.

Il giorno della festa, serpeggia una frenesia silente che anima il paese di una trepidante attesa.

La prima volta che ho seguito la sfilata, rigorosamente in costume tipico, ne sono rimasta rapita. La musica, i balli folkloristici sono l’anima di una storia, l’emblema di una gioia semplice, il rispetto di ciò che è stato si riflette nei volti accesi che termina nell’armonia dell’accoglienza, vino e la vendita di dolci.

Mia figlia, divenuta civitellese ad honorem, partecipa vestita con il costume d’epoca fin da quando era piccola.

Il 21 Agosto, tutti i membri della mia famiglia, compreso il mio nipotino, che lo scorso anno ha intrapreso la sua prima esperienza, si apprestano ad affrontare il pellegrinaggio al Santuario proprio della Madonna nera di Canneto, evento irrinunciabile, in cui parte la tradizionale Compagnia del paese, che annualmente si rinnova includendo piccoli neofiti.

Il più giovane del pellegrinaggio porterà al ritorno la fronda simbolo del paese in cammino.

Vedere mio nipote scendere affaticato, ma orgoglioso di questo ruolo, mi ha profondamente commosso, donandomi la consapevolezza che quest’evento che lo forgerà negli anni a venire, è stato e sarà per lui, come per noi, una grande opportunità.

L’ultima settimana è dedicata al Civitella Alfedena Folk Festival, canti e balli popolari frastornano le strade e o vicoli culminando con la serata “Te l’ho portata la serenata” canti d’amore e serenate in un’atmosfera pregna di sentimento e storia che affiora in ogni pietra di questo borgo accattivante.

Abitando per anni in quel rione ne ho potuto assaporare ogni risvolto, condividendo l’ebrezza della preparazione, e la bellezza di quella serata in cui tutto si ferma sulle scale di piazza Mercato.

Dopo l’estate arriva l’autunno

La montagna vive e colpisce, i boschi, le radure, le scarpate, i sentieri, il lago azzurro in cui si specchia, la natura muta al susseguirsi delle stagioni, le chiese, le fontane, le case di pietra parlano del loro antico retaggio.

Nelle giornate autunnali il paesaggio si veste del verde dei faggi, che sfumano nei toni del giallo-marrone accostato al fiammeggiante rosso degli aceri, e si respira un inebriante profumo che chiama riportando odori e sapori di un tempo perduto, che qui rinascono, risvegliando memorie sopite.

Civitella Alfedena by Benedicta Mary Lee

E l’inverno…

L’atmosfera rarefatta e l’aria rigida e secca dei 1200 metri ci accompagna nei lunghi silenzi d’inverno, il bianco della neve che copre e accompagna un’incantata solitudine raccontata dal suo diegetico sonoro. Una bomboniera spolverata di zucchero filato, Brigadoon si nasconde nel rigore dell’inverno per riapparire il 30 Dicembre quando ha luogo la bellissima e suggestiva “Fiaccolata”.

Dalla Rotonda Panoramica di Santa Lucia si possono ammirare, sulle pendici delle montagne circostanti figure illuminate che brillano nel buio della notte, accompagnate da musica e suoni.

La fiaccolata termina con la sfilata delle torce tremolanti che vanno ad alimentare un grande falò al centro della rotonda e con fiumi di vin brulè che scalda e unisce nella serata più emblematica prima della fine dell’anno.

Situato lungo le strade e piazze del paese si può ammirare il particolarissimo presepe di carta pesta a grandezza naturale, dotato di sonoro e ambientazioni realistiche fino alla grotta dove è posta la Sacra Famiglia. Anch’esso imbiancato è il preludio e l’abbrivio al Santo Natale.

Le feste vissute qui hanno un’intensità diversa, hanno un sapore di buono, di antico, rumore di festa e suono di campane e il paese ne condivide la gioia come più nessuno fa.

Civitella ha un suo inno scritto da un talentuoso musicista locale che cita i suoi abitanti come figli delle stelle, le ragazze son tutte belle e i ragazzi sono figli del Paradiso, mentre il ritornello ripete festosamente “Civitella sei la più bella!”

Ho trovato la magia distesa tra i monti di ogni speranza, un angolo di Paradiso dove il tempo è irreale, dove la vita semplice esalta alcuni valori fondamentali facendo capo alla memoria.

Ogni volta che parto so che tornerò, qui, dove lascio un pezzo di cuore, qui, perché Civitella è ‘u paese me’.

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