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Le Reti di Imprese possono essere un modello per la ripresa del paese nel dopo Covid19.

Il modello di rete territoriale di imprese è ormai diffuso nel paese e può configurarsi come la via maestra per fare ripartire le piccole attività imprenditoriali. Se ben progettati possono ri-animare la vita dei centri e, al contempo, gli ambiti territoriali omogenei di riferimento. Questo porta ad una ricostruzione del tessuto economico e sociale.

Il fenomeno delle reti territoriali di imprese si è tanto sviluppato negli anni scorsi, anche se la sua diffusione nel paese non è omogenea. Si evidenzia una forte e generalizzata presenza al nord, una buona presenza in Emilia Romagna, in Puglia e nel Lazio.

La costituzione di reti di imprese è stata incentivata dalla Regione Lazio, che ha investito molto nella realizzazione di un sistema ramificato, volto in particolare alla salvaguardia e allo sviluppo dei sistemi commerciali e produttivi di ambito omogeneo.

Punto cardine della politica regionale è stata l’introduzione della figura del Manager di Rete, da scegliere tra professionisti di riconosciuta esperienza, per una gestione di tipo professionale.

Con il contributo regionale, nel 2017, sono nate 161 reti di impresa, diffuse sull’intero territorio, alle quali si sono aggiunti altri sodalizi nati sull’onda di quelle iniziative.

Tra le esperienze di maggiore successo, si evidenziano le reti costituite a Colleferro e nel suo intorno: Colleferro Commerciale, Paliano Opera Mista, Serrone in Excelso, Rete di Imprese Olevano Romano.

Tutte queste, oltre ad avere dato vita a programmi di rete coerenti in una logica di comprensorio, si sono poi aggregate costituendo Le Campagne Romane, un sodalizio a più ampia scala.

Una aggregazione proiettata ad allargare i propri interessi su tutta l’area riconosciuta come la Valle dei Latini che comprende territori della Città Metropolitana di Roma Capitale, della Provincia di Frosinone e della Provincia di Latina.

E’ stato proprio durante l’organizzazione in rete che è nato il progetto Colleferro ‘900, che ha permesso a Colleferro e al suo ambito, di conquistare il Titolo di Città della Cultura della Regione Lazio 2018.

In quel caso, la valorizzazione territoriale e il recupero di valori come l’identità e i tratti connotanti delle città e delle comunità coinvolte sono stati realizzati attivando le reti territoriali collegate tra loro. Il metodo ha funzionato e l’attività delle reti di imprese non si è limitata alla gestione dei singoli progetti, ma è andata oltre, generando nuovi processi di sviluppo.

Questo ha portato l’effetto di aver migliorato la brand reputation di un intero territorio.

Seguendo il percorso di Colleferro, altri ambiti territoriali stanno progettando il loro futuro. Tra questi, il Mare di Circe, con San Felice Circeo, l’Isola di Ponza  e l’Isola di Ventotene, e Arpino, la Città di Cicerone, candidata a Capitale Italiana della Cultura 2021.

Questo è il lavoro che facciamo con il gruppo Ri-Gymnasium.

Sulle reti di imprese, territoriali e di filiera, dunque, si può immaginare l’attivazione di processi di sviluppo, per il dopo Covid19, in grado di soddisfare le esigenze delle singole imprese, all’interno di un generale soddisfacimento.

Perché questo possa accadere si rendono necessarie però necessarie due condizioni: la propensione a lavorare in rete e la disponibilità ad investire sulla professionalità e su progetti che abbiano una visione a breve, medio e lungo termine.

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