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Prima di iniziare a parlare di rigenerazione urbana, sarà opportuno chiarirci sul significato di città, in modo da evitare fraintendimenti rispetto agli obiettivi che vogliamo raggiungere.

Le origini – Archivio multimediale “Città Morandiana”

Oggi intervenire sul tessuto urbano significa ripensare la sua struttura fisica, nell’ottica delle esigenze del vivere contemporaneo e di una visione del futuro, soprattutto tenendo conto dei suoi caratteri identitari e connotanti.

La città, ontologicamente, non è. La sua fisicità è solo una parte del suo esistere, in quanto organismo complesso. L’altra parte, la più importante, è la comunità grazie alla quale la città vive, cresce e assume una sua riconoscibile identità.

Questo principio, più filosofico che tecnico, è il presupposto dei nostri progetti per lo spazio pubblico. Ed è opportuno che la politica accetti il confronto, avendo il coraggio di fare sintesi tra le tesi che arrivano dallo studio ai più alti livelli della ricerca scientifica e le pulsioni provenienti dalle comunità insediate.

Nascita della Fabbrica – Archivio multimediale “Città Morandiana”

Il progetto dello spazio pubblico, diventerà, così, concreta occasione di un piano di rigenerazione urbana e non si ridurrà alla solita, sterile operazione di maquillage. Al contempo, sarà, per la comunità, strumento di crescita sociale, culturale, economica, di coinvolgimento, di partecipazione attiva, di coesione e inclusione sociale. La comunità ritroverà, nella città, la sua identità e i tratti connotanti del suo appartenere ad essa.

In questo modo è nato il progetto Ri-Gymnasium per Colleferro , per il quale, la chiave è stata la riscoperta, la tutela e la valorizzazione, del nucleo originario di fondazione, la Città Morandiana, su cui si sta costruendo un nuovo modello di sviluppo, per la città e per il comprensorio.

Piano Morandi – Archivio multimediale “Città Morandiana”

Il caso della Città Morandiana di Colleferro

Colleferro nasce dalla spinta del governo Giolitti che ha la necessità di sviluppare l’industria bellica italiana e, dunque, promuove investimenti privati per la realizzazione di fabbriche di esplosivi.

Fabbrica BPD – Archivio multimediale “Città Morandiana”

Da questo impulso, nel 1912 nasce la società B.P.D. Bombrini – Parodi Delfino. La sede della fabbrica è l’area della stazione di Segni-Paliano a sud di Roma, un importante centro di comunicazione che ancora oggi è al centro di qualsiasi intervento di rigenerazione.

La comunità – Archivio multimediale “Città Morandiana”

L’attività imprenditoriale della B.P.D. grazie all’intelligenza e alla lungimiranza di Leopoldo Parodi Delfino, unisce all’espansione produttiva quella sociale, rivolta ai lavoratori della fabbrica. Per certi versi un anticipatore di alcuni imprenditori illuminati come Adriano Olivetti

Dopo la Prima Guerra Mondiale le produzioni di Colleferro iniziano a diversificarsi, si amplia l’area produttiva e cresce il numero dei lavoratori impiegati. Alla fondazione, nel 1916, del primo villaggio operaio liberty di Michele Oddini, segue nel 1935 la nascita del nuovo Comune di Colleferro.

Leopoldo Parodi Delfino affida al giovane Ingegnere Riccardo Morandi la progettazione del Piano di Fabbricazione della nuova città: nasce la Città Morandiana.

Morandi qui lavorerà fino agli anni ’70, sperimentando l’uso del cemento nelle sue estreme e nuove applicazioni, tra cui il precompresso e il Telaio Morandi, essendo colui che

«Ebbe la ventura di realizzare il sogno di Le Corbusier: quello di costruire un’intera città, Colleferro»

(M. Orazi).

Riccardo Morandi dirà:

«Sono entrato nel campo dell’architettura dalla porta di servizio, a un certo momento gli altri si sono accorti che facevo architettura».

Piazza Italia – Archivio multimediale “Città Morandiana”

Il centro del Piano Morandi è rappresentato da Piazza Littoria (oggi Piazza Italia), uno spazio dove si ritrovano gli elementi tipici della Città di Fondazione: il porticato, la casa del fascio e il municipio. La chiesa di Santa Barbara, disegnata dallo stesso Morandi, spostata dalla piazza e inquadrata in una prospettiva estremamente suggestiva, è caratterizzata dal pronao e dalla torre campanaria, realizzati in conglomerato di cemento lavato.

L’aspetto monumentale e rigido del cuore civico cittadino, si ammorbidisce sinuosamente nello sviluppo del piano urbanistico che, nella parte residenziale, segue l’orografia del terreno con elementi formali riconducibili alla città giardino inglese.

Chiesa di Santa Barbara – Archivio multimediale “Città Morandiana”

Colleferro è sintesi delle Città di Fondazione del ‘900, urbanisticamente nasce come Villaggio Operaio Liberty, con abitazioni e servizi primari per le maestranze, e si sviluppa negli anni ’30 diventando Città Aziendale, con un linguaggio tipico dell’architettura razionalista e della Città Giardino.

L’intervento di Ri-Gymnasium

Abbiamo cominciato costituendo le reti di imprese, concepite con legami stretti alla pubblica amministrazione, necessarie a supportare il progetto Colleferro ‘900, con il quale comunicare la bellezza complessa dello spazio urbano.

Una azione volta all’esterno ma anche ad alimentare la percezione del valore del nucleo di fondazione tra i cittadini residenti.

Con “Colleferro ‘900” la città ha conquistato il titolo di Città della Cultura della Regione Lazio 2018 e il nucleo di Fondazione è diventato Complesso Monumentale Città Morandiana.

Mercato – Archivio multimediale “Città Morandiana”

Questo lavoro sulla ricerca identitaria e sulla comunicazione ha visto protagonisti il Sindaco Pierluigi Sanna e l’intera amministrazione comunale, in una visione condivisa e ad ampio spettro. Grazie alla condivisione ha innescato un processo di rinnovata consapevolezza e di orgoglio, nei cittadini residenti e in chi arriva da fuori, rispetto alla percezione del valore e della bellezza della città.

Tutto ciò, unito ad un lavoro coerente sulla qualità fisica dello spazio urbano e delle strutture che ne sono parte, ha consentito a Colleferro di essere dichiarata Capitale Europea dello Spazio 2021.

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