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Quando pensiamo alla Cina e all’orientale, immaginiamo sempre una cultura ed un territorio molto diversi e lontani da noi. Ma se entriamo nel dettaglio possiamo trovare sorprese, ad esempio vi racconto la città di Yantai per scoprire come il Paese di Mezzo (Cina) e l’Italia hanno molti più punti in comune di quelli che pensiamo.

Yantai è una delle più importanti sulla costa del Mar Giallo nello Shandong in Cina orientale ed ha una ottima qualità della vita. Oltre a vivere di turismo, la città è un importante centro economico ed è qui che si trova la più grande produzione di vino della Cina.

Nessuno pensa alla Cina come produttore di vino, ma qui si imbottigliano oltre 3 milioni di bottiglie l’anno.

Yantai non è solo una bellissima città sulla costa e il più grande porto peschereccio dello Shandong ma la sua posizione è strategica. Da qui si può raggiungere in poche ore di treno la capitale della Cina, Pechino, mentre Giappone e Corea sono ad un tiro di schioppo.

Penglai Pavillon near Yantai, Shandong, China

Questa città non è solo mare cristallino e spiagge soleggiate ma arte e architettura. Si può trovare un mix di architettura moderna ed antica, come il Padiglione Penglai, una delle Quattro Grandi Torri della Cina. Si dice che la torre millenaria sia stata il punto di partenza degli Otto Immortali che fanno parte del Taoismo e per questo è presente in moltissime rappresentazioni.

Yantai vive anche di sacralità grazie alla montagna sacra di Monte Kunyu. Si dice che è il luogo di nascita del Taoismo e dove ci sono delle cave e delle statue appartenenti agli Otto Immortali.

Arte del Ricamo e della Carta

A Yantai la tradizione del ricamo di lana su tela di lino è millenaria. Nel 2016, il ricamo di lana Yantai è stato inserito nell’elenco del patrimonio immateriale della provincia. Anche in Italia il ricamo fa parte della cultura immateriale ed è presente in varie aree con la più antica scuola di ricamo italiana a Palermo e forse la più famosa a Venezia nell’isola di Burano. Vicino da me è famosa la scuola fiorentina e la tradizione di Palestrina che ha dato nome al punto Palestrina.

Un altro elemento del patrimonio culturale immateriale è l’arte della carta intagliata. Anche questa è molto antica in Cina ed è ancora molto diffusa. I ritagli di carta sono tradizionalmente usati per decorare le finestre, i letti, i contenitori di riso e le vasche di farina e sono di auspicio di buona fortuna per i proprietari di casa.

L’arte dell’intaglio di Yantai è molto conosciuta e viene chiamata Jiaodong (la penisola dove si trova Yantai), per la sua attenzione alla narrazione di storie, miti e leggende.

In Italia anche c’è una cultura della carta e del libro. Oltre alla Carta di Amalfi, vicino Napoli, dove si può visitare anche un Museo interamente dedicato alla carta ci sono molte scuole di restauro del libro antico. Una delle più importanti si trova nella Abbazia di San Nilo a Grottaferrata dove è stato restaurato uno dei Codici di Leonardo di Vinci. La carta e il libro sono così importanti che da oltre 400 anni vengono celebrati con una festa.

Tutte queste tradizioni artistiche e artigianali vengono festeggiate a Yantai ogni anno durante la “China (Yantai) Folk Arts and Crafts Expo”.

I fiori e Yantai

I fiori e l’armonia della natura hanno un ruolo importante nella cultura orientale e il ciclo delle stagioni viene celebrato in feste nazionali.

Nella stagione primaverile la città di Yantai è tutto un fiorire. I bianchi fiori di pera ad inizio aprile, sono una attrazione del villaggio di Xiaojiagou, a pochi km da Yantai, creando un meraviglioso ‘mare bianco’. Dopo i fiori di pera arrivano i fiori di ciliegio che colorano un tratto dell’isola di Yangma, vicino Yantai, creando uno scenario incantevole.

Ma in città di gode di distese di tulipani in primavera che la fanno diventare ancora più magica.

Se penso al mio paese, anche in Italia ci sono molte città incantevoli grazie a distese di fiori. Ad esempio Sanremo è chiamata la Città dei Fiori e si trova sulla Riviera dei Fiori in Liguria. In Umbria tutti i fotografi accorrono alla fioritura delle lenticchie a Castelluccio di Norcia che trasformano le terre da pascolo si in una tavolozza di colori sgargianti bellissimi.

Ma i fiori sono usati anche per feste tradizionali a partire dal 1600 quando i Papi hanno cominciato a celebrare feste religiose facendo ricoprire le strade dei paesi con tappeti di petali di fiore. Uno spettacolo sconvolgente è quello dell’infiorata di Genzano, uno dei Castelli Romani.

La bellezza di questo tappeto floreale è nota in tutto il mondo ed ogni anno una strada in salita di 250 metri diventa il tappeto floreale più lungo del mondo. Chi la ha vista non la dimentica.

La produzione del vino a Yantai e nello Shandong

Tornando a Yantai, alla Cina e al vino. Pochi sanno che la Cina con 13,7 milioni di tonnellate è risultata il 1º produttore al mondo di uva, con la maggiore produzione nella provincia dello Shandong dove c’è Yantai, grazie alla sua posizione geografica superiore, al clima che viene però soprattutto utilizzata per il consumo interno.

Oltre all’uva, Yantai si è guadagnata un’ottima reputazione per la sua produzione di vino e qui si trovano circa 60 Chateaux. Negli ultimi 30 anni grandi imprese hanno stabilito la loro produzione di vino in questa area che vede come protagonisti importanti produttori come Changyu, Great Wall, Junding e Grand Dragon.

Il gruppo Changyu è il più antico produttore cinese di vino e brandy della Cina ed è anche la più grande cantina di vini dell’Asia classificata al primo posto tra i 10 marchi di vino più venduti al mondo nel 2020 (soprattutto in Cina).

La vecchia sede delle cantine Changyu nel centro di Yantai è oggi stata trasformata nel Museo della Cultura del Vino e aperta per le visite. Queste cantine si trovavano a meno di 100 metri dalla costa e 1 metro sotto il livello del mare, che ha funzionato come un sistema di climatizzazione naturale per oltre un secolo.

Per sostenere la sua produzione di vino, Yantai ha sviluppato una vivace industria secondaria. La città ha attualmente più di 10 produttori di sughero, tra cui Xiangfeng Industry Trade Co il più grande in Cina. I tappi di Yantai rappresentano circa il 70% della quota di mercato nazionale.

Nel mondo è l’Italia la prima nazione per la produzione del vino. Molti dei territori di produzione sono stati iscritti nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, come la Langhe in Piemonte con il famoso Barolo, le Colline del Prosecco in Veneto e i paesaggi della Valdorcia in Toscana con il famoso Brunello di Montalcino.

Nel Patrimonio UNESCO è anche inserita la tecnica di coltivazione della vite al alberello di Pantelleria dove dal vitigno di Zibibbo si produce l’eccellente Passito. I vigneti sono schiacciati contro il terreno dando vita a qualcosa che assomiglia molto a bassi cespugli, un panorama unico costruito in secoli di storia.

Cina ed Italia hanno poi in comune fiere e feste dove si celebra l’industria vitivinicola ma anche le tradizioni locali.

Dal 2007 a Yantai si svolge la sua fiera internazionale del vino che gode di una popolarità diffusa in Cina mentre in Italia, a Verona ogni anno il Vinitaly, coinvolge produttori, sommelier e appassionati del vino da paesi di tutto il mondo. Una edizione della fiera è stata portata in Cina e precisamente a Chengdu nel Sichuan.

Ma forse pensando all’Italia e al vino vengono in mente le meravigliose feste di paese che celebrano eccellenti produzioni locali. Si può affermare che la più spettacolare di queste sagre si svolge a Marino, nei Castelli Romani, dove durante la Sagra dell’Uva dalle fontane del paese esce vino anziché acqua.

Al termine di questo breve racconto, Cina e Italia non appaiono più così lontane e diverse e ciascuna nasconde dei tesori e delle tradizioni che meritano di essere conosciuti e vissuti. Attraverso il territorio e la cultura possiamo creare scambi culturali che arricchirebbero i nostri paesi e che aiuterebbero i popoli a conoscersi rendendo felici le persone.


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