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“E’ in Sicilia che si trova la chiave di tutto”, così scriveva Johann Wolfgang von Goethe.

Io, invece, nelle verdi valli joniche dei Monti Peloritani ho trovato le radici di due siciliani: Agatino e Michael Cavalieri.

Uno sguardo al Mungibebbu e un altro all’azzurro mare della costa calabra e lascio la valle d’Agrò dove ho incontrato il grande spirito della sicilianità.

In questi magici luoghi ogni abitante mostra con orgoglio le sue profonde radici e ama narrare quelle degli antenati.

Accosto il volto al finestrino dell’aeromobile, guardo giù e vedo milioni di luci che illuminano un vastissimo territorio, allora, capisco di essere arrivata nella Città degli Angeli, Las Vegas.

Trascorrono altri venti minuti e poi incontro Michael Cavalieri, una bella figura, bruno, dallo sguardo intenso, da vero figlio della Sicilia.

Riesco a stento a nascondere l’euforia e ripeto a me stessa incredula: sono nel cuore dell’industria televisiva e cinematografica degli Stati Uniti!

Sento che la stanchezza sta prevalendo su tutto, ma, nonostante ciò, da casa di Michael riesco a vedere il Monte Lee con la monumentale scritta “Hollywood”, poi, finalmente arriva il sonno ristoratore.

Ho sempre amato e raccontato volentieri il cinema americano; questa volta non narrerò di film, bensì di Michael Cavalieri, un attore italo-americano.

Con Michael parleremo del suo film “Ritornato”, del suo amato nonno Agatino e di quelle profonde e solide radici che lo legano alla terra dei suoi avi: la Sicilia e ancor di più a Limina, un delizioso paesino adagiato ai piedi del monte Kalfa.

L’alba ci vede già in viaggio per Santa Monica. Le azzurre acque dell’Oceano Pacifico ci accolgono con alte onde spumeggianti.  Noi andremo a fare la nostra chiacchierata al Santa Monica Pier Aquarium.

Michael tu sei nato a NY e fai parte della generazione di italo-americani discendenti da quegli uomini e quelle donne che lo scorso secolo hanno lasciato la loro terra per l’America. Vuoi raccontarmi di te?

 

Michael poggia una mano sul capo come a volere rassettare oltre ai capelli i suoi ricordi e poi inizia a parlare.

– Ho perso mia madre a causa del cancro e qualche anno fa anche mia sorella. Quelle morti mi hanno trascinato nella solitudine e nella disperazione. In quei periodi terribili, di grande dolore, ho pensato sempre a mio nonno materno Agatino Alibrandi, cercando nel suo ricordo la forza di andare avanti.

La mia modesta famiglia è originaria di Limina un paesino in provincia di Messina. 

Da lì, nonno Agatino ventenne, parlando solo il siciliano, partì per il nuovo Continente in cerca di una vita migliore. In America lui ebbe una lunga discendenza, ma anche tanta sofferenza.

Nonno Agatino è sempre stato il mio solo grande mito, lo adoravo, finché lui fu in vita io ho avuto una guida, lui era il mio porto sicuro.

Da ragazzo ero un’atleta e sognavo di diventare un calciatore, a ogni buon conto, il mio sogno si è infranto con i miei tanti infortuni. Per un dato periodo ho lavorato a Wall Street a NY, non immaginavo lontanamente che il destino avesse in serbo per me il mondo della celluloide.

 

Michael, i critici americani ti definiscono un attore di grande talento, uno che appassiona, insomma, uno che buca lo schermo. Negli States sei famoso e hai lavorato e lavori con attori di spessore, ma il grande amore per nonno Agatino ti ha portato a girare un film a Limina.

Il film ”Ritornato”, di cui sei produttore e regista celebra un tuo ritorno alle radici. Ne vuoi parlare?

 

– Si, certo. Durante i periodi di grande dolore ho sempre pensato ai miei parenti in Sicilia, non ho mai scordato le mie radici di siculo-americano e ne sono sempre stato orgoglioso.

Ho sentito forte il desiderio di andare in Sicilia a Limina e cercare i miei parenti, ritrovare la mia famiglia e soprattutto le mie radici. Sono andato per la prima volta nel settembre del 2011 e subito mi sono sentito a casa, in famiglia.

Camminando per le strade percepivo la presenza del nonno, mi sentivo protetto e sereno. Durante la mia prima permanenza nel paese, ho elaborato il dolore e sono riuscito ad accettarlo.

Ogni giorno conoscevo nuovi parenti e sentivo rafforzare le mie radici sempre di più in quella splendida terra di Sicilia. Quando ho maturato l’idea di un film sul nonno casualmente ne ho parlato con Fabrizio Sergi e insieme abbiamo iniziato a sviluppare il progetto.

Sono consapevole che la mia storia è simile a quella di tanti giovani siculo-americani che non conoscono le loro radici oltre l’oceano. 

Con il film “Ritornato” spero tanto che queste nuove generazioni vadano alla ricerca del passato delle loro famiglie e ricostruiscano un forte legame con la terra d’origine.

Il “Film “Ritornato” è stato girato grazie ad una borsa di studio dei registi Antony e Joe Russo, anche loro oriundi siciliani di Longi, e dalla National Italian American Foundation.

È stato girato a Limina e nei dintorni.

Protagonista maschile Michael, mentre sua moglie Maria ha recitato nella parte della fidanzata Sophie. Le comparse sono tutti liminesi e aspettano l’uscita del film con grande ansia.

Usciamo dall’Aquarium e ci incamminiamo verso il molo. Michael parla e gesticola da autentico siciliano mostrandomi le bellezze del posto, ma io sono distratta.

Il mio pensiero vola lontano, a quel sottile ma fortissimo legame che unisce il vecchio e il nuovo continente, a quelle profonde radici seminate da nonno Agatino e ora rinsaldate da Michael.

Spero tanto che tutti i giovani italo-americani vadano alla ricerca delle loro radici e ne siano fieri come lui. Arriviamo sul molo, davanti la Route 66 che fa da collegamento con Chicago, quando sta per iniziare il tramonto.

Il sole appare come una immensa palla di fuoco che lentamente scivola nelle profonde acque dell’oceano Pacifico, la natura, anche questa volta ci regala uno spettacolo sbalorditivo. Michael si gira lentamente:

– Bello vero?

– Bellissimo

– Io amo molto di più i tramonti della mia Sicilia, della mia Limina.

Lo guardo e sorrido! Il ricordo di nonno Agatino, di mamma Maria e di tutta la sua famiglia è troppo radicato nel cuore del mio amico.

Radici profonde che sanno d’amore infinito per la terra dei padri.

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