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Curiosando in internet tra i siti dei comuni o su wikipedia si trovano sempre parti dedicate ai personaggi illustri di certi luoghi. E a Torre Cajetani? A parte Fra Marcello da Torre, una delle figure di spicco della musica nella seconda metà del ‘900 è Daniele Paris.

Per avere maggiori notizie sulle sue radici, ho chiesto informazioni a suo cugino Luciano Scarsella, che lo ricorda in questo modo:

I suoi genitori erano tutti di Torre Cajetani, tranne nonna Santina che era di Filettino dove mastro Cesare la conobbe, la sposò e la portò “in cima” alla Torre (Torre Cajetani) a cavallo di mulo.

Daniele era nato nel 1921 da famiglia molto umile e da subito tutti hanno capito che era portato per la musica, il padre Nazareno per farlo studiare fece fare a tutta la famiglia sacrifici inauditi. All’inizio fu seguito dall’organista Germani e poi da tanti altri maestri fino a diventare una figura fondamentale e rilevante per la nuova musica italiana e internazionale.

I sacrifici dei genitori sono stati ripagati però dalla buona riuscita e dalla prestigiosa carriera artistica musicale che ha portato Daniele ad essere tra i fondatori del prestigioso Conservatorio Licinio Refice di Frosinone nel 1972 ed a dirigerlo dal 1974 al 1989.

Daniele è stato un eccellente pianista, se la batteva con Arturo Benedetti Michelangeli, ma preferì la composizione e la Direzione d’Orchestra. Aveva un carattere molto schivo e qualche volta artisticamente ‘furastico’.

Durante le Settimane Internazionali di Nuova Musica, una importante kermesse internazionale dedicata alla musica sperimentale che si tenne a Palermo dal 1960 al 1968, sotto la sua direzione si esibirono per la prima volta vari compositori che poi divennero figure di spicco per la musica della seconda metà del ‘900.

Stiamo parlando di artisti come Guaccero, Bussotti, Cage e Stockhausen.

Inoltre fu uno dei soci fondatori dell’associazione Nuova Consonanza e fu uno dei promotori della nascita della scuola di musica di Frosinone, l’attuale conservatorio. Non a caso l’auditorium del Conservatorio è intitolato proprio a lui.

È stato anche autore-compositore di colonne sonore per film come Al di là del bene e del male, di Liliana Cavani, di documentari e di sceneggiati televisivi come la Vita di Dante con Giorgio Albertazzi.

Molti sono gli aneddoti legati alla sua persona. Luciano me ne ha raccontati alcuni:

“Ti racconto un aneddoto: eravamo negli anni ’60 e una sera di estate rientravo 


D’un tratto sulla corsia d’emergenza ho visto un uomo che camminava solo e spedito e mi sono domandato che cosa facesse quel matto, viaggia di notte a piedi sull’autostrada
a Roma da Torre Cajetani con la mia famiglia sulla mia 600 intorno alla mezzanotte per viaggiare con il fresco. Sulla autostrada incontrammo un traffico bestiale e all’altezza di Monteporzio Catone si marciava a passo d’uomo.

Osservandolo meglio ho visto che era Daniele.

L’ho chiamato per dirgli cosa gli fosse successo e se avesse bisogno d’aiuto e lui, tutto incazzato, mi ha detto che aveva lasciato la macchina alla moglie, era sceso e preferiva continuare a piedi!”

Daniele era molto sensibile ed attaccato alle proprie origini, alla propria terra, alla propria gente e paesani.

Per questo il 13 agosto del 1987 organizzò una estate torrigiana, un prestigioso concerto di musica classica all’interno del Castello Teofilatto in onore di Torre e della Cittadinanza.

Tutti ammirati e silenziosi i nostri paesani hanno goduto questo fantastico evento, l’unico concesso dal Maestro Paris:

“Mi ricordo che in quella magica irripetibile serata, dopo gli infiniti e convinti applausi, ho notato molti occhi lucidi. Fu un piccolo miracolo”.

Leggendo queste poche righe ci si catapulta in un mondo che non esiste quasi più, fatto di grandi sacrifici per far realizzare i propri sogni o quelli dei propri familiari. Era un mondo più difficile in cui vivere ma dove i sogni guidavano le scelte delle persone.

Con questo vogliamo rendere omaggio a lui ma anche alla sua famiglia che con grandi rinunce ha regalato al mondo musicale una figura di grande spicco che è sempre rimasta legata al nostro paese.

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