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Continua il nostro viaggio nella cultura e nelle tradizioni del popolo cinese, così provato da questa epidemia che non sembra attenuare la sua forza letale. Un modo di essere vicini e un augurio per un futuro di rinascita.


Avevamo pensato all’emblema della Fenice che risorge dalle ceneri, e abbiamo scoperto quanto sia importante e diverso, nella cultura cinese, l’immagine di questo uccello.

La domanda delle domande, in giro per il globo è: qual’è l’origine del mondo?

A questa domanda ogni popolo, ogni cultura dà le proprie risposte, trasmette i propri miti e racconta le proprie leggende: da noi in Occidente, ad esempio, ci sono il Libro della Genesi e i poemi epici di Omero.
Anche i Cinesi hanno le loro leggende e in queste storie dell’antico folklore e della mitologia ha un ruolo importante la Fenice d’Oriente o Fèng Huáng (鳳凰).

Da noi in Occidente la Fenice simboleggia il rinnovamento, l’avere una seconda possibilità: un antico uccello che s’incendia con il proprio fuoco e si disintegra, divenendo cenere. Tutto sembra immobile, poi un piccolo becco spunta da sotto lo strato polveroso e la fenice rinasce.
Volando dall’altra parte del mondo, nei boschetti di sottili bambù e di alberi wutong dell’Oriente, un altro tipo di Fenice domina i cieli. In Cina le leggende onorano questo uccello per la sua capacità di giudicare il carattere delle persone e di elargire benedizioni agli onesti e ai buoni.

Alcune storie sostengono che si posi a terra solo quando deve trovare qualcosa di prezioso. Altre raccontano della sua capacità di trasformarsi in fanciulle celesti.

La creazione del mondo

In Cina, la Fenice d’Oriente è uno dei personaggi chiave della cosmologia. Infatti, secondo il mito cinese, dopo che Pangu, il primo essere vivente ed il creatore di tutte le cose, uscì dal gigantesco “uovo” del caos, altri quattro esseri presero vita: il Drago, il Qilin (una creatura cornuta e con gli zoccoli), la Tartaruga e il Feng Huang, ossia la Fenice.
Queste quattro creature fantastiche, denominate i “Quattro Spiriti”, unirono le forze con Pangu e crearono il mondo.
I Quattro Spiriti usarono i loro poteri per formare i cinque elementi (metallo, legno, acqua, fuoco e terra) dando vita alle cinque stagioni (primavera, autunno, inverno, estate e fine estate). Poi divisero il mondo in cinque regioni (nord, sud, est, ovest e centro) e ogni creatura fantastica si prese la responsabilità di una parte delle creazioni: la Fenice prese il controllo del fuoco, dell’estate e del sud.
Alcune leggende la descrivono come l’insieme dei corpi celesti: la testa equivale al cielo, gli occhi al sole, il dorso alla luna, le zampe alla Terra e la coda ai pianeti e per questo motivo è stata considerata un collegamento tra il nostro mondo e i cieli più lontani.

La Fenice d’Oriente nella Storia

Anticamente il Feng Huang non era riferito a un solo volatile, ma a due. “Feng” era l’uccello maschio, mentre “Huang” era la femmina, insieme rappresentavano la metafora dello “yin” e dello “yang”, e del rapporto tra uomo e donna.
In seguito Feng e Huang sono diventati la Fenice che spesso viene affiancata ad un Drago di sesso maschile. Questa è la Fenice d’Oriente, quella più comunemente conosciuta, che ha ispirato generazioni di cinesi e in particolare le donne.
Umile, leale, gentile e corretta, la Fenice incarna le caratteristiche che hanno definito l’ideale tradizionale di una “signora”. Con il suo atteggiamento timido e la sua saggia benevolenza si tira indietro nei momenti di agitazione e ricompare per dare inizio alla pace. Conferisce benedizioni a coloro che sono abbastanza fortunati da incontrarla e annuncia eventi eccezionali.
Gli avvistamenti del Feng Huang alla nascita di un imperatore, per esempio, significavano che il bambino sarebbe divenuto un virtuoso governante, la migliore benedizione per il Paese. Nella storia la Fenice d’Oriente ha annunciato anche l’arrivo di grandi saggi, indicando la venuta di moralità e stabilità.
Inoltre, siccome simboleggia il collegamento tra il mondo reale e il divino, è anche l’emblema perfetto per l’imperatrice, ossia la partner ideale per il Drago che simboleggiava il “Figlio del Cielo”, ovvero l’imperatore.
La Fenice d’Oriente in coppia con il Drago è un’immagine molto popolare tra i cinesi. Considerate tra le creature più fortunate, quando sono raffigurate insieme hanno il significato di relazioni molto felici, buona fortuna e forza persistente.
Gli idiomi sulle due creature abbondano e solitamente connotano fortuna o abilità. Per esempio lóng fèng chéng xiáng (龍鳳呈祥) significa “una grande prosperità, portata da un Drago e da una Fenice”, mentre rén zhōng lóng fèng (人中龍鳳) vuol dire “una persona con molto talento che risalta come un Drago o una Fenice tra gli esseri umani”.

La Fenice d’Oriente nell’arte.

Le opere d’arte cinesi abbondano di Fenici d’Oriente: si possono trovare appollaiate sui tetti delle case nei dipinti, in posa sulle porcellane, o librate in volo sui drappi di seta. Gli artisti di solito le ritraggono come splendidi uccelli femmine simili a pavoni o a fagiani dorati.
Lo splendido piumaggio della fenice è sempre raffigurato con i cinque colori fondamentali della filosofia cinese: il giallo, il bianco, il rosso, il nero e il verde, che rappresentano i cinque valori morali del confucianesimo: benevolenza, dovere, rispetto, saggezza e fede.
Pertanto la sua raffigurazione nelle opere d’arte ha lo scopo di onorare i valori tradizionali e caratterizzare l’artista e il proprietario dell’opera d’arte come persone dotate di valori come l’integrità e la raffinatezza.
La prossima volta che viaggeremo in Cina, cercheremo la Fenice d’Oriente e guarderemo alle sue rappresentazioni con occhi diversi!

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