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Dal 1886, un antico culto si ripete ogni anno a Fumone con la partecipazione di tutta la popolazione: la Madonna del Perpetuo Soccorso, un nome originale per una Madonna nella posizione di ‘soccorso’ (aiuto) nei confronti del suo bambino.

Fumone è uno splendido borgo medioevale tutto racchiuso dentro un circuito murario al cui centro si trova un castello con i giardini pensili più alti d’Europa.

L’inizio del culto risale al lontano 1886 quando l’arciprete don Vincenzo De Carolis fece realizzare una copia di una icona venerata nella chiesa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, sul colle Esquilino nel pieno centro di Roma.

L’icona originale è dipinta a tecnica mista su una tavoletta in noce, delle dimensioni di 53 x 41 cm, e rappresenta la cosiddetta “Madonna della Passione” databile all’ultimo quarto del XV secolo. Questa icona deriva dalle elaborazioni del pittore cretese Andreas Ritzos, vissuto fra il 1421 e il 1492).

Il prototipo a cui l’icona di Roma si è ispirata, è stato rintracciato in un affresco della chiesa di Lagoudera nell’isola di Cipro, datato al 1192. La Vergine sorregge il Figlio con il braccio sinistro, il quale, rannicchiato verso di Lei, volge lo sguardo all’arcangelo Gabriele, in dimensioni minori, che mostra la croce.

Nel dipinto, l’arcangelo Michele porta con sé gli strumenti della “Passione” che sembrano spaventare il Bambino che chiede “soccorso” alla Madre rifugiandosi tra le sue braccia. La Vergine offre a suo figlio protezione e, figurativamente, a tutti i fedeli che la osservano.

L’icona di Fumone fu accolta trionfalmente dal popolo e ‘messa in trono’ nella collegiata della SS. Maria Annunziata in una particolare cappella dedicata al SS. Sacramento nel 1886.

Viene ancora festeggiata ogni prima domenica di settembre quando il quadro viene alloggiato nel suo trono in legno dorato ornato di angioletti e portato in solenne processione lungo le vie del borgo antico.

Quello della Madonna del Perpetuo Soccorso è il culto mariano principale di Fumone. Nel 1936, per il 50° anniversario, la collegiata fu restaurata al suo interno e venne realizzata una cupola, progettata dall’architetto Morosini, proprio nella cappella del SS. Sacramento.

Per l’anno del Giubeo del 2000, la decorazione della cappella fu restaurata dal maestro Paolino Cialone di Fumone. Nel gennaio 1980, ladri sacrileghi rubarono l’icona insieme a molte suppellettili sacre. La Guardia di Finanza di Roma la ritrovò ridotta in ventidue frammenti e con i volti delle figure abrasi e senza le corone d’oro. Il quadro fu affidato ai monaci Studiti ucraini di un monastero di Castel Gandolfo, i quali, dopo un delicato restauro, restituirono all’immagine l’antico splendore.

Papa Giovanni Paolo II, informato della vicenda, volle benedire il quadro nell’udienza del 30 aprile di quell’anno e tre giorni dopo l’icona tornò all’affetto dei suoi fedeli fumonesi.


Alessandro Potenziani

ITA Alessandro è un decoratore artistico che vive a Roma e lavora all’Archivio Storico Capitolino. Fin da giovanissimo ha avuto una grande passione per le arti figurative, in particolare per il disegno e la pittura che ha perfezionato all’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha lavorato in studi di architettura nella progettazione di arredi di pregio per interni e a Fumone ha realizzato numerose insegne turistiche e commerciali. Ha decorato la facciata dipinta della chiesa di S. Celestino V e ha ideato la raffigurazione nel telo dell’organo ottocentesco della collegiata della SS. Maria Annunziata. Fa ricerche storiche su Fumone e nel 1997 ha realizzato un plastico ricostruttivo del borgo del XIV secolo. Ha pubblicato il suo primo saggio scientifico sulla rivista dell’Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale “Latium” con il titolo: “Una statua barocca a Fumone: il San Sebastiano di Giovanni Giardini e Camillo Rusconi”. Nell’ambito dell’associazione culturale Il Guitto scrive articoli di carattere storico-artistico dedicati a Fumone.

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