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Penso che devo andare indietro un bel po’ negli anni:

Estate 1962

Nel giugno di quest’anno abbiamo deciso di andare a Terracina. Questo perché Tiziano, mio marito, veniva da Terracina. Aveva lasciato l’Italia in cerca di lavoro in Germania. E proprio al posto di lavoro ci siamo conosciuti, innamorati, sposati. 

Abbiamo lasciato la nostra piccola figlia ai nonni e siamo partiti. Lui con la grande gioia di tornare a casa e presentare la sua sposa alla famiglia e ai suoi amici, mentre io con un po’ di ansia ma anche impaziente di vedere tutte le grandi novità che mi aspettavano.

Nel 1962 esistevano solo pochi chilometri di autostrada, tutte le altre strade erano statali o di campagna, addirittura le così dette strade bianche! Passare le Alpi, la campagna, le città, i paesi, era bellissimo!

Passammo a Milano per trovare una sorella di Tiziano. Lei viveva a Cologno Monzese ed è stato molto difficile arrivarci. Non esistevano ancora cellulari o GPS. Alla fine siamo riusciti a trovarla e c’è stata una grande accoglienza: tanti abbracci, tanti baci e cibo Italiano così buono e in abbondanza. 

I fratelli avevano molto da raccontarci e io stavo lì vicino senza capire, non parlavo l’Italiano per niente. Tiziano faceva da interprete. Una notte terribile e lunga, interrotta mille volte dalle campane di una chiesa che suonavano ogni 15 minuti!!! dall’altra parte della strada. Un altro giorno a Milano e poi via, direzione Sud!

La campagna verde, fiorita, paesi lontani, oltrepassare il Po, tutto largo e piatto. Città come Parma, Bologna, Firenze, la Toscana! Umbria! Orvieto su in alto! Roma! Finalmente passata Roma e si vedeva la Campagna Romana. Poi a Latina Tiziano cambiò strada e arrivammo al mare,

IL MARE!

Mai visto prima in vita mia il mare! La spiaggia larga con una immensa massa di bellissima sabbia! Il sole. Il mare, fino all’orizzonte il mare! Che gioia immensa! Le Isole Pontine all’orizzonte.

Più avanti si vedeva l’acqua anche a sinistra! Anche questo mare? “Questi sono i quattro laghi costieri e noi ci troviamo sulle dune in mezzo. Le dune sono fra le più alte in Europa”. 

Era un’esplosione di sorprese, di bellezze, tutto in un attimo. 

Io sentivo fisicamente questa gioia, mi sembrava che il mio petto non fosse grande abbastanza per reggere e provare tutta questa felicità. Adesso capivo il brillare negli occhi di Tiziano quando parlava del “suo mare”, dalla pesca con la barca o subacquea con i suoi amici, le loro avventure.

Passando a Torre Paola sotto il Monte Circeo, su cui dorme la Maga Circe dopo l’avventura con Ulisse, si arrivava piano piano a Terracina. 

Da lontano si vedeva il Tempio di Giove sul Monte Sant’Angelo e subito a fianco sotto il profilo di Terracina con il Castello Frangipane, l’ex monastero San Francesco, allora ospedale di Terracina, e il centro storico della città. 

Il sole tramontando illuminava tutto di rosa e rosso. 

Per me una scena unica. Quella sera siamo andati direttamente a casa del papà, i fratelli, la cognata e i nipoti di mio marito. La prima a salutare Tiziano è stata Tosca! Una cagnetta bianca che non voleva lasciarlo più! 

Poi le stesse procedure di farsi conoscere, abbracci, baci, cena fantastica. Mai mangiato tanto pesce prima. E tutto come a casa della cognata a Milano senza parlare l’Italiano. 

La mattina dopo un caffè al bar! Anche questo una novità per me. 

E la grande aspettata novità: il mare da vicino sulla spiaggia, sentire con i miei piedi e le mani l’acqua e la sabbia! Non so proprio descrivere bene come mi sono sentita. Era fantastico, meraviglioso. 

Quello che mi affascinava assolutamente come il mare era la luce

Il sole qui ha un altro aspetto che da noi in Germania, mi sembrava più vicino, sicuramente più forte! Il brillare sulle ondine piccole era fantastico, interrotto dalle barchette che si muovevano sull’acqua. E la spiaggia larga larga con questa finissima sabbia giallastra. C’era ogni tanto qualche bagnante con il suo ombrellone. Mi sembrava il paradiso.

Così si possono capire gli artisti nel Romanticismo che venivano in tanti da tutto l’Europa per dipingere in Italia. Tutti erano attirati proprio dalla luce diversa.

Poi man mano negli anni successivi ho conosciuto una gran parte della città, specialmente il centro storico con i suoi monumenti romani, Piazza Municipio, la cattedrale, i vicoli. Allora erano ancora poche case costruite in basso. Il grande boom e scempio sarebbe iniziato dopo, a metà degli anni ‘60 e ‘70. Si costruiva senza piano regolatore.

Nell’anno 1989 siamo venuti a vivere qui in mezzo al centro storico, Tiziano e io. I figli erano grandi, ognuno con la sua laurea e un mestiere da seguire. I due maschi sono rimasti in Germania, la figlia ci ha seguito quattro anni dopo, lei ha scelto le Marche, dove vive ancora.

A mio marito erano rimasti solo 10 anni per godersi Terracina nella nostra bellissima casa, la sua barca sul suo amato mare insieme a suoi vecchi amici ritrovati. Come erano belli quegli incontri per una cena improvvisata, quasi mai organizzata, con i vecchi amici. E’ passato!

Per me la scelta di rimanere qui era facilissima. 

Vivo con piacere nel mio nido d’aquila, come chiamo casa mia, perché domino Terracina e il mare. C’è il sole dalla mattina alla sera e il tutto è incorniciato da Monte Sant’Angelo con il Tempio di Giove a sinistra e Monte Leano a destra.

Mi fermo qui, perché sarebbero da raccontare mille altre belle cose che giustificano di rimanere a Terracina.

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