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Conoscete Josè Borjes?

Non è lo scrittore argentino ma un generale catalano arrivato a Napoli per combattere i Piemontesi con i Borbone. 

In Abruzzo è un mito e nel borgo di Sante Marie si può visitare un originale museo incentrato sulla sua figura di ufficiale: il Museo del Brigantaggio e dell’Unità d’Italia. Si possono ammirare documenti originali, fotografie e cimeli come gli abiti, gli armamenti e le monete.

Siamo nella Marsica che con la sua caratteristica posizione montana e di confine con lo Stato Pontificio, è stata una delle principali scenografie del fenomeno del brigantaggio. Un fenomeno complesso, dove povera gente contraria al nuovo Stato si trovò a combattere con chi resisteva all’arrivo dei Sabaudi e dove frange dell’esercito borbonico dovevano imparare la guerriglia.

Sante Marie by MDG Foto

Josè Borjes era nato a Vernet nel 1813 e dopo una carriera nell’esercito, nel 1840 andò esule in Francia dove fece tanti lavori diversi. Nel 1860 cercò di mettersi a diposizione nell’esercito dello Stato Pontificio ma le autorità respinsero la proposta e allora fu contattato dal governo borbonico in esilio che cercava di organizzare una resistenza al sud Italia.

Borjes era un bell’uomo dai capelli neri e il fisico asciutto, voleva indossare una divisa militare e non aveva paura di gettarsi nelle battaglie seguendo l’esempio del padre. 

Siamo nel 14 settembre 1861, e da Malta Borjes sbarcò a Capo Spartivento in Calabria in cerca di governare il malcontento locale contro i Piemontesi. Era stato mandato dal Comitato Borbonico che non aveva capito la profonda frattura che si era ormai creata nel sud Italia dopo il passaggio di Garibaldi e il forte controllo dei Sabaudi. Gli era stato promesso dai Borbone un esercito numeroso ad aspettarlo ma Borjes non trovò mai nessuno se non poveri contadini che non sapevano tenere in mano neanche un fucile. 

Arrivato in Basilicata si unì con il brigante Carmine Donatello, detto Crocco, uno dei veri briganti che aveva a cuore una rivoluzione economica e sociale della popolazione. L’accordo fra i due prevedeva la creazione di un esercito regolare per conquistare Potenza ma la diffidenza del brigante fece naufragare il piano.

Insieme vinsero numerose battaglie ma non arrivarono a Potenza. Il piccolo esercito si sciolse e Borjes decise di muovere verso Roma per organizzare la resistenza dal nord. 

Sante Marie by MDG Foto

Ha attraversato l’Italia con una marcia leggendaria e, passando per il Molise nella Piana delle 5 Miglia, arrivò a Sante Marie nella Marsica da dove cercava di raggiungere il vicino Stato Pontificio.

Nel suo cammino si era unito a volontari, soldati di ventura ma anche a banditi locali che approfittavano della situazione per saccheggiare e depredare chi incontravano.

Ma la sua storia terminò qui a Sante Marie in Abruzzo l’8 dicembre, nella masseria di Mastroddi vicino l’inghiottitoio di Luppa, dove è stato posto un cippo a ricordo della cattura del generale catalano. La sua fine è stata causata dal tradimento di Benedetto Ippoliti che rivelò al comandante della Guardia Nazionale il luogo del suo rifugio. 

Così terminò la storia del generale Josè Borjes che si arrese e fu catturato e portato a Tagliacozzo dove venne fucilato con altri 17 compagni d’arme. Viene ricordata la scena in cui Borjes cercava di arrendersi con la dignità di un soldato di un esercito avversario e i piemontesi lo umiliarono considerandolo invece come un bandito.

Con lui terminò la resistenza del Regno Borbonico e anche Sante Marie entrò nel nuovo Regno d’Italia. Iniziò un periodo di abbandono da parte di molti abitanti che andarono a cercare fortuna nelle Americhe e per molti anni la storia di Josè Borjes è entrata nelle leggende locali.

Sante Marie – Interno grotta di Luppa by Claudio Fortunato

Dopo alcuni mesi, gli venne reso un omaggio tardivo seppellendolo in un cimitero a Roma per ordine del generale La Marmora anche per le pressioni di numerosi intellettuali. Durante la sua vita avventurosa, Borjes aveva tenuto un diario scritto in francese che venne pubblicato sin dal 1862 prima in francese e poi tradotta in italiano.

La sua storia leggendaria è stata illustrata in un fumetto del 1978 (L’uomo del Sud di Alarico Gattia) e rappresentata nel fil ‘o Re di Luigi Magni del 1989 e Li chiamarono … briganti! di Pasquale Squitieri del 1999.

 

Oggi Josè Borjes è entrato nella storia e in ricordo della storia di quel periodo è stato aperto un museo e inaugurato un suggestivo sentiero per il trekking che ripercorre i luoghi frequentati dai briganti.

Il Cammino dei Briganti è un sentiero ad anello percorribile in sette giorni lungo un percorso che varia tra gli 800 e i 1300 metri di quota. Si seguono le orme dei briganti della Banda di Cartore tra la Valdevarri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino. La partenza e l’arrivo sono a Sante Marie. 

Per maggiori informazioni link https://camminobriganti.wordpress.com


Claudia Bettiol

IT Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Consulente per lo Sviluppo Turistico dei Territori, specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli ENG Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Consultant for the development and promotion of the Touristic Development of Territories specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses

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