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“Il paese di Torre Cajetani sorge sulla sommità di un colle e si è sviluppato tutt’intorno al castello medievale (XIII secolo) dalla poderosa struttura a quadrilatero[…]Interessanti i suoi luoghi di culto, tra i quali ricordiamo: la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.”

Tante guide turistiche che parlano di Torre Cajetani descrivono così il nostro paese. Si parla prima del castello e poi della chiesa e, in realtà, osservando il nostro paese dal basso gli occhi seguono proprio lo stesso “itinerario”.

Torre Cajetani castello - Giampiero Pacifico 10

Torre Cajetani – Castello by Giampiero Pacifico

Anche i documenti che ci sono arrivati su Torre Cajetani seguono questo iter.

Il primo documento che parla del paese, e nello specifico del castello, è del 1180. Poi, più di 100 anni dopo viene menzionata la chiesa di Santa Maria, era il 1295 (atto di passaggio di Torre ai Caetani).

Ulteriori notizie sul di essa le abbiamo nel 1300, con l’elenco del pagamento delle decime. Così abbiamo Don Luca, che nel 1328 curava Santa Maria (con i chierici Giacomo di Andrea, Giovanni Secca e Giacomo Adiuti) e pagò la prima rata (solutio) di dieci soldi.

Nel 1331 Santa Maria risultava collegata alla chiesa di Sant’Angelo (quella del cimitero) e Giovanni de Sacco ne era l’abate e ne ebbe cura fino al 1333.

Dopo questi “fatti” che la riguardano, si perde la memoria scritta della chiesa fino al 1600, quando sui documenti del consiglio di Torre e l’Archivio Caetani si informa che era in atto il restauro che le diede le forme odierne.

Infatti, prima di allora aveva forme medievali. E forse la chiesa odierna ancora oggi poggia (a sud) sulle vecchie mura.

Sempre in quel periodo sappiamo che era un’abbazia e ogni quaresima veniva frequentata dai quaresimalisti (il primo che troviamo menzionato è fra’ Marcello da Torre nel 1654 che non è da confondersi con il suo omonimo, morto in odore di santità e sepolto all’interno della chiesa).

Ancora, abbiamo altre notizie dai documenti (Archivio Caetani) di un ulteriore restauro agli inizi del 1800 e di una nuova consacrazione nel 1853.

Sempre dai documenti dei signori di Torre, sappiamo che la presentazione del parroco era di diritto laicaleius patronato” delle famiglie eredi Caetani della Torre. L’ultimo parroco presentato di diritto Laicale fu Don Fulgenzio Vinci nel 1899.

Oltre a questi aspetti storici ed istituzionali c’è anche l’aspetto spirituale di cui parlare.

Torre Cajetani – Interno della chiesa by Nicola Paoloni 

Il legame tra la Chiesa e la sua gente è sempre stato molto forte.

Si hanno notizie certe su come proprio i chierici del paese si siano fatti portavoce del malcontento e delle miserie dei nostri cittadini, che negli anni subirono gravi carestie ma anche vessazioni da parte dei signori Caetani che si susseguirono negli anni.

Nel 1800, ad esempio, ci furono diverse carestie che afflissero il nostro paese e fu proprio il presbitero di allora, don Pietro Ascani, a farsi portavoce presso la Santa Sede (insieme a tanti altri cittadini torrigiani) scrivendo direttamente al Papa, cosa del tutto “anomala per l’epoca, per chiedere il suo intervento in aiuto dei torrigiani (o torresi).

Torre Cajetani – Restauro by Marco Ubodi

Sempre Don Pietro si fece portavoce di una causa del popolo torrigiano contro Muzio Caetani (signore di Torre) che venne accusato di pretendere il pagamento di tasse non dovute e di non pagare a sua volta le tasse.

Il Conte si difese facendo riferimento al testamento d’acquisto risalente al 1295 del Castello e di tutti i beni e diritti feudali. A sua difesa portò anche diversi cittadini per attestare quanto dichiarato nel testamento.

Dopo lunghe discussioni nel 1808 la comunità venne alleggerita di alcune tasse a favore del Barone in quanto non venne mai ritrovato il testamento e non vennero prese in considerazione le testimonianze.

Nel 1834, il vicario foraneo di Torre scrisse al vescovo di allora per chiedere informazioni più precise o ulteriori dettagli che potevano scagionare un nostro compaesano ingiustamente, forse, accusato (purtroppo non sappiamo di cosa fosse accusato e se fu condannato)

Nel 1853, sempre la nostra parrocchia chiese aiuto al vescovo della diocesi di Alatri per il sostentamento di una maestra che doveva venire ad insegnare da noi ma che non aveva mezzi per farlo.

Questo cordone non è mai stato tagliato nei secoli e negli anni.

Tanti esempi similari li abbiamo anche negli ultimi anni. C’è sempre stato tra i paesani e la chiesa un dare e avere reciproco che ancora è presente ai nostri giorni.

Torre Cajetani – Dettagli della chiesa by Nicola Paoloni 

Ne è l’esempio l’ultima “ripulitura” della Chiesa. I torrigiani, il popolo, è sceso al fianco e in aiuto della propria parrocchia che in quel momento ne aveva bisogno, senza chiedere nulla in cambio.

Hanno riportato l’edifico al suo antico splendore nel rispetto della sua storia, perdendo giornate di lavoro, fine settimana in famiglia. E tutto per salvaguardare la “casa” di tutti i torrigiani, del passato, del presente e anche del futuro.

Se il Castello è sempre stato il fiero guardiano del nostro paese e della valle circostante, la Chiesa è sempre stato il suo più fedele luogotenente.

Ha sempre vegliato sul paese, sul Castello e soprattutto sul popolo torrigiano.

 

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